Cultura

Più libri più liberi, ad Arena Robinson Gianrico Carofiglio: "La sinistra riparta dalla parola comunità"

Più libri più liberi, ad Arena Robinson Gianrico Carofiglio: "La sinistra riparta dalla parola comunità"
"La campagna elettorale della sinistra? Tutta sbagliata"
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Gianrico Carofiglio ospite di Arena Robinson, nella terza giornata a Più libri più liberi dialoga con Raffaella De Santis del futuro della sinistra a partire da L'ora del caffè, il libro che ha scritto insieme con la figlia Giorgia.  
"Un libro politico, un atto politico - dice lo scrittore, ex magistrato ed ex senatore dem - Il fatto che tanti giovani si sentano impotenti di fronte alle ingiustizie e alle disuguaglianze e rinuncino a cambiare il mondo è una questione che deve preoccuparci. Mi stupisce che da sinistra nessuno mi abbia fatto un commento su quello che abbiamo scritto".

La sinistra deve ripartire dalla parola comunità: "Serve un partito che crei voglia di partecipare: per cambiare il mondo bisogna vincere le elezioni. Comunità, viene dal latino, cum-munus: il munus è l'incarico pubblico ed è il dono. La comunità è il luogo del servizio prestato gratuitamente per gli altri ed è il luogo del dono. Diceva Michel Foucault in Introduzione alla vita non fascista, che essere militanti non vuol dire essere tristi. Le sinistre nell'Occidente avanzato sono tristi e una scommessa non è fare buone battute, che pure aiutano, ma recuperare una dimensione comunitaria basata sull'allegria".

Con Giorgia Meloni, la sinistra ha sbagliato la comunicazione: "Qualsiasi attacco a Meloni la rinforza - dice l'autore de La nuova manomissione delle parole  - Il fascismo? Dire che c'era un pericolo per la democrazia screditava chi lo diceva perché non ci credeva nessuno. Bisognava dire che Fratelli d'Italia non era un partito fascista, ma un partito dentro il quale ci sono dei fascisti, e che il pericolo grave era l'arretramento. Avrebbero evocato il fascismo, ma senza screditarsi".

"Una cosa è la comunicazione e un'altra sono la propaganda e la manipolazione - spiega lo scrittore a un Arena sold out - la comunicazione attiene ai contenuti e riguarda la comunità, la propaganda è un'operazione per mettere in moto alcuni meccanismi. Qualche anno fa tutti parlavano del segretario della Lega come di un grande comunicatore: ma non lo è, gli è riuscito al massimo qualche trucco di propaganda. E la comunicazione a sinistra? Non sa scatenare emozioni".

Carofiglio analizza gli slogan della campagna elettorale: "Pronti di Meloni, non è eccezionale ma accettabile. Dalla parte giusta, 5Stelle, è accettabile. Scegli del Pd non funziona, evoca solo una dimensione tragica e cupa in una situazione inutilmente drammatizzata. Lo slogan giusto? Il Pd è il più grande partito progressista ambientalista d'Europa che è una cosa vera nel presente ma soprattutto una aspirazione per il futuro e ogni singola parola di questa frase contiene un valore:  partito, senza partiti non esiste la democrazia, progresso, ambiente, grande, che dà il senso di comunità, e Europa: una carta di valori contenuta in uno slogan".