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"Donna è chi sente di esserlo": la svolta del dizionario Cambridge

Il vocabolario legato alla celebre università britannica aggiorna la sua definizione andando oltre la semplice biologia, come aveva già fatto il Merriam-Webster. E i conservatori attaccano
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LONDRA. Che cos’è una donna? Qual è la sua definizione, nella società contemporanea molto più “fluida" che in passato alla luce della teoria e dell'identità "gender"? Se il leader laburista Sir Keir Starmer era rimasto interdetto durante una recente intervista quando non seppe definire il significato di “donna”, il celebre dizionario Cambridge sembra avere le idee molto più chiare. E ha deciso di aggiornare la definizione di “woman”, ora molto più inclusiva delle donne transgender.

 

Eccola. Donna: c’è sì la definizione tradizionale, ossia “un essere umano adulto di sesso femminile”, alla quale ora però è stata aggiunta una seconda, “un adulto che vive e che si identifica di genere femminile anche se di sesso differente alla nascita”. Insomma, le donne trans per il Cambridge…

LONDRA. Che cos’è una donna? Qual è la sua definizione, nella società contemporanea molto più “fluida" che in passato alla luce della teoria e dell'identità "gender"? Se il leader laburista Sir Keir Starmer era rimasto interdetto durante una recente intervista quando non seppe definire il significato di “donna”, il celebre dizionario Cambridge sembra avere le idee molto più chiare. E ha deciso di aggiornare la definizione di “woman”, ora molto più inclusiva delle donne transgender.

 

Eccola. Donna: c’è sì la definizione tradizionale, ossia “un essere umano adulto di sesso femminile”, alla quale ora però è stata aggiunta una seconda, “un adulto che vive e che si identifica di genere femminile anche se di sesso differente alla nascita”. Insomma, le donne trans per il Cambridge sono donne a tutti gli effetti e pienamente equiparate alle donne biologiche. 

 

Questa nuova definizione, che tra l’altro segue quella simile di un altro dizionario come il Merriam-Webster, ha ovviamente scatenato le polemiche degli esponenti e giornali conservatori e più tradizionalisti oltremanica. Per quello che è un acceso dibattito che va avanti da molti mesi nel Regno Unito e che ha generato critiche anche all’interno del Labour e tra le donne del partito, soprattutto da quando lo stesso Starmer è stato meno riluttante e ha cambiato idea, allargando la definizione di donna alle donne trans.

 

Il commentatore di destra e fondatore dell’associazione “Free Speech Union”, Toby Young, ha parlato di “politiche identitarie che oramai intaccano anche le definizioni linguistiche della lingua inglese. A parte gli attivisti “woke”” - ossia in senso spregiativo coloro eccessivamente sensibili ai temi di inclusività e rispetto delle minoranze - "chi è che definisce uomo e donna come fa il dizionario Cambridge?”. Anche Maya Forstater, direttrice del gruppo “Sex Matter”, ha dichiarato che la prima definizione di donna, quella più tradizionale, “è anche quella che conta a livello legale e che la maggioranza delle persone comprende”.

 

Forstater, tra le altre cose, è anche un’amica di JK Rowling. La scrittrice bestseller e “madre” di “Harry Potter” è una delle alfiere più celebri e influenti della definizione tradizionale di donna, come già dimostrato dai suoi tweet online in passato e dalle prese di posizioni nette a favore delle donne biologiche. Per Rowling, donna è solo colei che “ha una vagina". Dichiarazioni per cui alcuni attivisti trans, oltre ad averla minacciata di morte su Internet, chiamano la scrittrice “Terf”, ossia una femminista che esclude le donne che non lo sono biologicamente. 

 

Con i suoi soldi, in ogni caso, ora Rowling ha deciso di fondare una sua associazione a favore delle donne vittime di abusi e violenze sessuali in Scozia. Ma attenzione, solo donne “biologiche” saranno accettate e non di genere femminile: “Perché le donne devono essere aiutate e devono sentirsi protette, soprattutto in situazioni tragiche e drammatiche come queste”, ha detto Rowling. Che sulla definizione del Cambridge ancora non si è espressa. Ma la sua posizione è nota.