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Il libro è un patrimonio da salvaguardare. Il governo se ne ricordi

La libreria Odradek di Roma che ha annunciato la imminente  chiusura  
Il presidente di Ali Confcommercio: "Ho ascoltato spesso frasi di rilevanti decisori pubblici che denigrano la lettura. Anzi, la considerano solo un divertimento"
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Caro direttore, quando ho iniziato a respirare l'aria della libreria, quasi mezzo secolo fa, avevo l'età di 7 anni e mi dilettavo a sfogliare i libri nella libreria di famiglia alla ricerca di una nuova storia nella quale immergermi per sognare mondi che non conoscevo. In tutti questi anni sono state tante le storie, i mondi, che ho incontrato grazie ai libri e a chi ha avuto la pazienza di scriverli, ma c'è una storia, un mondo che non ho mai trovato e che ancora da lettore compulsivo cerco, quella di un Paese nel quale il libro e la lettura sono patrimonio comune per tutti, sostenuti sin dal primo vagito dalla consapevolezza diffusa che attraverso di essi passa anche la crescita, il benessere, lo sviluppo socio-economico.

Purtroppo in questi anni ho assistito attonito troppo spesso a dichiarazioni di importanti decisori pubblici che denigrano il libro e la lettura e che la considerano un divertimento, uno strumento per riempire gli spazi di un tempo vuoto,…

Caro direttore, quando ho iniziato a respirare l'aria della libreria, quasi mezzo secolo fa, avevo l'età di 7 anni e mi dilettavo a sfogliare i libri nella libreria di famiglia alla ricerca di una nuova storia nella quale immergermi per sognare mondi che non conoscevo. In tutti questi anni sono state tante le storie, i mondi, che ho incontrato grazie ai libri e a chi ha avuto la pazienza di scriverli, ma c'è una storia, un mondo che non ho mai trovato e che ancora da lettore compulsivo cerco, quella di un Paese nel quale il libro e la lettura sono patrimonio comune per tutti, sostenuti sin dal primo vagito dalla consapevolezza diffusa che attraverso di essi passa anche la crescita, il benessere, lo sviluppo socio-economico.

Purtroppo in questi anni ho assistito attonito troppo spesso a dichiarazioni di importanti decisori pubblici che denigrano il libro e la lettura e che la considerano un divertimento, uno strumento per riempire gli spazi di un tempo vuoto, quasi che il tempo che essa richiede non possa essere il tempo di chi lavora, studia, cresce un figlio, o è impegnato a gestire le nostre istituzioni.

Ecco, vede, questa a mio avviso è la causa principale della difficoltà raccontata dall'interessante inchiesta del suo giornale a firma di Sara Scarafia: la scarsa o direi quasi nulla considerazione sociale per il libro e la lettura, che si riverbera poi sugli indici di lettura che impietosamente di anno in anno fotografano un paese lontano dagli standard dei migliori. 

Il basso indice di lettura influisce negativamente sulle attività delle librerie che oltre a contendersi tutte lo stesso ristretto mercato, devono poi competere con operatori che "usano" il libro per vendere altri beni come avviene ad esempio con la Gdo - grande distribuzione organizzata - o il venditore online per eccellenza. Pensare quindi di preservare le librerie, come giustamente è stato fatto in questi decenni, senza lavorare per espandere la lettura e il mercato al quale esse poi si rivolgono è come cercare di salvare il Panda senza preoccuparsi però che abbia ogni giorno di che mangiare. 

Oggi possiamo invertire la rotta, perché veniamo da un'importante legge entrata in vigore in piena crisi Covid, che ha, dopo decenni, riconosciuto che la promozione al libro deve passare attraverso la promozione dei suoi contenuti e non del suo prezzo, abbandonando così quella strada sciagurata che tanti guasti ha fatto, e perché il periodo della crisi Covid ha cambiato la percezione del valore della lettura anche nel dibattito pubblico, sollecitando investimenti come non mai in passato. 

Per farlo occorre aprire un confronto che veda coinvolte le istituzioni a tutti i livelli, le rappresentanze del mondo del libro, e la società, famiglia e scuola in primis, con l'obiettivo di realizzare un programma nazionale di promozione del libro e della lettura con le relative dotazioni economiche: è questa la soluzione che consentirebbe di scrivere le pagine di quella storia che ancora non sono riuscito a leggere, e che darebbe a noi librai la certezza di un futuro meno agro. 
L'autore è presidente di Ali Confcommercio