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Come brilla la cometa nella notte dei Magi

Notte stellata di Vincent van Gogh (1889) 
Sono molto rappresentate nelle opere d'arte, il mistero dei loro movimenti strega gli uomini da tempo immemorabile. Tre volumi usciti ora, tra saggi e romanzi, ne parlano
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"Le comete sono un'altra cosa: sono regine distratte e generose, troppo belle per curarsi di sé. Se ne vanno per il cielo, con la chioma sciolta e spettinata, e la spargono ovunque. È il loro seme, sono come api regine: così generano la vita". Non potrebbe esserci periodo dell'anno migliore di questo per prendere in mano la bella favola moderna di Angela Nanetti - autrice di romanzi soprattutto, ma non solo, per ragazzi e a lungo insegnante nelle scuole medie e superiori - L'uomo che coltivava le comete, che Neri Pozza ha riportato ora in libreria con le suggestive tavole di Germano Ovani. E in un'atmosfera da fiaba, con la neve che imbianca un piccolo villaggio di montagna, la giovanissima mamma di origini zingare Myriam che balla divinamente e un fantomatico padre che non ha mai visto, si svolge la storia di Arno. Bambino dall'animo puro ma inquieto, capace di vedere il cuore delle cose, che aspetta il passaggio di questa cometa, &q…

"Le comete sono un'altra cosa: sono regine distratte e generose, troppo belle per curarsi di sé. Se ne vanno per il cielo, con la chioma sciolta e spettinata, e la spargono ovunque. È il loro seme, sono come api regine: così generano la vita". Non potrebbe esserci periodo dell'anno migliore di questo per prendere in mano la bella favola moderna di Angela Nanetti - autrice di romanzi soprattutto, ma non solo, per ragazzi e a lungo insegnante nelle scuole medie e superiori - L'uomo che coltivava le comete, che Neri Pozza ha riportato ora in libreria con le suggestive tavole di Germano Ovani. E in un'atmosfera da fiaba, con la neve che imbianca un piccolo villaggio di montagna, la giovanissima mamma di origini zingare Myriam che balla divinamente e un fantomatico padre che non ha mai visto, si svolge la storia di Arno. Bambino dall'animo puro ma inquieto, capace di vedere il cuore delle cose, che aspetta il passaggio di questa cometa, "con una coda lunga e tanta luce, una specie di regina", a cui esprime il suo desiderio più grande: veder tornare suo padre.

Così mescolando elementi di vita quotidiana, di tradizioni cristiane e mitologia nordica, ma anche superstizioni popolari (per esempio nel personaggio di Nenele, la vecchia che ha cresciuto Myriam, che ha le sembianze di una strega buona il cui spirito diventa una sorta di divinità del focolare), Angela Nanetti compone un piccolo gioiello. E nelle parole che l'uomo del bosco, lo straniero che abita la baita abbandonata, rivolge ad Arno ci consegna un messaggio bellissimo: "Tu continua ad aspettare: non siamo noi che dobbiamo rinunciare ai sogni, sono loro che ci lasciano. Ma dei sogni non possiamo fare a meno, sono quelli che danno senso alla vita".

Ma le comete sono state anche molto rappresentate nelle opere d'arte, il mistero dei loro movimenti sulla volta celeste ha stregato gli uomini dalla notte dei tempi. Chiara Gatti, storica e critica d'arte, ha provato a raccoglierle in un piccolo compendio. Si intitola Sotto una buona stella, edito da Interlinea, con la collaborazione di Serena Colombo. Si comincia dall'antico Egitto, dove la conoscenza della sfera celeste galoppava e tra le divinità più venerate c'era Nut, dea della notte, snella e flessuosa figura il cui dorso è cosparso di stelle, per arrivare agli splendidi mosaici bizantini di Ravenna. Qui, nella basilica di Sant'Apollinare Nuovo, è stata sdoganata nel VI secolo l'iconografia dei Magi in viaggio per Betlemme guidati da una stella. Nelle raffigurazioni del tempo, la stella di Betlemme assume forme cangianti: come un rosone o come un fiore, cerchio luminoso che fluttua sopra i Magi nella notte.

La vera svolta nella sua rappresentazione sopra i tetti di Betlemme si ha all'inizio del '300, a Padova, con Giotto che, sempre attento al dato reale, dopo aver assistito al passaggio della cometa di Halley sostituisce "l'ingenuità grafica del primo astro" con una stella "dai lunghi capelli", la sua coda rossa e dorata. Ancora alla fine del '400 è raffigurata come una palla infuocata e dorata e fino al pieno '500 la sua immagine continua a fluttuare fra astrazione geometrica e "naturalismo vibrante". Sarà William Turner, il pittore delle bufere e della potenza sublime della natura, nell'Ottocento a dipingerla come un punto luminoso con una lunghissima coda spumeggiante in caduta libera su una pianura sconfinata. Più raro trovare omaggi tra gli impressionisti, eccezion fatta per la leggendaria Notte stellata di Van Gogh "che trascina gli astri seminando code nell'azzurro". E se dobbiamo a Kandinskij la cometa solitaria che ha sorvolato i paesaggi dell'arte moderna, è con Banksy e la sua granata a forma di stella che brilla sopra la Natività realizzata a Betlemme nel 2019 che si chiude questo suggestivo excursus a caccia di stelle.

Per gli appassionati del genere esiste anche un vero e proprio atlante delle comete: Cometario di Sarah Zambello e Susy Zanella (edito da Nomos), con la consulenza e la revisione scientifica dell'Istituto nazionale di Astrofisica. Un viaggio nello spazio e nel tempo seguendo le grandi comete che hanno illuminato cieli antichi e contemporanei, tra code, chiome e periodi orbitali di centinaia di anni che raccontano il rapporto, mai risolto, tra l'uomo e il cielo.


I LIBRI
L’uomo che coltivava le comete di Angela Nanetti (Neri Pozza, pagg. 144, euro 20)

Sotto una buona stella di Chiara Gatti con la collaborazione di Serena Colombo (Interlinea, pagg. 96, euro 12)

Cometario di Sarah Zambello e Susy Zanella (Nomos, pagg. 80, euro 22,90)