"Quella frase è mia". E sui social la polemica tra scrittori diventa un hashtag
di Gabriele Isman , di Gabriele IsmanA chi appartengono le parole? Se lo è chiesto la scrittrice Giulia Carcasi - Ma le stelle quante sono il suo esordio nel 2005 per Feltrinelli - quando una dei suoi tremila follower su Instagram le ha inviato un post di Riccardo Bertoldi - classe 1990, cinque libri pubblicati con Rizzoli e un seguito di 500mila persone sui social - con somiglianze perlomeno sospette. "La paura dell'abbandono fa fare cose assurde, che per paura di sentirsi dire addio un giorno, si pronuncia per primi" scriveva Carcasi in Perché si dice addio, racconto uscito nel 2008 su Repubblica e diventato quattro anni dopo un ebook per Feltrinelli.
"La paura dell'abbandono fa fare cose strane. Si ha così paura per sentirsi dire addio un giorno, che alla fine si pronuncia per primi" pubblicava Bertoldi su Instagram il 27 dicembre scorso. "L&…
A chi appartengono le parole? Se lo è chiesto la scrittrice Giulia Carcasi - Ma le stelle quante sono il suo esordio nel 2005 per Feltrinelli - quando una dei suoi tremila follower su Instagram le ha inviato un post di Riccardo Bertoldi - classe 1990, cinque libri pubblicati con Rizzoli e un seguito di 500mila persone sui social - con somiglianze perlomeno sospette. "La paura dell'abbandono fa fare cose assurde, che per paura di sentirsi dire addio un giorno, si pronuncia per primi" scriveva Carcasi in Perché si dice addio, racconto uscito nel 2008 su Repubblica e diventato quattro anni dopo un ebook per Feltrinelli.
"La paura dell'abbandono fa fare cose strane. Si ha così paura per sentirsi dire addio un giorno, che alla fine si pronuncia per primi" pubblicava Bertoldi su Instagram il 27 dicembre scorso. "L'ho scritta perché l'ho provata. Quando qualcuno si appropria delle tue parole senza riconoscertele (limitandosi a cambiare un vocabolo con un sinonimo), è un'appropriazione indebita di anima e di pelle. Spesso mi chiedono perché scrivo poco. È facilissimo scrivere tutti i giorni se si ricorre a parole estrapolate qua e là tra quelle che offrono i social; non è facile per niente se devi provare e trovare parole che siano soltanto tue. Fare gli scrittori copiando è sfornare il pane con impasti già lievitati e preparati da altri" scrive Carcasi pubblicando la frase di Bertoldi. Ne nasce una polemica via social con risposte e controrisposte, scuse pubbliche di Bertoldi e pubblicate dall'autrice di Tutto torna e Io sono di legno. Ne nasce soprattutto un movimento, #giùlemanidalleparole, a cui hanno aderito altre firme come Susanna Casciani - due libri con Mondadori, tra cui nel 2018, Sempre d'amore si tratta -, Cristina Buttigliero e Marco Polani.
Anche Tommaso Fusari, in questa polemica su Instagram, ha preso posizione: "Meno male che c'è Giulia Carcasi che ha fatto ciò che io non ho mai avuto il coraggio di fare per non sembrare un bambino capriccioso che batte i piedi. Mi sono rassegnato a dire 'vabbè, è l'internet, che ci vuoi fare'. Una volta provai a dire Scusate, questa cosa l'avrei scritta io però. E una risposta fu che Calcolo delle probabilità non lo avevo scritto io, e che ero un bugiardo. Grazie Giulia, a nome di tutt* noi." Il più recente libro di Fusari si intitola Promettimi che imparerai a nuotare.
Il movimento rischia di diventare il MeToo delle parole, la rivendicazione al rispetto della proprietà intellettuale sui social. Alla fine Bertoldi ha pubblicato un post che ha il sapore delle scuse: "Non sempre ciò che vorrei dire è ciò che vorreste sentirvi dire. Non sempre ho voglia di aprire le piattaforme e dire qualcosa. Ma avevo paura di deludervi". Il post poi è stato cancellato, Carcasi l'ha rilanciato e Bertoldi ha volontariamente chiuso il suo profilo Instagram da 280 mila follower, ma per #giùlemanidalleparole e per lo scontro tra scrittori e influencer potrebbe essere soltanto l'inizio.