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Un alchimista di nome Paul Klee

Paul Klee (1879-1940) 
In libreria la biografia dell’artista firmata da Gregorio Botta
2 minuti di lettura

Figlio di due musicisti, un bavarese e una svizzera di Basilea per metà francese, Paul Klee nasce nel 1879 a Berna, dove il padre è approdato per insegnare al conservatorio. Destinato dai genitori a una carriera musicale, Paul imparerà a suonare il violino così bene da essere incluso a soli undici anni nell'orchestra cittadina. In compenso, si appassiona sempre più al disegno compiendo grandi progressi. Di qui la scelta del diciannovenne Paul di trasferirsi nella città del padre, Monaco, ma per studiare pittura all'Accademia con il celebrato maestro Franz von Stuck. Dai Diari, cominciati nel '97, emerge che a dominare i suoi pensieri sono ancora i richiami del sesso, che oscillano tra approcci respinti o vagheggiati, di cui compila un "elenco alla Leporello ma in negativo", e degradanti iniziazioni che lo fanno sentire un dissoluto. Fino a quando, nell'autunno del '99, Paul incontra la donna della vita: Lily Stump…

Figlio di due musicisti, un bavarese e una svizzera di Basilea per metà francese, Paul Klee nasce nel 1879 a Berna, dove il padre è approdato per insegnare al conservatorio. Destinato dai genitori a una carriera musicale, Paul imparerà a suonare il violino così bene da essere incluso a soli undici anni nell'orchestra cittadina. In compenso, si appassiona sempre più al disegno compiendo grandi progressi. Di qui la scelta del diciannovenne Paul di trasferirsi nella città del padre, Monaco, ma per studiare pittura all'Accademia con il celebrato maestro Franz von Stuck. Dai Diari, cominciati nel '97, emerge che a dominare i suoi pensieri sono ancora i richiami del sesso, che oscillano tra approcci respinti o vagheggiati, di cui compila un "elenco alla Leporello ma in negativo", e degradanti iniziazioni che lo fanno sentire un dissoluto. Fino a quando, nell'autunno del '99, Paul incontra la donna della vita: Lily Stumpf, che ha tre anni più di lui, studia da pianista ed è figlia del consigliere sanitario di Monaco. 

Cross and Colums di Paul Klee (1931, particolare) 

Sul piano artistico gli incontri decisivi sono con Kandinskij e gli altri protagonisti del Blaue Reiter, e poi a Parigi, con Picasso, Braque e il congeniale Delaunay. 
La svolta epocale, però, - riassume Gregorio Botta a conclusione dei primi tre capitoli della trascinante biografia Paul Klee. Genio e regolatezza (Laterza) - è l'aver saputo imporre al padre di Lily la loro unione: "La missione che si era dato appena giunto a Monaco è compiuta: è diventato un uomo. È riuscito a creare un cosmo dal suo caos: ha fatto della sua vita quello che continuerà a fare delle sue tele".

Botta è un raffinato artista visivo che ha grande dimestichezza anche con l'arte dello scrivere. Sarà pur vero che non è uno storico dell'arte, ma è un fatto che il rigore con cui si documenta sugli artisti di cui scrive, associato a uno sguardo reso più penetrante dalla cognizione diretta del processo creativo e a una penna dotata di una rara sapienza narrativa, rendono questi suoi libri illuminanti sia per i profani che per gli "addetti". 
Tante sono le metafore con cui Klee definisce la sua missione. L'artista-albero, che s'immerge nella natura per rivelarne i segreti.

L'artista-angelo, che media tra cielo e terra. L'angelo bonario e ironico, che si affaccia presto nel percorso creativo di Paul e tornerà a visitarlo per consolarne i sogni agitati e le operose veglie negli ultimi tragici anni, incredibilmente fecondi, quando il pittore, costretto ad autoesiliarsi a Berna dai nazisti che ne bruciano le opere, additandolo come il capofila dell'"arte degenerata", vedrà manifestarsi in lui e crescere, fino a procurargli una morte atroce per soffocamento, quella rara e incurabile malattia ereditaria, la sclerodermosi, che ha portato alla tomba poco prima anche il padre. 

L'intima atmosfera da laboratorio alchemico dello studio-cucina di Monaco riscalda anche lo studio-Wunderkammer di Weimar, dove Klee, chiamato da Gropius, approda nel 1921 per insegnare al Bauhaus. Botta immagina di essere un allievo del Bauhaus in visita al maestro e con una verve tanto spumeggiante quanto rigorosa, perché non c'è dettaglio che non sia ricavato dalle fonti, descrive ciò che vede nella casa abitata dal pittore in Am Horn 53. "Non è una stanza, è un mondo": un'infinità di strumenti del mestiere, foglie conchiglie, radici secche, farfalle, ma anche foto e radiografie, un grammofono e un acquario. E poi il gatto Fritzi, che Paul lascia passeggiare su un acquarello ancora umido, asserendo che le sue impronte miglioreranno l'opera.

Il libro - Paul Klee. Genio e regolatezza  di Gregorio Botta (Laterza, pagg. 200, euro 18)