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Edda e Galeazzo Ciano, chi sono i protagonisti del film di RaiTre

Edda e Galeazzo Ciano 
Ritratto della figlia primogenita di Mussolini e di suo marito: due destini, tra loro intrecciati, all'ombra della parabola nefasta del fascismo. Come ha raccontato la regista Wilma Labate
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Ci sono due libri attraverso i quali è possibile ricostruire la complessa e per molti versi sorprendente figura di Edda Ciano, figlia primogenita di Benito Mussolini e moglie di Galeazzo Ciano. Due libri dai quali ha abbondantemente attinto il film di Wilma Labate Quei due – Edda e Galeazzo Ciano, andato in onda su RaiTre. E precisamente: La mia vita (Mondadori, 2001), nato da una lunga intervista rilasciata all’amico Domenico Olivieri, dalla quale emerge un ritratto inedito delle vicende più note della sua vita (il rapporto con il Duce, il difficile legame con la madre accusata dalla figlia di adulterio, l'infelicità della prima notte di nozze, i ceffoni in albergo del conte Ciano geloso, sino alla morte tragica del marito), e La mia testimonianza (Rusconi, 1975), frutto invece di una serie di conversazioni con il giornalista francese Albert Zarca, in cui la primogenita di Mussolini ripercorre la sua vita. Ma cosa sappiamo oggi davvero di Edd…

Ci sono due libri attraverso i quali è possibile ricostruire la complessa e per molti versi sorprendente figura di Edda Ciano, figlia primogenita di Benito Mussolini e moglie di Galeazzo Ciano. Due libri dai quali ha abbondantemente attinto il film di Wilma Labate Quei due – Edda e Galeazzo Ciano, andato in onda su RaiTre. E precisamente: La mia vita (Mondadori, 2001), nato da una lunga intervista rilasciata all’amico Domenico Olivieri, dalla quale emerge un ritratto inedito delle vicende più note della sua vita (il rapporto con il Duce, il difficile legame con la madre accusata dalla figlia di adulterio, l'infelicità della prima notte di nozze, i ceffoni in albergo del conte Ciano geloso, sino alla morte tragica del marito), e La mia testimonianza (Rusconi, 1975), frutto invece di una serie di conversazioni con il giornalista francese Albert Zarca, in cui la primogenita di Mussolini ripercorre la sua vita. Ma cosa sappiamo oggi davvero di Edda Mussolini in Ciano e di suo marito Galeazzo? Proviamo a ripercorrere brevemente la loro storia.

Edda nasce a Forlì il primo settembre del 1910 ed è la prima dei cinque figli di Benito Mussolini e di sua moglie Rachele. Il 24 aprile 1930, a soli vent’anni, sposa Gian Galeazzo Ciano, da cui avrà tre figli: Fabrizio, Raimonda e Marzio. Le nozze, celebrate a Roma, inevitabilmente segnano l'avvio dell'inarrestabile ascesa politica del marito come delfino di Mussolini. Dopo una parentesi in diplomazia, Ciano diventa infatti prima sottosegretario alla Stampa e propaganda e poi ministro degli Esteri.

Filotedesca, Edda appoggerà sempre le posizioni del padre sulla guerra, più tentennante sarà invece Galeazzo. Di personalità intraprendente e irrequieta, lei stessa si definirà un "maschiaccio", con comportamenti che la porteranno spesso a scontrarsi con il padre. Mussolini stesso avrebbe ammesso: "Sono riuscito a sottomettere l'Italia, ma non riuscirò mai a sottomettere mia figlia".

La sua irrequietezza si manifesta sin da bambina, quando messa a studiare nel collegio di Poggio Imperiale dove venivano educate le “signorine bene”, si fa ritirare dopo poco. Da ragazza è una delle prime a portare i pantaloni e il bikini e poi, da adulta, tradisce il marito, fuma e gioca d’azzardo.

E passiamo a parlare proprio di lui, suo marito. Galeazzo Ciano nasce a Livorno il 18 marzo 1903, frequenta il ginnasio a Venezia, dove si era trasferito con la famiglia durante la Prima guerra mondiale, e consegue la maturità classica a Genova, da dove poi si sposta a Roma nel 1921, in coincidenza con le fortune politiche del padre, eletto deputato e l'anno successivo presente come sottosegretario nel primo governo Mussolini. A Roma Galeazzo si laurea in legge nel 1925 e inizia la carriera diplomatica come viceconsole prima a Rio de Janeiro e poi a Buenos Aires. Nel 1927 viene destinato a Pechino e solo alla fine del 1929 torna a Roma, poco mesi prima dell'episodio che avrebbe costituito una svolta nella sua vita e il presupposto della sua rapidissima carriera politica: il fidanzamento, nel febbraio, e il matrimonio, il 24 aprile 1930, con Edda Mussolini. È nel 1933 che prende avvio la sua carriera politica vera e propria all'interno del regime fascista, con la nomina a capo ufficio stampa di Mussolini. Nel 1935 prende parte alle operazioni militari contro l'Etiopia e, come a quasi tutti i gerarchi fascisti mobilitati per la campagna d'Etiopia, gli vennero conferite le onorificenze, nel suo caso due medaglie d'argento al valore.

Favorevole sulle prime a un'intesa con Hitler, successivamente tenta invano di evitare l'entrata in guerra dell'Italia e il suo coinvolgimento nei crimini nazisti. L’atteggiamento critico verso il nazismo lo avvicina al gruppo che firma la mozione di sfiducia contro Mussolini, nella seduta del Gran Consiglio nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943. Viene arrestato e imprigionato. È a questo punto che Edda interviene senza successo presso il padre, offrendo in cambio della vita del marito quel diario in cui Ciano rivela odio e disprezzo per Hitler e la Germania nazista, che altrimenti minaccia di pubblicare. Ma è tutto inutile. L’11 gennaio del 1944, dopo un processo-farsa nel poligono di tiro di Verona, Galeazzo Ciano, insieme ad altri 4 gerarchi fascisti accusati di tradimento dal tribunale di Salò, viene fucilato.

Con la condanna a morte di Galeazzo inizia la tragedia di Edda che, dopo essersi scontrata con il padre e più ancora con la madre Rachele, che odia il genero, già prima della fucilazione del marito fugge clandestinamente con i figli in Svizzera, utilizzando nomi e documenti falsi. Dopo quattro mesi dalla fine della guerra e dalla fucilazione di Mussolini torna in Italia. Condannata a due anni di confino sull’isola di Lipari dopo solo un anno beneficia dell’amnistia promulgata da Togliatti, allora ministro della Giustizia, e si ricongiunge ai figli. Si ritira infine a Capri, alternando la permanenza sull’isola con quella nella sua casa romana.

In età avanzata Edda concederà una serie di interviste in cui racconta la sua vita: l'infanzia, l'adolescenza, il suo rapporto con i genitori, le loro passioni, l'ascesa al potere del padre, i suoi amori, il marito Galeazzo e le sue vicende politiche, le guerre, la vita mondana, le tragiche giornate di Verona. Sono le interviste da cui vengono tratti i due libri da cui siamo partiti.

Edda muore a Roma l'8 aprile 1995 all’età di 84 anni: è sepolta a Livorno, accanto al marito.