Dedicato a Angelo bambino "diverso", l'esordio narrativo di Massimo Cecchini
di Lucio Luca , di Lucio LucaIdrocefalia. Una sentenza terribile, senza appello. La gioia per la nascita di un bambino che si trasforma in angoscia, disperazione, impotenza: "L'arrivo di Angelino cambiò l'esistenza di tutti coloro che lo circondavano. Fin dai primi mesi gli handicap, i disturbi, le disfunzioni, le malattie episodiche, le patologie permanenti e tutto ciò che definiva il quadro clinico del bambino rasero al suolo quasi tutti i progetti della nuova famiglia". Con il passare del tempo emerge anche un'altra malattia gravissima, la oligofrenia. Angelino è cieco, emette un grido gutturale, perde saliva, non riesce a camminare bene, non parla, non fa altro che peggiorare.
Massimo Cecchini da giornalista si è spesso occupato di sport. Ma con Il bambino (Neri Pozza) fa il suo esordio nella narrativa con una storia drammatica nella quale, alla fine, vince l'amore. Quello di due genitori - Pietro e Anna - per il figlio, un dolore ineguagliabile che affro…
Idrocefalia. Una sentenza terribile, senza appello. La gioia per la nascita di un bambino che si trasforma in angoscia, disperazione, impotenza: "L'arrivo di Angelino cambiò l'esistenza di tutti coloro che lo circondavano. Fin dai primi mesi gli handicap, i disturbi, le disfunzioni, le malattie episodiche, le patologie permanenti e tutto ciò che definiva il quadro clinico del bambino rasero al suolo quasi tutti i progetti della nuova famiglia". Con il passare del tempo emerge anche un'altra malattia gravissima, la oligofrenia. Angelino è cieco, emette un grido gutturale, perde saliva, non riesce a camminare bene, non parla, non fa altro che peggiorare.
Massimo Cecchini da giornalista si è spesso occupato di sport. Ma con Il bambino (Neri Pozza) fa il suo esordio nella narrativa con una storia drammatica nella quale, alla fine, vince l'amore. Quello di due genitori - Pietro e Anna - per il figlio, un dolore ineguagliabile che affrontano con inventiva e coraggio. Una storia vera quella di Angelino Bonaventura, nato idrocefalo e destinato a una esistenza da "diverso". E quella di una giovane coppia che scopre in un istante le asperità di una vita che fino a quel momento aveva riservato loro soltanto gioie e sorrisi.
Quando nasce Angelino, Pietro e Anna, sono due ragazzi fortunati dei rampanti anni Sessanta. Alta borghesia romana, buon lavoro, circolo del tennis, tanti amici, bella casa, auto, viaggi. Due che ce l'hanno fatta grazie anche allo studio e ai sacrifici. E che adesso, con l'arrivo del bambino, sembrano aver coronato il loro sogno. Fino a quella diagnosi impietosa. La malattia, un'ingiustizia per chiunque, figuriamoci per un piccolo appena nato. "Tutto è frutto del destino, del caso. Il percorso delle nostre vite lo rifacciamo a posteriori, dispiegando una catena di eventi, ma in realtà che una cosa accada o meno, c'è la stessa possibilità che avvenga per un tiro di dadi" si dicono.
Le parole di circostanza, gli amici che pian piano si allontanano, la scalata di un Everest che sembra non finire mai. Ma Pietro e Anna accettano la sfida, l'amore per Angelino supera ogni cosa: "Nonostante la loro apparente modernità, erano ancora figli di un'epoca in cui la malattia sembrava l'esito di una espiazione, magari sconosciuta, mentre invece Angelino ai loro occhi appariva senza macchia, uno degli eletti che avrebbero ereditato il regno dei cieli". E così rifiutano la comoda soluzione dell'istituto, scelgono di occuparsi ventiquattr'ore al giorno del loro piccolo, capiscono che Angelo è un "animale notturno" perché solo con il buio si placa. E così spesso trascorrono ore in auto fino all'alba solo per farlo restare sereno.
Il romanzo mostra "come il destino ci può cambiare la vita in una notte", anzi in due "quella del concepimento e quella del parto" spiega Massimo Cecchini. Oggi il bambino ha quasi sessant'anni. Per tutta la sua esistenza è vissuto in una famiglia che ha protetto il suo handicap neonatale, immolandosi completamente: perdendo denaro, vita, carriere senza alcun rimpianto, senza avere dubbi. Angelino è anche autolesionista, ha perso la vista colpendosi ripetutamente le tempie con i pugni. Ma c'è ancora grazie alla caparbia, alla determinazione, alla forza di due genitori che non si sono mai arresi. E all'aiuto di due domestiche filippine, Nora e Roselyn, che li hanno accompagnati per gran parte della loro vita. C'è anche un altro protagonista del romanzo, Lorenzo, il giovane autista di cui Angelo ha bisogno quotidianamente.
Soprattutto di notte, come detto. Un altro tassello di un mondo capovolto, senza orari, anzi con un fuso completamente sballato rispetto al resto del mondo.
"Angelo Bonaventura era signore e padrone di cinque vite, il faro senza luce di un oceano familiare che non conosceva bonaccia" scrive Cecchini nel suo romanzo. Ma, malgrado tutto, c'è ancora. E questo è il grande regalo che ci hanno fatto i suoi genitori.
Il libro
Il bambino di Massimo Cecchini (Neri Pozza, pagg. 208, euro 18)