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"La Biennale Architettura discrimina i russi": l'accusa di Sgarbi, la replica degli organizzatori

La polemica del sottosegretario alla Cultura. Ma l'ente veneziano non ci sta: "Si partecipa solo su richiesta dei vari Paesi e finora Mosca non si è fatta avanti"
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Vittorio Sgarbi non comprende le ragioni dell'esclusione degli artisti russi dalla Biennale Architettura di Venezia, presentata questa mattina dall'anglo-ghanese Lesley Lokko, direttrice della diciottesima edizione che aprirà i battenti il 20 maggio. E immediatamente commenta: "La Biennale discrimina i russi, il governo è ignaro. E' ingiusto. La politica non può essere scavalcata". Ma subito arriva la replica dell'ente veneziano, che ricorda come la mancata partecipazione è dovuta dalla mancata richiesta di Mosca.

Facciamo però un passo indietro. Tutto comincia con l'ultima esternazione del sottosegretario alla Cultura che continua: "Ogni discriminazione rispetto alla creatività è ingiusta. Non vi è stata alcuna interlocuzione con il governo, che investa il ministero della Cultura, per portare a questa scelta discriminatoria che dovrebbe essere decisa o condivisa dal governo, e non dalla presidenza della Biennale. E per la delega che mi riguarda io non ne ho conoscenza. La politica - aggiunge Sgarbi - non deve interferire ma neanche essere scavalcata. Chiederò conto al presidente Cicutto di questa scelta perché il governo possa eventualmente condividerla, e non subirla".

"Mentre appare assai opportuna l'attenzione alla complessa realtà africana attraversata da guerre terribili e dimenticate, non s'intende la pervicace insistenza, nei campi dell'architettura e della musica, per l'esclusione di vittime di regime come sono comunque anche gli architetti russi, cui il padiglione della Biennale è precluso, anche impedendo la partecipazione del dissenso". Inoltre, "proprio la complessità delle problematiche che investono il continente africano nel 'Laboratorio del futuro' impone - aggiunge il sottosegretario - che anche le esperienze attuali legate al regime putiniano siano conosciute e discusse. Ogni discriminazione rispetto alla creatività - dice ancora Sgarbi - è ingiusta, e opprime, con motivazioni politicamente corrette, non meno del potere oppressivo del regime".

Rapidissima arriva la replica della Biennale alle dichiarazioni di Sgarbi: "La Biennale di Venezia tiene a precisare che le partecipazioni nazionali sono iniziativa autonoma e indipendente dei paesi, richieste direttamente alla Biennale dalle autorità governative competenti dei rispettivi paesi. L'anno scorso la Russia ha deciso di ritirare autonomamente la propria partecipazione alla Biennale Arte 2022 mentre quest'anno, ad oggi, non ha fatto richiesta né comunicato di prendere parte alla Biennale Architettura 2023 all'interno del proprio padiglione ai Giardini. La Biennale ribadisce quanto già espresso in quella occasione, ovvero che rimane il luogo di incontro fra i popoli attraverso le arti e la cultura". Infatti "qualora anche l'Ucraina chiedesse quest'anno di partecipare sarebbe la benvenuta", ha ribadito questa mattina il presidente Cicutto.

Inoltre, Sgarbi ha annunciato anche la proposta di presentare, proprio durante il periodo della Biennale, che dal 20 maggio andrà avanti fino al 26 novembre, un codice dell'architettura contemporanea. "E' intenzione di questo ministero presentare a Venezia, in accordo con il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Francesco Miceli, una proposta di legge, da tempo attesa, per un codice dell'architettura contemporanea, in rapporto con i centri storici, per evitare sconvolgimenti e imposizioni, attraverso norme condivise" si legge in una nota del sottosegretario alla Cultura.