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Renoir, bloccato l'arrivo in Italia della "Venus Victrix": forse trafugata dai nazisti

Renoir, Venus Victrix 
Il museo olandese che la ospita stoppa l'invio della scultura a una mostra di Rovigo. A oggi circa 75 opere del grande artista francese coinvolte in inchieste su provenienze sospette
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ROVIGO. La monumentale statua in bronzo Venus Victrix di Renoir potrebbe essere stata trafugata dai nazisti e messa poi sul mercato. Le indagini sulla vita dell’opera prima che approdasse come donazione nel 1935 al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, in Olanda, sono attualmente in corso. Per facilitare le indagini sulla sua effettiva provenienza, l’ente ha preferito mantenerla in deposito e bloccarne la partenza per l’Italia. 

 

Il capolavoro dell’artista francese, realizzato in tarda età nel 1914, era infatti uno dei pezzi forti attesi per la mostra Renoir. L’alba di un nuovo classicismo, in programma a Palazzo Rovarella di Rovigo dal 25 febbraio al 25 giugno, a cura di Paolo Bolpagni. All’ultimo però il museo olandese ha dovuto interrompere la pratica su richiesta della Germania, dove da anni si svolge un’indagine continua delle opere rubate dai nazisti per tentare di restituirle ai legittimi proprietari. Al…

ROVIGO. La monumentale statua in bronzo Venus Victrix di Renoir potrebbe essere stata trafugata dai nazisti e messa poi sul mercato. Le indagini sulla vita dell’opera prima che approdasse come donazione nel 1935 al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, in Olanda, sono attualmente in corso. Per facilitare le indagini sulla sua effettiva provenienza, l’ente ha preferito mantenerla in deposito e bloccarne la partenza per l’Italia. 

 

Il capolavoro dell’artista francese, realizzato in tarda età nel 1914, era infatti uno dei pezzi forti attesi per la mostra Renoir. L’alba di un nuovo classicismo, in programma a Palazzo Rovarella di Rovigo dal 25 febbraio al 25 giugno, a cura di Paolo Bolpagni. All’ultimo però il museo olandese ha dovuto interrompere la pratica su richiesta della Germania, dove da anni si svolge un’indagine continua delle opere rubate dai nazisti per tentare di restituirle ai legittimi proprietari. Al suo posto arriverà la Petite Venus Debout, più piccola, ma realizzata sempre in bronzo da Renoir nel 1913 e custodita oggi nell’Hamberger Kunsthalle. 

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"Di recente il Museo Boijmans Van Beuningen ha ricevuto delle segnalazioni dalla Germania sulla statua Venus Victrix di Renoir" ha spiegato lo staff del museo olandese, sottolineando che l’obiettivo è quello di procedere nella massima trasparenza. "Queste informazioni sembrano indicare una provenienza critica dell’opera in relazione alla Seconda Guerra Mondiale e al regime nazista, ma le indagini sono in corso e non abbiamo ancora nessuna conferma". 

 

Non sarebbe la prima opera di Renoir trafugata, come dimostra per esempio il sito www.lostart.de, la banca dati tedesca gestita da Stiftung Deutsches Zentrum Kulturgutverluste (Fondazione tedesca per l’arte perduta) che documenta i beni culturali sequestrati  ai loro proprietari tra il 1933 e il 1945 a causa delle persecuzioni naziste e quelli sequestrati, trasferiti e rimossi dopo la Seconda Guerra Mondiale. In generale, a oggi sono ben 174.877 le voci documentate sul sito, con tanto di foto e scheda dell’opera, alcune con il timbro “restituita”. Tra queste se ne trovano anche 75 collegate a Renoir (libri, dipinti, sculture, disegni). Alcune sono state riconsegnate come, per esempio, un dipinto raffigurante una natura morta con pesche. Sul sito la descrizione del quadro è accompagnata dalla scheda dove si ricostruiscono i diversi passaggi dal sequestro all’ultimo proprietario. Non è l’unica piattaforma che si occupa di rintracciare le opere rubate, a dimostrazione della vastità del patrimonio sottratto e di quanto ancora non è stato recuperato. 

 

Nel caso della gigantesca Venus Victrix (186 × 113 × 76 cm) parliamo di uno dei capolavori dell’artista che resisteva ai dolori dell’artitre deformante continuando a cercare la bellezza. Rifugiatosi nella mite Provenza per alleviare la sofferenza, Renoir realizzò l’opera dando indicazioni su come farla all’assistente catalano Richard Guino, diventato a tutti gli effetti il prolungamento delle sue mani, della sua mente e del suo cuore. La Venere Vincitrice, che regge il pomo della vittoria consegnato da Paride per la sua bellezza, venne modellata nel giugno 1914, fusa in bronzo e rifinita dall’artista che l’ammirò nell’aranceto di casa fino a quando si spense, a 78 anni, nel 1919.