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È morta Bianca Montale, nipote del premio Nobel e custode della sua memoria

Bianca Montale 
Grande studiosa del Risorgimento, si è spenta a 95 anni a Genova. Per tutta la vita conservò l'eredità culturale del poeta
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È morta a Genova, a 95 anni, Bianca Montale, studiosa del Risorgimento e nipote del poeta Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975: era erede dei diritti dell'autore di Ossi di seppia e ne ha conservato per tutta la vita la memoria e l'eredità culturale. I suoi funerali si svolgeranno il 4 marzo a Genova, nella Chiesa di San Filippo, a pochi passi dal Museo del Risorgimento a cui per decenni ha dedicato le sue energie. La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Monterosso al Mare; l'annuncio della scomparsa è stato dato dal nipote Giorgio.

Genovese, nata nel 1928, era figlia di Alberto, fratello di Eugenio Montale. Laureata nel 1950 in lettere classiche, Bianca Montale si era specializzata in paleografia, archivistica e biblioteconomia ed era entrata come volontaria nell'archivio del Museo Mazziniano, di cui aveva assunto la direzione nel 1957, mantenendo la carica fino al 1970. Nel 1970 aveva lasciato l'Istituto per abbracciare la carriera accademica; è stata ordinaria di Storia del Risorgimento nelle Università di Parma, Bergamo e Genova. Dal 1966 ha fatto parte della Commissione Nazionale Editrice degli scritti di Mazzini. Tra i fondatori del Dipartimento di Ricerche Europee (Dire) era membro del Consiglio di Presidenza nazionale dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e ha fatto parte del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Garibaldi e di quello per il bicentenario della nascita di Mazzini. Nel 2000 ha ricevuto un premio alla carriera per la propria disciplina da parte dell'Accademia Nazionale dei Lincei. 

Autrice di oltre cento saggi e monografie storiche, i suoi studi hanno riguardato soprattutto il movimento democratico e mazziniano e la storia ligure e subalpina nel secolo XIX. Tra i suoi libri Parma nel Risorgimento. Istituzioni e società (1814-1859) (Franco Angeli, 1993) e Mito e realtà di Genova nel Risorgimento (Franco Angeli, 1999). 

Nel 2021 su invito della Fondazione Zavanone aveva raccolto i suoi scritti su Eugenio Montale nel volume Una sciagurata coincidenza - Zio Eugenio e altri ricordi (Il Canneto Editore): si tratta di saggi e note, pubblicati in oltre trent'anni, che forniscono un importante contributo alla conoscenza dei luoghi (la villa di Monterosso) e della famiglia (in particolare le relazioni con le figure femminili), ma anche del carattere di Eugenio Montale. Per Il Canneto Editore scrisse la prefazione a L'oscura primavera di Sottoripa, raccolta di scritti del Premio Nobel dedicati a Genova e alla Liguria (a cura di Stefano Verdino, 2018).

Bianca Montale descriveva lo zio come "un uomo allo stesso tempo timido e diffidente, ironico e garbato, moralmente irreprensibile e, proprio per questo, spesso pronto al mugugno", con il quale condivideva la "nostalgia dei luoghi dell'infanzia, l'amore per il decoro e, chissà, forse anche lo sforzo costante di accedere all'assoluto".

Al recente convegno con atti su "Le carte di Eugenio Montale negli archivi italiani" a cura di Gianfranca Lavezzi per il Centro Manoscritti dell'Università di Pavia, Bianca Montale aveva citato, ironicamente, la nota poesia di Eugenio Montale "Per finire": "Raccomando ai miei posteri / (se ne saranno) in sede letteraria, / (...) di fare un bel falò di tutto che riguardi / la mia vita, i miei fatti, i miei nonfatti".