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Un Codice da Vinci destinato a non finire mai

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Forse si spiega molto meglio, adesso, uno dei motivi per cui Leonardo da Vinci, a differenza di quasi tutti i suoi coetanei e contemporanei, ebbe, prima di ogni altra, fama di uomo bello e forte. Non che bisogni essere necessariamente figli di una donna circassa per godere di tali prerogative, ma chissà che qualcosa di vero non ci sia! In proposito mi ha sempre lasciato piacevolmente sbalordito la descrizione che Giorgio Vasari fa del genio di Vinci nella biografia che scrisse su di lui nelle Vite dei più eccellenti architetti, scultori e pittori italiani, nella prima edizione del 1550 che è un capolavoro anche letterario.

L’atto di liberazione dalla schiavitù di Caterina, madre di Leonardo, firmato da Piero da Vinci  (ansa)

Dice appunto che le persone del suo tempo vedevano in Leonardo "oltre la bellezza del corpo, non lodata mai abbastanz…

Forse si spiega molto meglio, adesso, uno dei motivi per cui Leonardo da Vinci, a differenza di quasi tutti i suoi coetanei e contemporanei, ebbe, prima di ogni altra, fama di uomo bello e forte. Non che bisogni essere necessariamente figli di una donna circassa per godere di tali prerogative, ma chissà che qualcosa di vero non ci sia! In proposito mi ha sempre lasciato piacevolmente sbalordito la descrizione che Giorgio Vasari fa del genio di Vinci nella biografia che scrisse su di lui nelle Vite dei più eccellenti architetti, scultori e pittori italiani, nella prima edizione del 1550 che è un capolavoro anche letterario.

L’atto di liberazione dalla schiavitù di Caterina, madre di Leonardo, firmato da Piero da Vinci  (ansa)

Dice appunto che le persone del suo tempo vedevano in Leonardo "oltre la bellezza del corpo, non lodata mai abbastanza" soprattutto "la grazia più che infinita di qualunque sua azione". E aggiunge "la forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza, l'animo e il valore sempre regio e magnanimo". E da chi le ha prese queste cose meravigliose? Dalla mamma, logicamente. Potrebbe averne preso anche qualche ulteriore caratteristica che lo rende più unico che raro nel panorama rinascimentale tutto volto all'equilibrio, all'armonia, al Vero, al Bello, al Giusto e al Buono. Sempre Vasari insinua il dubbio, delineando la figura di un discolo di prim'ordine. Da bambino era inconcludente e svogliatissimo. Sembrava portato per la matematica ma non l'ha imparata per niente bene. La letteratura manco a parlarne. Le lingue stentate. Ma soprattutto le scienze naturali, quelle gli piacevano molto ma per un bel po' di tempo non è che ci capisse granché. Era, però, ostentatamente ateo proclamandosi filosofo e credendo che il vero filosofo difficilmente può essere nel contempo un devotissimo credente. 

Leonardo ebbe veramente qualcosa che lo distingueva da tutti gli altri e che gli storici hanno poi interpretato nei modi più diversi. Ed ecco che arriva la conferma non dal Dna, almeno per ora, ma dai documenti d'archivio. Il manoscritto ritrovato da Carlo Vecce dice che il padre di Leonardo, il ben noto notaio Piero da Vinci, nel 1452 ha registrato un atto di liberazione di una schiava circassa, a Firenze. Nel 1452, che è l'anno della nascita di Leonardo e la mamma di Leonardo si chiamava Caterina e la schiava circassa si chiama Caterina. Ce n'è quanto basta. Non serve molta fantasia per trarre le debite conseguenze. Ser Piero fece liberare la donna che gli aveva dato quel bel figlio destinato a diventare un genio, confermando implicitamente ai nostri occhi di averlo avuto, quel figlio proprio da lei, da Caterina. Se si pensa a quanto rovello psicanalitico abbia sollecitato, da Freud in poi, l'indagine sulla vita e sui simboli leonardeschi, c'è da restare estasiati.

Vecce ci ha costruito sopra un romanzo edito da Giunti che è l'editore leonardesco per antonomasia. E la storia della schiava circassa liberata sembra più bella del Codice da Vinci. Sempre si è detto che tutto in Leonardo è mistero. Mistero la vita nelle sue incredibili e complesse peregrinazioni, incredibili le opere pittoriche, sconcertante il suo modo di scrivere da destra a sinistra e il suo modo di impaginare e concepire i disegni. Addirittura sbalorditivo quel suo essere maestro di tutti e di nessuno. Uno Zarathustra moderno circonfuso di segreti. Ora salta fuori il segreto dei segreti. Che fosse figlio illegittimo tutti lo sapevano. Come sapevano che suo padre fosse persona di rilievo e anche amorevole e attento verso questo figlio scapestratissimo, forse anche per un irrisolto complesso di colpa. E si sospetta anche con buon fondamento che Leonardo avesse mantenuto un certo rapporto con la madre. Ma la conosceva? Ecco il punto, non poi così insolito nella storia dell'umanità.

Certo, nel suo caso, sarebbe interessante capire quanto e come la conoscesse e quanto, soprattutto si rendesse conto. I documenti non lo dicono e dubito che lo diranno mai. C'entra qualcosa questa madre con il grande seduttore che verrà, con l'ateo, con l'atleta che sapeva piegare un ferro di cavallo solo con la forza della mano, con l'agente segreto al comando di Cesare Borgia e del Re di Francia, con l'autore di una miriade di eccelsi disegni che non si capisce bene a cosa sarebbero dovuti veramente servire? Adesso lo vediamo meglio, Leonardo, seduto su quel divano orientale-occidentale di cui Goethe più tardi seppe dire qualcosa di interessante. Quando Leonardo sogna turbini, battaglie, apre cadaveri di donne per vedere come è posizionato il feto, è possibile che pensasse a una madre che veniva da troppo lontano per poterla avere presso di sé. Ma non è capitato solo a lui.