Marie-Madeleine Rigopoulos: "La cultura non conosce frontiere"
di Raffaella De Santis , di Raffaella De Santische legge (1769 circa)
C'è una convinzione che anima la direttrice artistica del Festival du Livre di Parigi: la cultura "se ne frega della politica". Marie-Madeleine Rigopoulos lo dice senza enfasi, quando le facciamo notare che negli ultimi dieci anni i rapporti diplomatici tra Italia e Francia qualche inciampo lo hanno incontrato: dopo l'intervento francese in Libia, poi quando Luigi Di Maio pensò bene di incontrare i gilet gialli, fino alla tensione Meloni-Macron intorno alla Ocean Viking e ai migranti. Rigopoulos, nata ad Atene nel 1974 ma da molti anni in Francia, ascolta. Poi serafica: "E i libri che c'entrano?". Il Festival du Livre de Paris, che si terrà dal 21 al 23 aprile, quest'anno avrà l'Italia come paese ospite d'onore: al centro un programma intitolato Passioni italiane. All'interno del Grand Palais Éphémère, dove in passato si tenevano le Esposizioni universali, arriveranno 282 autori francesi e…
C'è una convinzione che anima la direttrice artistica del Festival du Livre di Parigi: la cultura "se ne frega della politica". Marie-Madeleine Rigopoulos lo dice senza enfasi, quando le facciamo notare che negli ultimi dieci anni i rapporti diplomatici tra Italia e Francia qualche inciampo lo hanno incontrato: dopo l'intervento francese in Libia, poi quando Luigi Di Maio pensò bene di incontrare i gilet gialli, fino alla tensione Meloni-Macron intorno alla Ocean Viking e ai migranti. Rigopoulos, nata ad Atene nel 1974 ma da molti anni in Francia, ascolta. Poi serafica: "E i libri che c'entrano?". Il Festival du Livre de Paris, che si terrà dal 21 al 23 aprile, quest'anno avrà l'Italia come paese ospite d'onore: al centro un programma intitolato Passioni italiane. All'interno del Grand Palais Éphémère, dove in passato si tenevano le Esposizioni universali, arriveranno 282 autori francesi e oltre 40 italiani.
La diplomazia culturale passa anche per i festival?
"È molto importante il ruolo della cultura nel mantenere aperto il dialogo, anche quando la politica va in altre direzioni".
Non è una risposta troppo diplomatica?
"Ma no... Ho origini greche e ho vissuto sulla mia pelle le tensioni tra la Turchia e la Grecia. Ho molti amici tra gli scrittori turchi e ammiro la loro cultura. Chi lavora nel nostro campo è abituato a condividere esperienze. Il mondo culturale vive di scambi, non conosce frontiere".
In effetti i rapporti editoriali tra Italia e Francia sono molto vivi. Sono quasi 1200 i titoli francesi tradotti ogni anno in Italia e più di 900 quelli italiani pubblicati in Francia.
"In Francia gli scrittori italiani sono davvero molto amati".
Quali sono i più amati?
"Così d'istinto, direi Erri De Luca, Milena Angus, Alessandro Baricco, Roberto Saviano, Elena Ferrante, Antonio Scurati. E tra i fumettisti Milo Manara".
Il mercato dei fumetti è prospero. Che ruolo avranno nel suo festival?
"Ho volutamente creato una programmazione ibrida, ricca di contaminazioni. Giuliano da Empoli, altro nome italiano che ha appena vinto il Premio dell'Académie Française grazie al suo Il mago del Cremlino, incontrerà Pierre Henry-Gomont, autore di Slava".
La Pass Culture, la carta per l'acquisto di libri destinata ai giovani, pare sia stata spesa soprattutto per i manga.
"E che c'è di male? Ognuno deve sentirsi libero di leggere quello che vuole. Non credo ai divieti. Semmai con i libri è utile imparare la tecnica delle nostre nonne che mischiavano il parmigiano con i broccoli per rendere il boccone più appetitoso. Mi sembra del tutto comprensibile che da piccoli non ci si avvicini a Madame Bovary".
Come vede la campagna del Centre National du Livre che invita i francesi a leggere almeno quindici minuti al giorno?
"Ci sono molte iniziative in Francia per stimolare la lettura, perfino un concorso rivolto alle scuole sulla lettura ad alta voce. Al festival ci saranno laboratori di lettura rivolti ai giovani".
Al posto della 18 App il governo Meloni ha introdotto carte legate al reddito e al merito. Macron ha invece esteso la Pass Culture a tutti gli adolescenti, che ne pensa?
"Mi sembra giusto che il finanziamento sia per tutti, senza distinzioni".
Sappiamo quali sono i grandi concorrenti dei libri, dai social alle serie tv ai videogiochi. I festival possono servire a promuovere la lettura?
"La fisicità ha un'importanza enorme. Ciò non vuol dire condannare i social network, ma constatare che non sostituiscono il contatto umano. L'energia del pubblico in carne e ossa è un'altra cosa, lo sa bene chi frequenta teatri e va ai concerti".
Lo sa perché ha studiato arte drammatica?
"Al conservatorio di arti drammatiche di Atene, ho imparato la lezione più importante della mia vita: non conta tanto recitare quanto ascoltare".
Per questo nel programma ci saranno molti reading?
"L'idea di trasformare il Salone in un festival nasce dalla convinzione che i dibattiti, le letture pubbliche, la voce insomma, abbiano un ruolo centrale. Forse dovevamo passare attraverso l'esperienza della pandemia per averne la conferma".
In che senso?
"La pandemia ci ha costretti ad annullare per due anni il Salone. Dopodiché, su impulso dell'Associazione degli editori francesi (Sne) che è proprietaria del Salone abbiamo scelto di cambiare. Avevamo tutti compreso quanto la fisicità fosse importante. Il pubblico inoltre sembrava stanco della vecchia formula, disamorato. Le tavole rotonde, le interviste, i laboratori per i bambini, i concerti, le letture, rappresentano oggi il nuovo corso. Ci tengo ad aggiungere che al nostro festival partecipano i grandi editori, come è ovvio - da Gallimard a Grasset - ma ci sono anche tantissimi indipendenti interessanti come le edizioni Agullo, Intervalles o La contre Allée".
La guerra in corso in Ucraina entrerà in qualche modo nel festival?
"Lo scorso anno abbiamo regalato uno stand all'Ucraina. La guerra era iniziata da poco e ci è sembrata un'azione simbolica forte, una testimonianza. Si è trattato di un'eccezione, perché la politica non è mai stata al centro della manifestazione".
Neanche quando si chiamava Livre Paris?
"Qui contano solo i libri".
Al via ad aprile il Festival du Livre di Parigi
Il Festival du Livre di Parigi (dal 21 al 23 aprile) è stato presentato ieri nella sede dell’ambasciata francese di Palazzo Farnese, durante Farnese à la page. Ad aprire il primo degli incontri franco-italiani, l’ambasciatore Christian Masset. Tra i promotori Vincent Raynaud, responsabile del settore libri all’ambasciata.