Se per la scuola americana il David di Michelangelo è pornografico
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York
Nome: Michelangelo Buonarroti. Professione: pervertito pornografo. È quanto leggeremmo sulla carta d'identità del genio rinascimentale, se oggi resuscitasse in Florida e magari presentasse domanda per insegnare arte in una scuola.
Una deduzione logica, che nasce dall'ultima follia della degradante e pericolosa "guerra culturale" in corso negli Stati Uniti. Infatti la preside di una scuola di Tallahassee è stata cacciata, per aver mostrato ai suoi studenti delle medie una foto del David. Sarebbe una vicenda ridicola, se non fosse tragica, perché la storia insegna che ignoranza, stupidità e pregiudizio sono sempre l'anticamera delle più orribili violenze perpetrate dagli esseri umani contro altri esseri umani.
Hope Carrasquilla era la "principal" della Tallahassee Classical School, e durante una lezione di storia dell'arte ha mostrato agli studenti di 11 e 12 anni un'immagine del capolavoro di M…
New York
Nome: Michelangelo Buonarroti. Professione: pervertito pornografo. È quanto leggeremmo sulla carta d'identità del genio rinascimentale, se oggi resuscitasse in Florida e magari presentasse domanda per insegnare arte in una scuola.
Una deduzione logica, che nasce dall'ultima follia della degradante e pericolosa "guerra culturale" in corso negli Stati Uniti. Infatti la preside di una scuola di Tallahassee è stata cacciata, per aver mostrato ai suoi studenti delle medie una foto del David. Sarebbe una vicenda ridicola, se non fosse tragica, perché la storia insegna che ignoranza, stupidità e pregiudizio sono sempre l'anticamera delle più orribili violenze perpetrate dagli esseri umani contro altri esseri umani.
Hope Carrasquilla era la "principal" della Tallahassee Classical School, e durante una lezione di storia dell'arte ha mostrato agli studenti di 11 e 12 anni un'immagine del capolavoro di Michelangelo. Tre genitori, che probabilmente non hanno idea di cosa guardino i loro ragazzi su TikTok, si sono lamentati; due perché non erano stati avvertiti in anticipo, e uno perché il David è "pornografico".
Hanno sostenuto che la visione ha sconvolto i figli, e quindi il provveditore Barney Bishop ha posto Carrasquilla davanti ad una scelta netta: dimettersi, o essere licenziata. Perché "i diritti dei genitori sono supremi".
Non perdiamo tempo ad analizzare la mancanza di strumenti culturali del signor Bishop, perché il suo comportamento prova che non capirebbe neppure di cosa stiamo parlando. Magari sarebbe servito ricordargli che il David era stato commissionato per il Duomo di Firenze, centro del cattolicesimo nella città del Rinascimento. Da oltre cinque secoli, originale o copia, è in mostra in una delle piazze più belle del mondo, esposto agli sguardi indiscreti di chiunque passi. Per non parlare poi della Cappella Sistina, dove durante il conclave per eleggere il papa, il solerte provveditore farebbe certamente disegnare un paio di mutande intorno ai fianchi di Adamo.
Purtroppo ormai è tardi, per istruire il signor Bishop, ma non è tardi per lanciare l'allarme e cercare di prevenire le tragedie che ignoranti come lui stanno fomentando. La spaccatura culturale degli Stati Uniti esiste ormai da decenni ed è estremamente pericolosa, perché riguarda "valori non negoziabili", che quindi portano dritti verso lo scontro frontale. L'intolleranza domina a destra come a sinistra, ma Trump è il presidente che più degli altri l'ha messa a sistema per vincere le elezioni e cementare il consenso tra gli estremisti. A partire dalla rivolta del 2017 a Charlottesville, dove secondo lui c'erano brave persone anche tra i suprematisti che sfilavano con le torce per impedire a neri ed ebrei di rimpiazzarli. Sono seguiti i bandi dei libri e leggi come quella approvata in Texas, che vieta di insegnare agli studenti bianchi le colpe dello schiavismo per non metterli in imbarazzo.
Il campione di questa crociata è diventato ora il governatore della Florida DeSantis, perché spera di sfruttare la guerra contro la cultura "woke", ossia liberal e progressista, per acquistare un profilo nazionale che lo aiuti a vincere le primarie repubblicane e le presidenziali del 2024. Il suo fiore all'occhiello è il Parental Rights in Education Act, anche noto come "Don't Say Gay", una legge che nel nome dei "diritti supremi" dei genitori sull'istruzione dei figli, vieta di dire agli studenti che al mondo esistono gli omosessuali. La Disney si è opposta, e per punirla il governatore ha tolto l'indipendenza amministrativa ai suoi parchi. In risposta, a settembre il Disney World Resort ospiterà "Out & Equal", la più grande conferenza LGBTQ+ al mondo.
Il fatto che la radicalizzazione dello scontro rovini le vite di milioni di persone è del tutto irrilevante per i politici che lo cavalcano, forse trascurando quanto moderati e centristi siano alienati dal loro estremismo. Così però si capisce perché quello sporcaccione di Michelangelo, in questo clima, finirebbe oggi dalla Cappella Sistina alle prigioni di Castel Sant'Angelo.