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Traumi e ferite nei libri dei dodici candidati al Premio Strega

La dozzina al completo. Manca solo Ada D'Adamo 

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Melania Mazzucco, presidente del comitato direttivo che seleziona i libri in questa prima fase, ha resituito la sostanza letteraria di una stagione che riflette i danni della post-pandemia 
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Il grosso è fatto. La scrematura delle 80 candidature del Premio Strega ha portato ai dodici nomi che si giocheranno la semifinale. Soprese? Poche. Tra queste la presenza di piccoli editori interessanti. Ora di fatto si apre la stagione della caccia al voto. Un'opera di corteggiamento affidata perlopiù agli uffici marketing editoriali fatta di telefonate, mail, aperitivi, promesse. In fondo gli Amici della Domenica, la storica giuria del premio, sono una grande famiglia allargata di 400 persone che bazzicano a vari livelli nel mondo culturale, blandirli non è difficile. Naturalmente nella rosa dei semifinalisti ci sono le due superfavorite, Rosella Postorino con Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli) e Romana Petri con Rubare la notte (Mondadori). Universi paralleli: un libro che prende le mosse dalla guerra in Bosnia-Erzegovina e segue il destino di tre bambini in fuga dalle bombe e un "romanzo biografato" su Antoine de Saint-Exupéry, come l&#…

Il grosso è fatto. La scrematura delle 80 candidature del Premio Strega ha portato ai dodici nomi che si giocheranno la semifinale. Soprese? Poche. Tra queste la presenza di piccoli editori interessanti. Ora di fatto si apre la stagione della caccia al voto. Un'opera di corteggiamento affidata perlopiù agli uffici marketing editoriali fatta di telefonate, mail, aperitivi, promesse. In fondo gli Amici della Domenica, la storica giuria del premio, sono una grande famiglia allargata di 400 persone che bazzicano a vari livelli nel mondo culturale, blandirli non è difficile. Naturalmente nella rosa dei semifinalisti ci sono le due superfavorite, Rosella Postorino con Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli) e Romana Petri con Rubare la notte (Mondadori). Universi paralleli: un libro che prende le mosse dalla guerra in Bosnia-Erzegovina e segue il destino di tre bambini in fuga dalle bombe e un "romanzo biografato" su Antoine de Saint-Exupéry, come l'ha definito l'autrice durante l'annuncio della dozzina ieri nella sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma. Dunque aspettiamoci un duello tra grandi gruppi editoriali affamati di riscatto. Dopo stagioni d'oro, Mondadori nelle recenti edizioni ha arrancato: l'ultima vittoria, quella di Alessandro Piperno, risale al 2012. E Feltrinelli non vince dal 2005, l'anno di Maurizio Maggiani. 

Questo ai piani alti. La sfida però non è solo per lo scettro ma per la cinquina che si disputerà il 7 giugno nel Teatro Romano di Benevento. Probabile che ce la faccia Maria Grazia Calandrone, con Dove mi hai portata (Einaudi): "Il mio è un romanzo di amore e morte che nasce da un vuoto". Einaudi ha vinto la scorsa edizione con Desiati e non mira alla vetta, sosterrà la scuderia mondadoriana facendo gioco di squadra? Postorino lavora come editor in Einaudi Stile Libero ed è stimata e sostenuta da molti scrittori dello Struzzo che non è detto accettino "consigli" dall'alto. 

Il comitato direttivo ha lavorato di fino: 8 donne su 12 candidati (e 45 su 80), e diversi editori indipendenti. Compito arduo leggere in un mese 80 libri ma Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, smorza le critiche: "È emerso l'elemento prezioso della bibliodiversità". In parte è vero, perché nella calca ci sono sorprese, tra cui Gian Marco Griffi autore di Ferrovie del Messico (Laurana), storia folle di un milite della guardia repubblicana di Asti che nel 1944 riceve il compito di disegnare una mappa delle linee ferroviarie del Messico (a proposito, il prossimo libro Griffi lo pubblicherà con Einaudi Stile libero, ha già firmato il contratto), e Ada D'Adamo, molto apprezzata per il suo Come d'aria (Elliot), un'immersione nel dolore e nell'amore tra madre e figlia. Rimane un dubbio: se da regolamento basta un Amico a proporre un libro, potenzialmente potrebbero arrivare 400 candidature. Forse qualcosa va rivisto. 

Lo Strega è una lente sulla società, nel bene e nel male. È vero che i dodici libri si muovono "sull'onda del trauma", come fa notare Melania Mazzucco, presidente del comitato selezionatore. La maggior parte per fortuna non si fermano ai confini dell'Io, ma attraversano il tempo, come la Joyce Lussu di Silvia Ballestra (La Sibilla, Laterza), partigiana e scrittrice, o come la Torino di Andrea Canobbio, specchio di memorie familiari (La traversata notturna, La nave di Teseo). Andrea Tarabbia ne Il continente bianco (Bollati Boringhieri) narra il neofascismo; Carmen Verde scava nella relazione tra una madre infelice e sua figlia (Una minima infelicità, Neri Pozza), mentre Maddalena Vaglio Tanet racconta il mistero di una maestra e di un bosco (Tornare dal bosco, Marsilio). Tutti proveranno a giocarsi le proprie carte. Bisognerà vedere che succede in Bompiani, chi tra Vincenzo Latronico (Le perfezioni), autore di un romanzo d'amore-social, e Igiaba Scego (Cassandra a Mogadiscio), con la sua storia diasporica tra Italia e Somalia, riuscirà a convincere i 660 votanti. Tra i giurati degli Istituti italiani di cultura non ci saranno i russi per scelta della Farnesina, "per evitare strumentalizzazioni che potrebbero nuocere al prestigio del premio".