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Premio Strega 2023, ecco i dodici semifinalisti

Il comitato direttivo ha scelto la dozzina che si sfiderà per entrare in finale il 7 giugno. Rosella Postorino e Romana Petri tra i favoriti. E non perdete il nostro incontro online sul riconoscimento letterario più ambito d'Italia: appuntamento il 3 aprile alle 18
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L’annuncio dei dodici finalisti del Premio Strega apre la gara e la lancia la competizione verso i round decisivi. Il comitato direttivo ha scremato dalle 80 candidature la dozzina che accederà alla cinquina e poi alla finale, svelando tra le colonne intimidenti del Tempio di Adriano a Roma, sede della Camera di Commercio, quali libri potranno proseguire il viaggio. Tra i nomi, la bella sorpresa di esordienti e piccoli editori mai approdati allo Strega.  E ci sono naturalmente le due superfavorite: Rosella Postorino con Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli) e Romana Petri con Rubare la notte (Mondadori). Se duello sarà, sarà tra romanzi molto diversi tra loro, uno che prende le mosse dalla guerra in Bosnia-Erzegovina e l’altro che insegue la biografia avventurosa di Antoine de Saint-Exupéry. Postorino ha parlato del suo libro come di un "romanzo che racconta la guerra e le tracce che lascia", mentre Petri ha definito il proprio la…

L’annuncio dei dodici finalisti del Premio Strega apre la gara e la lancia la competizione verso i round decisivi. Il comitato direttivo ha scremato dalle 80 candidature la dozzina che accederà alla cinquina e poi alla finale, svelando tra le colonne intimidenti del Tempio di Adriano a Roma, sede della Camera di Commercio, quali libri potranno proseguire il viaggio. Tra i nomi, la bella sorpresa di esordienti e piccoli editori mai approdati allo Strega.  E ci sono naturalmente le due superfavorite: Rosella Postorino con Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli) e Romana Petri con Rubare la notte (Mondadori). Se duello sarà, sarà tra romanzi molto diversi tra loro, uno che prende le mosse dalla guerra in Bosnia-Erzegovina e l’altro che insegue la biografia avventurosa di Antoine de Saint-Exupéry. Postorino ha parlato del suo libro come di un "romanzo che racconta la guerra e le tracce che lascia", mentre Petri ha definito il proprio lavoro "un romanzo biografato".


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La cerimonia di presentazione dei dodici è corsa via veloce, nonostante la quantità di personalità sul palco, tra le quali rappresentanti dell'azienda Strega Alberti e della Fondazione e l'assessore alla Cultura di Roma Miguel Gotor che ha ricordato quanto questo premio dia prestigio a chi lo riceve e soprattutto quanto si rifletta sulle vendite: "E' l’unico premio in Italia che ha la capacità effettiva di incidere sui libri che ottengono una medaglia". 

Le decisioni

Ma andiamo per ordine. Per Einaudi entra Maria Grazia Calandrone con Dove non mi ha portata, memoir sull’abbandono che diventa indagine sulle proprie radici: "Il mio è un libro di amore e di morte che nasce da un vuoto e cerca di trasformarlo in letteratura", ha detto la scrittrice-poetessa sul palco. E’ vero che lo Struzzo  dopo la vittoria lo scorso anno di Desiati non aspirerà al podio, ma avrà un ruolo importante nel rush finale: supporterà i compagni di scuderia mondadoriani? Postorino lavora come editor in Einaudi Stile Libero ed è stimata e supportata da molti scrittori del gruppo che non è detto rispondano a “consigli” dall’alto.

Il comitato direttivo stavolta ha sfrondato le multi-candidature dentro gli stessi gruppi, evitando guerre fratricide. Dominano le donne: otto su 12 semifinalisti (sugli 80 candidati le autrici erano 45).  Gems sarà per il secondo anno consecutivo rappresentata dal marchio Bollati Boringhieri grazie a Il continente bianco di Andrea Tarabbia, protagonista un giovane sovversivo di estrema destra: "Ho voluto raccontare la penetrazione del neofascismo nell'Italia di oggi", ha detto Tarabbia illustrando alla platea i legami di continuità tra il suo romanzo e L'odore del sangue di Goffredo Parise .  Solo Giunti ha in ballo due titoli, entrambi Bompiani: Igiaba Scego con Cassandra a Mogadiscio, dove si fanno da specchio due paesi, l’Italia e la Somalia e si raccontano le ferite dello sradicamento ("questo libro è una foto della mia famiglia diasporica"), e Vincenzo Latronico con Le perfezioni, romanzo di una coppia trapiantata a Berlino sballottata tra illusioni e disillusioni. Difficile che entrino entrambi in cinquina.

I temi

Dodici libri dai temi forti, una sorta di letteratura del trauma, come ha fatto notare Melania Mazzucco, presidente del comitato direttivo nel presentarli. Se è vero che lo Strega fotografa il Paese, il malessere personale non riguarda solo i confini dell’Io ma anche la storia. Quella con la maiuscola, è protagonista della vita di Joyce Lussu, raccontata da Silvia Ballestra (La Sibilla, Laterza), donna straordinaria che insieme al marito Emilio Lussu e ai compagni di Giustizia e Libertà è stata in prima linea nella Resistenza."Una donna che ha avuto molte vite", così l'ha presentata l'autrice. 

Parlavamo di belle soprese e piccoli editori. La prima: l’entrata tra i dodici di Gian Marco Griffi con Ferrovie del Messico, pubblicato da Laurana. Il libro è un caso editoriale che dal passaparola è riuscito a sfondare la parete di cristallo dello Strega. C’è poi Ada D’Adamo: Come d’aria, edito da Elliot, è un’immersione nella malattia e nell’amore tra madre e figlia. D'Adamo non è riuscita ad essere presente al Tempio ma per lei c'era Elena Stancanelli, la giurata che l'ha proposta: "E' un libro che spacca il cuore, potentissimo sul piano letterario". L'altra notizia è che Ermal Meta con il suo romanzo d'esordio Domani e per sempre, edito dalla Nave di Teseo, non è stato selezionato. Peccato anche per l'esclusione di e/o che aveva tra i suoi nomi Irene Graziosi, Francesco Musolini e Sacha Naspini. E' una sopresa anche la presenza di due narratrici al loro esordio nel romanzo: Ada D'Adamo e Carmen Verde. 

Tra i dodici ci sono poi rappresentanti di case editrici che non fanno parte delle corazzate editoriali ma che hanno un profilo che conta e alla fine pesa. La nave di Teseo concorrerà con Andrea Canobbio e il suo La traversata notturna, libro di ricordi, sulla famiglia e su Torino. Neri Pozza invece è riuscita e entrare con il romanzo d’esordio di Carmen Verde con Una minima infelicità, che scava nel rapporto ossessivo e dolce tra una madre e una figlia. Marsilio (gruppo Feltrinelli) rientra nel drappello dei finalisti grazie a Tornare dal bosco di Maddalena Vaglio Tanet, storia ambientata in un paesino di montagna che ha come protagonista una maestra (e un bosco che la nasconde).

Rimane il dubbio sul numero monstre di candidature da cui si è partiti: 80 sono troppe. Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione, invita però a concentrarsi sugli elementi positivi, tra cui “l’aumento dei nuovi editori che si sono affacciati al premio per la prima volta, molti dei quali hanno proseguito il loro percorso nella dozzina dei candidati”. Elemento, questo della bibliodiversità, sottolineato anche dal presidente della Fondazione Giovanni Solimine.

I futuri finalisti

Prossimo appuntamento la cinquina del 7 giugno al Teatro Romano di Benevento. In quel caso i libri candidati saranno letti e votati da una giuria composta da 660 aventi diritto, tra cui i 400 Amici della Domenica che compongono la storica giuria del premio. La finale si giocherà invece il 6 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Tra i votanti, oltre ai voti collettivi e a quelli imprevedibili dei 30 lettori forti scelti dalle librerie, ci sarano circa 200 voti di 31 Istituti italiani di cultura. "Quest'anno la Farnesina ha scelto di escludere Mosca per evitare strumentalizzazioni" ha spiegato Stefano petrocchi. Questa la motivazione del ministero: "Nella fase attuale, a livello politico si è ritenutoopportuno non invitare i giurati russi, per evitare strumentalizzazioni che potrebbero nuocere al prestigio di un premio letterario come lo Strega". 

Nella Sala del Tempio di Adriano è stata anche annunciata la cinquina dello Strega Europeo arrivato alla sua decima edizione. Questi i nomi dei finalisti intervenuti in video collegamento: Emmanuel Carrère con V13 (Adelphi): "Il libro è la mia traversata del processo del Bataclan"; Esther Kinsky, Rombo (Iperbeorea); Andrei Kurkov, L'orecchio di Kiev (Marsilio): "ho scritto un poliziesco ambientato nell'Ucraina del 1919"; Johanne Lykke Holm, Strega (NN Editore): "Una storia dark di violenza e giovinezza"; Burhan Sonmez, Pietra e ombra (nottetempo): "Attraverso la storia di un uomo anziano mi sono interrogato sulla storia del mio Paese". La finale a Torino al Circolo dei Lettori il 21 maggio.