Miart. Alla fiera delle meraviglie contemporanee
di Cristiana Campanini , di Cristiana CampaniniGuerrilla digitale e diffusione gratuita di opere. Sono le immagini "airdroppate" da Eva e Franco Mattes nei telefonini dei visitatori, all'ingresso di Miart. È un meme dei pionieri bresciani dei new media, che hanno fatto il giro del mondo con la loro arte da pirati del "wild wild web", pur restando sempre poco visibili a Milano. Di spazio pubblico in spazio pubblico, dalla rete si passa alla strada, con un mercatino nomade in zona Loreto. Trenta edizioni di Jonathan Monk si vendono a pochi euro tra parrucchieri, fruttivendoli e bar di viale Porpora, quartiere vecchia Milano, oggi multietnico.
Città e fiera sono due vasi comunicanti, con una sinergia ormai rodata. Dall'11 al 16 aprile l'Art Week, seguita in corsa dalla settimana del design, mette in cordata 80 eventi, tra istituzioni e fondazioni (da Ann Veronica Janssens a Pirelli HangarBicocca fino a Yuri Ancarani al Pac); oltre all'arte pubblica (con il murale di Flavio Favelli ne…
Guerrilla digitale e diffusione gratuita di opere. Sono le immagini "airdroppate" da Eva e Franco Mattes nei telefonini dei visitatori, all'ingresso di Miart. È un meme dei pionieri bresciani dei new media, che hanno fatto il giro del mondo con la loro arte da pirati del "wild wild web", pur restando sempre poco visibili a Milano. Di spazio pubblico in spazio pubblico, dalla rete si passa alla strada, con un mercatino nomade in zona Loreto. Trenta edizioni di Jonathan Monk si vendono a pochi euro tra parrucchieri, fruttivendoli e bar di viale Porpora, quartiere vecchia Milano, oggi multietnico.
Città e fiera sono due vasi comunicanti, con una sinergia ormai rodata. Dall'11 al 16 aprile l'Art Week, seguita in corsa dalla settimana del design, mette in cordata 80 eventi, tra istituzioni e fondazioni (da Ann Veronica Janssens a Pirelli HangarBicocca fino a Yuri Ancarani al Pac); oltre all'arte pubblica (con il murale di Flavio Favelli nel cortile del Mudec; e le sculture di Rossella Biscotti, Liliana Moro, Otobong Nkanga all'ArtLine di City Life). A questo si aggiungono le gallerie private, ben oltre il centinaio, con una nuvola di mostre. Al centro c'è Miart, alla ventisettesima edizione, organizzata da Fiera Milano dal 14 al 16 aprile, ad ampliare i confini, anche nel titolo "Crescendo". "La città è un caso emblematico, invidiato all'estero", racconta Nicola Ricciardi, direttore di Miart. "Per apertura e dialogo tra pubblico e privato è ormai un caso studio".
Negli ultimi due decenni ha saputo fare di un limite (l'assenza di un museo d'arte contemporanea, ancora nervo scoperto) un'occasione (grazie alle fondazioni private, da Trussardi a Pirelli HangarBicocca, a Prada). "Ma ora i tempi sono maturi per una restituzione concreta alla città, anche da parte della fiera. Per questo abbiamo scelto di ampliare le nostre iniziative oltre i confini degli stand". Triennale è eletta a salotto culturale di Miart, con sinergie, come le performance del festival FOG; o l'inaugurazione di opere di due enfant terrible di generazioni distanti come Franco Mazzucchelli e Nico Vascellari (con il suo sole di lame dorate a splendere in facciata). E poi, il 15 aprile, si dà il la a una serie di conversazioni sull'arte pubblica, a partire da Beatrice Trussardi, a 20 anni dalla nascita della fondazione, e il suo direttore Massimiliano Gioni. Il talk è accompagnato, in fiera, da un regalo vistoso di Maurizio Cattelan, una torta-scultura alta tre metri tempestata di miniature delle installazioni realizzate finora, alcune clamorose. "Ma non è un'opera d'arte. È una torta, che si vedrà per tutti i giorni di Miart", precisa Gioni. Edibile, quindi, ma senz'altro surreale, come l'apocalittica cena di addio al Nouveau Réalisme servita da Biffi in Galleria nel 1969, a colpi di portate d'artista (Christo, César, Niki del Sain Phalle), con Pierre Restany a lanciarsi su un enorme pan di zucchero come tiara papale. Qui il banchetto sarà ben augurale, a consumarsi al vernissage di Miart, il 13 aprile, tra gli stand delle 169 gallerie, tra cui Tornabuoni, Mazzoleni, Minini, Cortese, A Palazzo, Zero. "Le domande di partecipazione sono raddoppiate dall'anno precedente e la proporzione di gallerie con sedi all'estero è del 40%, una presenza da 27 paesi che si radica anche in città con cinque nuove gallerie, da Peres a Cadogan".
Tra le non italiane in fiera fanno capolino Lelong e Perrotin da Parigi, Esther Schipper da Berlino, Richard Saltoun da Londra, Misako & Rosen da Tokyo, Chris Sharp da Los Angeles, Kendall Koppe da Glasgow. Si conferma la struttura tripartita nelle sezioni "Emergent", "Established", "Decades". La prima accoglie all'ingresso di Miart con gallerie emergenti dalla personalità già definita, come Fanta, ArtNoble e UNA. La sezione principale abbraccia dai campioni dal moderno al contemporaneo, dalla scultura alla fotografia al design. Ma è la pittura a essere protagonista, con l'acceleratore schiacciato sul pedale della figurazione. Cresce la curiosità anche verso il tessile, in parallelo alle arti applicate. E poi ricorrono artisti di un moderno da latitudini distanti, con pittori e scultori del Novecento sudamericano ad esempio. Fuori formato, una scultura di tre metri di altezza di Scotto di Luzio da Vistamare. E infine c'è "Decades", curata da Alberto Salvadori. Il filo conduttore è il tempo, in una promenade per decenni lungo Novecento e oltre. ED Gallery valorizza la ceramica di Giò Ponti per Richard Ginori negli anni Venti. Studio Dabbeni la scultura laminare anni Trenta della regina del futurismo, Cassolo Bracchi. Lia Rumma festeggia Ugo Mulas a 50 anni dalla scomparsa, con foto anni Settanta. Galleria dello Scudo affonda nell'astrazione anni Ottanta, tra Carla Accardi e Pietro Consagra. Infine Franco Noero chiude il viaggio con Jim Lambie nei Duemila. "Il percorso fluido, libero e individuale ha l'obiettivo di sorprendere il visitatore, che magari si ritrova a osservare un dipinto moderno, cercando arte contemporanea". Saltano così gli steccati, tipici delle fiere. E si comprende anche il design nel viaggio. "Non ha senso continuare a mettere etichette. Piuttosto bisogna spingere il collezionista oltre la sua comfort zone, a perdersi e a ritrovarsi di fronte a un'opera fuori da rotte e aspettative". Fioccano premi e acquisizioni, raddoppiati a una ventina. È grande la varietà di formati, a sostenere giovani, ma non solo. "Abbiamo cercato anche qui un dialogo sano e naturale tra pubblico e privato", continua Ricciardi, al terzo mandato. "Tra queste sinergie mi piace raccontare la ricaduta sul pubblico della prima edizione di Fondazione Henraux Sculpture Commission, quando nell'aprile 2024 l'opera commissionata, si inserirà nel percorso del Museo del Novecento".
Il "Crescendo" quindi esce dagli stand e dai confini della fiera, pervade istituzioni e città. Concepito in origine come metafora musicale, il titolo prende qui anche un'accezione vegetale. "Quando le piante crescono, anno dopo anno le loro radici escono dal vaso".
Informazioni utili - Miart (in programma dal 14 al 16 aprile 2023), anteprima VIP 13 aprile, su invito Allianz MiCo, Padiglione 3, viale Scarampo, Milano
Apertura al pubblico: Venerdì 14 e Sabato 15 ore 11.30 – 20.00 Domenica 16 ore 11.00 – 19.00. Titoli d’ingresso - acquistabili soltanto online: intero: 18 euro; ridotto: 14 euro, ragazzi dai 4 ai 17 anni / studenti universitari previa presentazione di un documento di identità / tesserino universitario all’ingresso. Ingresso gratuito per i minori fino a 3 anni. www.miart.it