Enigma Picasso: moriva cinquant'anni fa il pittore che rivoluzionò il Novecento

Pablo Picasso nel suo atelier
Pablo Picasso nel suo atelier 
A cinquant'anni dalla morte, il grande spagnolo è celebrato in tutto il mondo e i suoi quadri hanno quotazioni milionarie. Ecco come un artista di straordinario talento, contradditorio e affascinante, seppe costruire il suo mito
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Grande rivoluzionario della pittura, abile seduttore e manipolatore, egocentrico e geniale costruttore della sua immagine d’artista. A cinquant’anni dalla morte, avvenuta l’8 aprile 1973 in Costa Azzurra, quando il pittore spagnolo aveva 91 anni, Pablo Picasso resta una figura sfaccettata come i ritratti del suo periodo cubista. C’è da scommettere che nemmeno le tante mostre che quest’anno accompagnano le celebrazioni per i cinquant’anni dalla sua morte potranno dissiparne il mistero. Riepiloghiamo qui i momenti salienti della sua vita e della sua carriera.


CHI ERA PABLO PICASSO

Pablo Ruiz y Picasso nacque a Malaga, in Spagna, in una famiglia borghese: era figlio di José Ruiz, modesto pittore, professore di disegno e conservatore del museo di Malaga, che incoraggiò il talento precoce del figlio, e di Maria Picasso y Lopez, di origine italiane. Pablo frequentò l’accademia di Belle Arti in Galizia, a A Coruña; trasferitosi con la famiglia a Barcellona, aprì il suo primo atelier e sperimentò varie tecniche di disegno; fu a Barcellona che decise di adottare il cognome della madre, Picasso, come nome d’arte, abbandonando il paterno Ruiz. E’ del 1900  il suo primo soggiorno a Parigi, dove conobbe l’arte di Steinlen, Toulouse-Lautrec, Vuillard. A Parigi si stabilì definitivamente nel 1904; fu nella metropoli francese, che era in quegli anni la capitale mondiale dell’arte, dove da tutta Europa i giovani artisti confluivano per farsi un nome e studiare le correnti pittoriche del momento, che Picasso diventò Picasso.

IL PERIODO ROSA E BLU

Negli anni seguenti, fino al 1904, Picasso fece la spola tra la Spagna e la Francia. Profondamente segnato dal suicidio del caro amico Casagemas, e dalla scarsa accoglienza ricevuta dalla sua prima mostra presso il celebre mercante Vollard, in quegli anni il pittore si dedicò a opere melanconiche e stilizzate, caratterizzate da un’intonazione blu, poi indicate come opere del “periodo blu”. Stabilitosi definitivamente a Parigi nel 1904, il pittore si stabilì a Montmartre, in una vecchia fabbrica di Montmartre riconvertita in atelier per artisti e chiamata il Bateau-Lavoir: nonostante fosse giovanissimo, diventò il leader della bande à Picasso, un gruppo di artisti e poeti (tra cui André Derain, Maurice Denis, Max Jacob e Guillaume) che aveva come base il Bateau-Lavoir. Fu in quel periodo che conobbe Fernande Olivier, che gli fu accanto per i sette anni successivi, e che i suoi quadri cambiarono toni: comparvero sulla tela acrobati, arlecchini, figure del circo, e i toni si fecero rosati. Questo periodo è infatti definito il suo “periodo rosa”.

Pablo Picasso fotografato davanti al ritratto della moglie Olga
Pablo Picasso fotografato davanti al ritratto della moglie Olga 

PICASSO E IL CUBISMO

Dalla fine del primo decennio agli anni Trenta del XX secolo, Picasso attraversa le grandi avanguardie artistiche del periodo, e al tempo stesso ne è artefice, restando tuttavia un unicum nella storia di quei movimenti artistici: si interessa all’arte tribale africana, dialoga con la pittura tardo ottocentesca, per poi rielaborare tutto. È anche dalla rilettura dell’opera di Paul Cézanne che nasce il suo cubismo, parallelo a quello Braque (la definizione "cubismo" è del critico Louis Vauxcelles), con cui lavora a stretto contatto fino allo scoppio della Prima guerra mondiale. L’intuizione dei due pittori è quella di scardinare le regole della pittura accademica adottando nella stessa raffigurazione molteplici punti di vista e abbandonando la prospettiva. Ma Picasso non è legato a nessuna ortodossia, nemmeno a quelle che lui stesso ha contribuito a creare: l’eredità dell’arte classica nei decenni successivi sarà per lui una costante, sia in pittura, sia negli altri mezzi espressivi che utilizzerà, tra cui la ceramica.

L' opera di Picasso Le donne di Algeri battuto all'asta da Christie' s a New York per 179 milioni di dollari
L' opera di Picasso Le donne di Algeri battuto all'asta da Christie' s a New York per 179 milioni di dollari  

I SUOI QUADRI PIU’ FAMOSI: GUERNICA E LE DEMOISELLES D’AVIGNON

La produzione artistica di Picasso è sterminata, poiché continuò a lavorare fino a tardissima età.Gli vengono attribuite quasi 50.000 opere tra cui 1.885 dipinti, 1.228 sculture, 2.880 ceramiche, 7.089 disegni, 342 arazzi, 150 taccuini e 30.000 stampe (incisioni, litografie, ecc). E tuttavia alcuni dei suoi quadri sono considerati come veri e propri emblemi della rivoluzione pittorica compiuta dalle avanguardie nel XX secolo. Tra di essi, Le Demoiselles d'Avignon (1907, New York, Museum of Modern Art) con cui Picasso iniziò a sperimentare il linguaggio cubista, sperimentando tutte le possibilità della figura umana e rompendo gli schemi della rappresentazione del corpo femminile, e Guernica. In questo quadro monumentale, conservato oggi conservato a Madrid, presso il Museo Reina Sofía, Picasso volle esprimere tutto il suo sdegno e la sua sofferenza per il bombardamento tedesco della cittadina spagnola di Guernica durante la guerra civile che insanguinò il suo paese (in quegli anni fu anche direttore del Prado) e per i crimini dei fascisti spagnoli di Francisco Franco. Esposta nel padiglione spagnolo dell'Esposizione Universale di Parigi del 1937, l’opera suscitò profonda commozione ed è rimasta il simbolo dell’orrore delle guerre contemporanee.

LE DONNE DI PICASSO

La vita sentimentale di Picasso fu movimentata: ebbe amanti e relazioni clandestine, oltre che matrimoni ufficiali.  Il suo primo grande amore fu Fernande Olivier, la modella che conobbe a Parigi ai tempi del Bateau-Lavoir, nel 1904. Si lasciarono nel 1910, e  Fernande pubblicò una serie di memorie sulla sua vita insieme a Picasso molti anni dopo. Dopo una serie di amanti, nel 1918, sposò Olga Khoklova. Il loro matrimonio si fece difficile dopo la nascita del figlio Paulo nel 1921, ma Olga non divorziò mai da Picasso;  si trasferì nel sud della Francia e i due rimasero sposati fino alla morte di lei nel 1955. Mentre era sposato con Olga, a 46 anni Picasso incontrò la diciassettenne Marie-Thérèse Walter, che divenne la sua amante. Dalla loro relazione nacque la prima figlia di Picasso, Maya (Marie Thérèse si impiccò, in seguito, a 68 anni). La loro relazione terminò quando Picasso conobbe Dora Maar, fotografa e pittrice, nel 1936. La loro relazione durò circa sette anni. Nel 1943, quando Picasso aveva 62 anni, conobbe la studentessa Françoise Gilot, che ne aveva 22. Françoise ebbe due figli con il pittore, Claude e Paloma, ma lo lasciò per i suoi tradimenti nel 1953. Nel 1961, ormai vedovo di Olga, Picasso a 79 anni sposò la 34enne Jacqueline Roque. Nel 1986 Jaqueline si suicidò.

IN QUALI MUSEI DEL MONDO SI TROVANO LE OPERE DI PICASSO?

Sono molti i musei dedicati a Picasso, o che posseggono sue opere. Da non perdere il Musée Picasso di Parigi, con oltre cinquemila opere del maestro spagnolo, il Museu Picasso di Barcellona, focalizzato soprattutto sugli anni della sua formazione, la Fundación Picasso e Museo Picasso di Málaga, Musée Picasso, Antibes, il primo che gli fu dedicato e il Kunstmuseum Pablo Picasso di Münster, che ospita la più vasta collezione al mondo di sue litografie. Tra gli altri musei che ospitano sue opere, oltre a MoMa e al Guggenheim di New York, ricordiamo in Europa.