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La Fondazione Castiglioni a rischio sfratto: Milano batta un colpo

La Fondazione Castiglioni in piazza Castello 27 a Milano 
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Milano capitale del design? Piuttosto capitale degli immobiliaristi. Dopo 62 anni a piazza Castello 27 la Fondazione di Achille Castiglioni riceve lo sfratto. Era in affitto il grande designer, uno di quelli che hanno fatto di questa città il centro del mobile europeo, e non solo. Alla vigilia dell'annuale Salone milanese arriva il ben servito a una delle sue istituzioni storiche. Il palazzo dove al piano terra si trova lo studio di Castiglioni va sul mercato; chi lo possiede lo mette nelle mani di un unico acquirente che ne ricaverà, statene certi, un immobile di superlusso vista anche la locazione dell'immobile di fronte al Castello Sforzesco.

Possibile che chi guida questa città non sia ancora intervenuto davanti a questo scempio? La casa-studio di Achille è un luogo unico non solo per i tanti oggetti che contiene, prodotti in una lunga e straordinaria carriera sua e del fratello Pier Giacomo, ma anche perché è diventata nel tempo …

Milano capitale del design? Piuttosto capitale degli immobiliaristi. Dopo 62 anni a piazza Castello 27 la Fondazione di Achille Castiglioni riceve lo sfratto. Era in affitto il grande designer, uno di quelli che hanno fatto di questa città il centro del mobile europeo, e non solo. Alla vigilia dell'annuale Salone milanese arriva il ben servito a una delle sue istituzioni storiche. Il palazzo dove al piano terra si trova lo studio di Castiglioni va sul mercato; chi lo possiede lo mette nelle mani di un unico acquirente che ne ricaverà, statene certi, un immobile di superlusso vista anche la locazione dell'immobile di fronte al Castello Sforzesco.

Possibile che chi guida questa città non sia ancora intervenuto davanti a questo scempio? La casa-studio di Achille è un luogo unico non solo per i tanti oggetti che contiene, prodotti in una lunga e straordinaria carriera sua e del fratello Pier Giacomo, ma anche perché è diventata nel tempo il museo di sé stesso: disegni, documenti, quadri, fotografie, libri, ricordi. Possibile che non si comprenda che il valore culturale e storico di questo luogo è superiore a quello economico stabilito dal mercato?

Ovunque in Europa nessun immobiliarista oserebbe espellere un simile "oggetto" che comprende, non solo il valore delle cose che contiene, ma anche di quello che si chiama il "genius loci". Questo valore lo possiedono solo le locazioni del centro storico, i fabbricati di pregio nel salotto buono di Milano. Questa qualità rende unico l'edificio stesso e lo propone come uno spazio incomparabile anche per chi vi risiederà. Spostare la Fondazione altrove, magari in uno spazio ex industriale non è una scelta accettabile, perché lo studio costituisce un unicum che si è conservato grazie alla famiglia Castiglioni, agli amici, agli ex allievi, e alle tante persone che lo hanno visitato nel corso degli anni dopo la scomparsa di Achille, una delle figure più ironiche e geniali di quella "cosa" che ora si chiama Made in Italy.

Achille Castiglioni (1918-2002), architetto e designer 

Possibile che il sindaco, l'assessore alla Cultura e la Soprintendenza non siano intervenuti per fermare questa scellerata iniziativa? Se è vero che l'archivio storico dei Castiglioni è vincolato, così lo deve essere anche lo spazio dove ha lavorato e che è rimasto una testimonianza unica. Molti dei grandi designer di Milano della generazione dei Castiglioni sono scomparsi senza lasciare quella traccia che è lo studio, non una realtà banale, più vicina all'atelier d'artista che non all'ufficio.

Oggi che si parla tanto di beni immateriali, questo luogo lo rappresenta bene, oltre a essere un concreto bene materiale. Spostereste altrove lo studio di Picasso? Castiglioni, fatte le dovute proporzioni, è stato a suo modo un Picasso del design, uno degli eccelsi e spesso oscuri artisti di quella attività che ora sta sulla bocca di tutti, ma che un tempo si chiamava semplicemente "progetto", realtà industriale che ha reso Milano e la Brianza uno dei centri maggiori al mondo. Dopo la scomparsa di Ettore Sottsass e di Enzo Mari, altri due artisti dell'oggetto, sono sparite impunemente le tracce dei luoghi dove essi hanno operato con una perdita significativa e irrimediabile.

Ora che la pazienza e la testardaggine dei Castiglioni ha conservato così com'era lo spazio del lavoro, Milano non perda l'occasione di avere un altro suo "museo". Non lo può forse adottare la Triennale, che per altro si trova a poca distanza dallo Studio Castiglioni e non può un soprintendente coraggioso bloccare questo sfratto? Non ci vuole che un po' di determinazione, oltre che un po' di fantasia per salvare la Fondazione Castiglioni insieme con i suoi muri.