Ricardo Franco Levi: "I nostri libri nel cuore dei francesi"
di Raffaella De Santis , di Raffaella De SantisChe siano i libri a portarci al centro dell'Europa è una bella notizia. Quella editoriale è la prima industria culturale italiana, cosa che troppo spesso si trascura. Domani prende il via il Festival du Livre di Parigi, dove l'Italia è ospite d'onore. Un risultato capitalizzato in anni di trattative e che è solo il primo passo: nel 2024 saremo protagonisti alla Buchmesse di Francoforte, la più grande fiera editoriale al mondo. Ricardo Franco Levi è insieme all'Associazione italiana editori, della quale è presidente, il grande tessitore di questi traguardi.
Come siete arrivati a conquistare Parigi?
"Mi lasci prima fare gli auguri a Toni Servillo che si è sentito poco bene durante lo spettacolo su Dante all'Odéon-Théatre de l'Europe, sta meglio e questo ci fa piacere&…
Che siano i libri a portarci al centro dell'Europa è una bella notizia. Quella editoriale è la prima industria culturale italiana, cosa che troppo spesso si trascura. Domani prende il via il Festival du Livre di Parigi, dove l'Italia è ospite d'onore. Un risultato capitalizzato in anni di trattative e che è solo il primo passo: nel 2024 saremo protagonisti alla Buchmesse di Francoforte, la più grande fiera editoriale al mondo. Ricardo Franco Levi è insieme all'Associazione italiana editori, della quale è presidente, il grande tessitore di questi traguardi.
Come siete arrivati a conquistare Parigi?
"Mi lasci prima fare gli auguri a Toni Servillo che si è sentito poco bene durante lo spettacolo su Dante all'Odéon-Théatre de l'Europe, sta meglio e questo ci fa piacere".
Lei è già in Francia?
"Sono in partenza. Torniamo al Salon di Parigi come ospiti d'onore dopo 21 anni. Come abbiamo fatto? Abbiamo aperto un dialogo con il Syndicat national de l'édition, l'associazione degli editori francesi. La proposta di invitare l'Italia è stata accolta con grande piacere, ma se siamo riusciti a concretizzarla è grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni: il ministero della Cultura, quello dell'Industria, gli Istituti italiani di cultura, il Centro per il libro e lettura, le ambasciate. Sia per Parigi che per Francoforte, l'Italia del libro ha saputo presentarsi unita, parlando con tutte le voci in modo concorde. Questa è stata la chiave del successo".
Una concordia che non è venuta meno con i cambi di governo?
"Certo, c'è stato un passaggio di testimone da un esecutivo all'altro. La cosa non stupisce visto il fine: presentare l'Italia, anzi la repubblica delle lettere".
E il programma come lo avete costruito?
"È nato all'interno del mondo degli editori, che hanno privilegiato gli scrittori più tradotti in Francia, come Giuliano da Empoli, un caso editoriale, e nuove voci come Veronica Raimo, Francesca Manfredi, Beatrice Salvioni. Domani parlerà l'ambasciatore Maurizio Serra, membro dell'Académie française e i premi Strega Mario Desiati e Antonio Scurati. È un programma ricchissimo, ci saranno i giallisti Carofiglio, Carrisi, De Cataldo e De Giovanni, Giordano Bruno Guerri e tanti altri".
Anche Marcello Veneziani e Pietrangelo Buttafuoco. E gli omaggi si spartiscono tra Italo Calvino e Gabriele D'Annunzio. Serve a non scontentare la destra di governo?
"Presentiamo lo spettro più ampio della cultura italiana, l'editoria è aperta a tutte le voci. La libertà di espressione e pubblicazione, da anni una nostra battaglia, si nutre nella diversità".
Parliamo di mercato. Lei è anche presidente della Fep, la Federazione degli editori europei. Che ruolo ha l'editoria italiana in Europa e quella europea nel mondo?
"Al pari di settori come il lusso o la moda, l'editoria europea è un gigante nel mondo. Vale 35 miliardi di euro: sei dei principali dieci gruppi editoriali mondiali sono europei. L'Italia è la quarta industria in Europa dopo Germania, Regno Unito e Francia con un mercato che ammonta a circa 3 miliardi e mezzo di fatturato complessivo".
L'editoria italiana ha resistito alla pandemia?
"Non solo, ha saputo svilupparsi negli anni del virus. Al punto che nel 2022 guadagna il 13% rispetto al 2019. Un incremento che riguarda anche la Francia".
Le vendite però sono calate più del 2%.
"Ma la lieve flessione è compensata dai risultati di crescita straordinaria del 2020 e 2021".
Che cosa ha premiato?
"Un complesso di elementi. Innanzitutto la qualità della risposta di tutta la filiera. Editori, librai, distributori, hanno saputo reagire negli anni difficili mantenendo investimenti, tirature, nuove uscite. Ha poi concorso una felice politica, in cui l'elemento più significativo è stato il riconoscimento del libro come bene essenziale. Ciò ha consentito di mantenere aperte le librerie durante il lockdown con provvedimenti che sono stati imitati negli altri paesi a partire dalla Francia".
Il mercato europeo ha avuto la stessa tenuta?
"Nel complesso sì, con differenze tra paese e paese. Nei paesi del nord Europa la crescita è dovuta principalmente al grande sviluppo dell'audiolibro".
Come va la compravendita tra Italia e Francia?
"Il mercato francese è per noi il secondo mercato dopo la Spagna: l'Italia vende ogni anno in Francia i diritti di traduzione di oltre 900 opere. Sono invece più di 1100 i titoli francesi venduti all'Italia. Il divario si sta riducendo".
Stiamo imparando a vendere i nostri libri all'estero?
"La differenza tra titoli venduti e acquistati ormai è quasi in equilibrio. Nel complesso sono poco più di 9 mila quelli acquistati ogni anno e oltre 8500 quelli venduti. L'obiettivo che ci poniamo è bilanciare entrate e uscite. Essenziale è l'aiuto finanziario alle traduzioni del ministero della Cultura attraverso il Centro per il libro e del ministero degli Esteri attraverso gli istituti Italiani di cultura: al momento circa un milione di euro".
Come se la passano le librerie?
"In Francia il tessuto delle librerie è molto più esteso che in Italia. Non c'è piazza che non abbia una libreria e una panetteria. Cosa che purtroppo non accade nel nostro Paese".
Dove infatti quasi la metà della popolazione non legge.
"La lettura è un’emergenza nazionale. Il mercato è retto da a un piccolo gruppo di lettori forti".