Le bizzarrie degli animali, se la mantide ama il cinema 3D
di Maurizio Di Fazio , di Maurizio Di FazioNo, non siamo soli nell’universo. E non siamo neppure i padroni assoluti di questo pianeta di cui stiamo minando la salute, a dispetto di ogni hybris. Siamo o meglio dovremmo tornare a essere «dei piccoli ramoscelli passeggeri nel grande albero della vita». Siamo arrivati per ultimi, in una realtà vivente che esisteva già da miliardi di anni, ma abbiamo costretto il resto della fauna e della flora ad adeguarsi a noi. E se ce lo spiegano e ricordano appassionati della materia come la chimica e ricercatrice Giulia Bignami, vale la pena di prenderne atto. Nel suo “I gatti lo sanno. Comportamenti incredibili dal mondo animale”, appena pubblicato da Giunti, con prosa briosa e pungente l’autrice passa in rassegna i più bizzarri ed edificanti esperimenti etologici degli ultimi anni.
Compiuti nelle università di mezzo mondo, i risultati scientifici lasciano di stucco. Ridimensionandoci. Giulia ci suggerisce di spostare e allarga…
No, non siamo soli nell’universo. E non siamo neppure i padroni assoluti di questo pianeta di cui stiamo minando la salute, a dispetto di ogni hybris. Siamo o meglio dovremmo tornare a essere «dei piccoli ramoscelli passeggeri nel grande albero della vita». Siamo arrivati per ultimi, in una realtà vivente che esisteva già da miliardi di anni, ma abbiamo costretto il resto della fauna e della flora ad adeguarsi a noi. E se ce lo spiegano e ricordano appassionati della materia come la chimica e ricercatrice Giulia Bignami, vale la pena di prenderne atto. Nel suo “I gatti lo sanno. Comportamenti incredibili dal mondo animale”, appena pubblicato da Giunti, con prosa briosa e pungente l’autrice passa in rassegna i più bizzarri ed edificanti esperimenti etologici degli ultimi anni.
Compiuti nelle università di mezzo mondo, i risultati scientifici lasciano di stucco. Ridimensionandoci. Giulia ci suggerisce di spostare e allargare lo sguardo. Irrimediabilmente antropocentrici, va bene, ma almeno coltiviamo una maniera più illuminata di esserlo. Un bestiario prezioso, un viaggio irto di sorprese questo libro. «Là fuori ci sono universi alieni pieni di senso - scrive nella prefazione Telmo Pievani, del dipartimento di biologia dell’Università di Padova -. Non sono quelli di cui vagheggiamo l’esistenza su lontanissimi pianeti extrasolari… No, lo sguardo va riportato a terra, perché sono alieni tra noi, nazioni biologiche indipendenti, altri modi di stare al mondo, esplorazioni zoologiche del possibile, che a forza di studiarle ci insegnano che la creatura più vicina a un alieno, in questa biosfera rara e improbabile, siamo noi».
E «se solo imparassimo a uscire dalla nostra bolla ci accorgeremmo, per esempio, dell’immensa ricchezza degli universi sensoriali degli altri». Comprese le stesse facoltà cognitive. Bignami inanella piccoli racconti divertenti tratti da autentici, recenti studi empirici. Ecco lumache che si innamorano e delfini sotto scacco dei trucchi di magia, gli sputi dei pesci arciere, i dardi avvelenati delle chiocciole. Le api capaci di distinguere le pennellate impressioniste di Monet da quelle cubiste di Picasso; gli uccelli giardiniere che concupiscono le loro femmine con fantasmagorici giochi prospettici; le mantidi fanatiche del cinema in 3D.
In fondo al mar si annida la seppia, che resiste alle tentazioni grazie «ad avanzate abilità di apprendimento, memoria e navigazione per riuscire a sopravvivere». Le seppie sono «esseri fragili, e come i bambini nell’esperimento con i marshmallow anche loro sanno aspettare per poter poi accaparrarsi il piatto più succulento, dei gamberetti vivi». Le carpe koi godono invece di una sensibilità musicale accentuata, lo attesta una ricerca condotta al Rowland Institute for Science di Harvard. Un po’ è senza dubbio merito del fatto che appartengano «a un gruppo in cui un sistema di ossicini connette la vescica natatoria all’orecchio interno, permettendo un’amplificazione dei suoni».
Ebbene, i nostri eroici pesci ad alta fedeltà hanno saputo tranquillamente discernere tra il blues e la classica, John Lee Hooker o Muddy Waters e un concerto per oboe di Bach. Altro che Google Maps: i ricercatori israeliani dell’Università Ben Gurion hanno precettato i pesci rossi per testare le loro potenzialità di navigazione sulla terraferma. Oltre il loro naturale ambiente acquatico. Fuor d’acqua, insomma. E come se la sono cavata, messi a bordo di apposite minuscole “cabriolet”? Egregiamente. Hanno dimostrato di saper sprigionare una rappresentazione mentale dello spazio esterno, anche se straniero.
«Nelle ultime lezioni non solo erano diventati sempre più bravi nella guida, ma avevano anche ottimizzato la scelta delle traiettorie per raggiungere la destinazione». E attenzione alle tresche subacquee. Nel 2015 Godfrey-Smith, assieme ai suoi collaboratori dell’Università di Sydney, «ha filmato più di milletrecento interazioni tra diversi esemplari di Octopus tetricus», un polpo di media grandezza, notando come per quelle di carattere sociale usino una «maggiore propulsione e preferiscano decisamente infangare i conspecifici piuttosto che colpirli con conchiglie o alghe». Per esempio, nel dicembre del 2016, «una femmina è stata vista lanciare materiale per ben dieci volte contro un maschio – centrato (solo) cinque – che, da una tana vicina, aveva ripetutamente (il porco!) cercato di accoppiarsi con lei... – scherza Giulia Bignami -. Sara quindi necessario introdurre nel glossario di neologismi femministi, oltre al catcalling, anche l’octopuscalling». Incontrovertibili si stagliano, inoltre, le prontezze matematiche (a parte scimpanzé, oranghi, piccioni, pulcini, ragni e api) delle tilapie zebrate e delle razze a pois (asseverate da uno studio dell’Università di Bonn) e l’importanza delle dimensioni (del torace) dei bombi.
Che così «volano più lontano, riescono a trasportare più nettare, resistono meglio al freddo e hanno occhi più grandi e sensibili per distinguere meglio i fiori anche con la poca luce dell’alba, riuscendo ad accaparrarsi la prima scelta a disposizione». E se già conoscevamo le spiccate doti astronomiche degli uccelli migratori, derivanti «da un sistema di visione notturno molto sviluppato per riconoscere la volta stellata, riconducibile a un gruppo di neuroni sensibile a stimoli visivi in ambiente buio», nulla sapevamo di quelle dei piccioni. Sebbene volino di giorno e di notte dormano. Un libro graffiante su tutte le specie pronte a succederci quando ci saremo autoeliminati dal terzo pianeta del sistema solare. «I gatti lo sanno, certo: riconoscono persone diverse, i loro stati d’animo, sanno dove si trovano… - aggiunge Pievani -. Conoscono i nostri difetti».
“I gatti lo sanno. Comportamenti incredibili dal mondo animale”
di Giulia Bignami.
Giunti Editore.
Collana Narrativa Non Fiction.
Illustrazioni di Laurina Paperina.
Pagine 272.
16 euro