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Addio a Philippe Sollers, il "grande disturbatore" della letteratura francese

Philippe Sollers (afp)
Lo scrittore francese aveva 86 anni, aveva fondato nel 1960 la rivista "Tel Quel" ma si era poi distaccato dalle posizione marxiste più sperimentali
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Provocatore, libero, fuori dagli schemi, grande animatore della vita culturale francese. All'età di 86 anni è morto a Parigi lo scrittore Philippe Sollers. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal quotidiano Le Figaro.  

Sollers ha esplorato nella sua lunga carriera di romanziere e saggista il linguaggio e la psicanalisi con quello spirito ludico che gli veniva dagli studi strutturalisti e dalla vicinanza al marxismo più sperimentale degli anni Sessanta e Settanta. Una passione questa che ha condiviso con sua moglie, la filosofa e psicanalista Julia Kristeva. Un sodalizio lunghissimo, che li ha visti collaborare anche sul piano culturale, prima alla rivista sperimentale The Quel, fondata nel 1960, e poi nel 2015 quando è apparso  Del matrimonio considerato come un'arte (Donzelli) scritto a quattro mani. Un un dialogo serrato sull'amore,  un vero e proprio lessico della vita matrimoniale in c…

Provocatore, libero, fuori dagli schemi, grande animatore della vita culturale francese. All'età di 86 anni è morto a Parigi lo scrittore Philippe Sollers. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal quotidiano Le Figaro.  

Sollers ha esplorato nella sua lunga carriera di romanziere e saggista il linguaggio e la psicanalisi con quello spirito ludico che gli veniva dagli studi strutturalisti e dalla vicinanza al marxismo più sperimentale degli anni Sessanta e Settanta. Una passione questa che ha condiviso con sua moglie, la filosofa e psicanalista Julia Kristeva. Un sodalizio lunghissimo, che li ha visti collaborare anche sul piano culturale, prima alla rivista sperimentale The Quel, fondata nel 1960, e poi nel 2015 quando è apparso  Del matrimonio considerato come un'arte (Donzelli) scritto a quattro mani. Un un dialogo serrato sull'amore,  un vero e proprio lessico della vita matrimoniale in cui Julia e Philippe  si interrogano sull'arte di costruire un matrimonio che duri e che resista agli urti della società globalizzata, ma anche sulle ragioni per cui hanno scelto di armonizzare le loro diversità all'apparenza inconciliabili in un "luogo vivente come un organismo, le cui parti perdono un pò di se stesse in nome della libertà dell'altro".

La svolta

Nel 1983 con Donne pubblicato da Gallimard, la casa editrice di cui è stato anche consulente (in italiano esce per Pironti nel 1993) ha portato lo scompiglio negli ambienti culturali francesi, segnando una svolta nella sua scrittura e nelle sue posizioni politiche di intellettuale impegnato a sinistra: è un romanzo erotico-filosofico, un trattato narrativo sull'evoluzione della specie femminile alle soglie del XXI secolo. Il libro, che di fatto è considerato il testo che ufficializza il suo addio al marxismo al suo milieu intellettuale, prende di mira i numi di riferimento di una stagione, sbeffeggiandoli: Moravia (= Malmora), Lacan (= Fals), Barthes (= Werth), Althusser (= Lutz) e così via. Non mancarono le reazioni. Moravia pare che abbia rimandato indietro la copia del romanzo che Sollers gli aveva spedito senza neppure aprire il pacco. 

 Anticonformismo

Considerato il "gran disturbatore delle lettere francesi", sempre controcorrente, Sollers è stato capace di esaltare allo stesso tempo il marchese de Sade e l'enciclica "Veritatis splendor" di papa Giovanni Paolo II. Si divertiva a provocare, anche in nome dello spirito irriverente che aveva animato la rivista The Quel. Amava i giornali e teneva una rubrica fissa molto seguita su Le Monde in cui rileggeva scrittori e filosofi del passato. 

L'Italia

Sollers era un grande ammiratore di Venezia (a cui ha dedicato La Fete à Venise apparsa da Gallimard, 1991), dove ha trascorso lunghi soggiorni, casa del  libertino Giacomo Casanova, figura che lo aveva rapito. E all'avventuriero senza scrupoli, con cui diceva di sentirsi in grande sintonia, ha dedicato uno dei suoi libri più noti, Il mirabile Casanova (Il Saggiatore, 1999).

Amava la poesia italiana e Dante. Il cuore assoluto (Bompiani, 1988) è la storia di uno specialista di Dante Alighieri a cui una grande rete statunitense chiede di adattare la Divina Commedia in tv, progetto che si rivela impossibile e viene abbandonato per essere ripreso poi da una emittente giapponese: il tema è l'impossibilità a fare merce dell'opera d'arte. Ha scritto anche un libro  verte sull'attentato al papa Giovanni Paolo II : Le Secret (1992).

Gli esordi

Nato a Bordeaux il 28 novembre 1936 come Philippe Joyaux, compiuti gli studi presso i gesuiti e conseguita la laurea in scienze economiche e commerciali, Sollers entrò nel mondo letterario con un romanzo breve, Le défi (1957), che poi disconoscerà; ma il successo sarà comunque consacrato l'anno successivo da due articoli entusiastici di Louis Aragon e François Mauriac su un suo raffinato romanzo psicologico, Una curiosa solitudine (1958). Nel 1960 fondò con un gruppo di intellettuali marxisti (tra i quali la futura moglie Julia Kristeva) la rivista Tel Quel, che si proponeva di elaborare una "teoria d'insieme" della produzione letteraria, unitamente alla cosiddetta "scrittura testuale" che metterà in rilievo, al centro dell'esperienza, il "gioco" della scrittura. Sollers è considerato uno dei principali teorici del concetto di intertestualità. Quel tentativo si concluse nel 1982, con la chiusura di Tel Quel. L'anno dopo fondò la rivista L'Infini, pubblicata fino al 2017.

La fase sperimentale marxista

Nel corso degli anni '70 Sollers si orientò verso uno sperimentalismo sempre più avanzato nel campo linguistico e psicoanalitico. Pubblicò Leggi (Lois, 1972), "H" (1972), "Paradiso" (Paradis, 1980), opere molto complesse soprattutto dal punto di vista stilistico. La varietà dei testi "interrogati" è enorme, da Marcel Proust a James Joyce, dalla Bibbia a Dante (Dante et la traversée de l'écriture, 1981). 

Le opere recenti

Dopo la pubblicazione di  Donne nel 1983, la scrittura di Sollers si fa più fluida: seguono Portrait du joueur (1984) e Paradis 2 (1986). Tra i suoi libri più recenti titoli  L'étoile des amants (2002), Une vie divine (2005). In italiano sono apparsi anche i saggi sull'arte Il paradiso di Cézanne (Abscondita, 2001) e Le passioni di Francis Bacon (Abscondita, 2003) oltre che Visione a New York. Conversazioni con David Hayman (Spirali, 1981) e Il vangelo di Nietzsche. Conversazioni con Vincent Roy (O Barra O Edizioni, 2008).