Il David di Michelangelo scandalizza Glasgow
a cura di redazione CulturaNon c’è pace per il David di Michelangelo. La bella statua cinquecentesca è nuovamente al centro delle polemiche dopo che la sua riproduzione, su un manifesto per pubblicizzare un ristorante nella metropolitana di Glasgow, è stata censurata, come riportano con evidenza di giornali e i siti anglosassoni.Il David appariva nudo come Michelangelo lo aveva fatto con una fetta di pizza in mano al posto della fionda, ma quella nudità integrale, quei dettagli di un corpo umanissimo, non sono piaciuti al gestore dello spazio pubblicitario della metro che infatti ne ha chiesto la modifica, pena il ritiro.
Insomma, ancora una volta ad essere sotto accusa è la sessualità del David che ora, rimossa con photoshop, campeggia tra treni e pendolari in modalità più consona. Sorpresa ha immediatamente espresso DRG Group, che possiede il ristorante Barolo di Glasgow e che, prima della statua dell'eroe biblico conservata a Firenze, aveva g…
Non c’è pace per il David di Michelangelo. La bella statua cinquecentesca è nuovamente al centro delle polemiche dopo che la sua riproduzione, su un manifesto per pubblicizzare un ristorante nella metropolitana di Glasgow, è stata censurata, come riportano con evidenza di giornali e i siti anglosassoni.Il David appariva nudo come Michelangelo lo aveva fatto con una fetta di pizza in mano al posto della fionda, ma quella nudità integrale, quei dettagli di un corpo umanissimo, non sono piaciuti al gestore dello spazio pubblicitario della metro che infatti ne ha chiesto la modifica, pena il ritiro.
Insomma, ancora una volta ad essere sotto accusa è la sessualità del David che ora, rimossa con photoshop, campeggia tra treni e pendolari in modalità più consona. Sorpresa ha immediatamente espresso DRG Group, che possiede il ristorante Barolo di Glasgow e che, prima della statua dell'eroe biblico conservata a Firenze, aveva già utilizzato l’arte italiana per altre campagne pubblicitarie: gli annunci precedenti mostravano la Gioconda che mangiava spaghetti e Dio, raffigurato come nella Creazione di Adamo della Cappella Sistina (c. 1508-12), che porgeva una fetta di pizza.
La polemica scozzese è però solo l’ultima a coinvolgere il nudo più famoso del Rinascimento michelangiolesco: qualche settimana fa, in Florida, un’insegnante di arte era stata costretta alle dimissioni solo perché aveva mostrato il David nudo ai suoi studenti. L'indignazione dei genitori aveva avuto la meglio sulla storia e il buon senso.
E chissà cosa direbbe il tribunale di Firenze che, nel maggio scorso, aveva sentenziato il divieto di utilizzare l’immagine del David a scopo di lucro stabilendo l'esistenza del diritto all'immagine dei beni culturali come “espressione del diritto all'identità collettiva dei cittadini che si riconoscono nella medesima Nazione”.
Non è chiaro se la DRG Group abbia versato il dovuto canone per l’utilizzo, a scopo pubblicitario, della riproduzione delle opere d’arte italiane. Perché forse, più che il nudo, a fare male è quella pizza che svetta tra i marmi rinascimentali.