Repubblica delle Idee. Parte da Bologna l'Officina del futuro

Repubblica delle Idee. Parte da Bologna l'Officina del futuro
Tra le novità di questa edizione un laboratorio aperto in cui attivisti, scrittori, giovani si confrontano su temi caldi. Dai diritti al caro casa 
2 minuti di lettura

Servono voci nuove, inaspettate e insieme radicate, per raccontare i tempi che cambiano. È (anche) per questo, per provare a spiegarci e spiegare un Paese in trasformazione, l'Italia del dibattito sull'ambiente e della crisi della rappresentanza, della sfida ai diritti e delle sfide del lavoro, che nasce Officina Repubblica. Un laboratorio di pensiero che prende forma a Bologna con questa edizione della Repubblica delle Idee (8-11 giugno 2023) pensato per far ritrovare e dialogare sotto lo stesso tetto scrittori, attivisti, docenti, le migliori tra le tante voci alternative della scena culturale italiana, tra le più giovani ma non solo. Piazza ideale che avrà come prima residenza i talk serali in programma da venerdì 9 a domenica 11 giugno nel Cortile interno dell'Arena del Sole di via Indipendenza, tutti i giorni dalle 19,30 in poi, e come prossimo, futuro incubatore le pagine del nostro giornale. 

PER PARTECIPARE PRENOTA QUI

VAI AL PROGRAMMA COMPLETO DI REPUBBLICA DELLE IDEE

In un Paese dove il mondo del lavoro pare diventato paradigma perfetto per la lettura di una società, macro tema capace di declinare le tante domande che impone questo tempo, dalla lotta alle disuguaglianze alla difesa dei diritti, dall'evoluzione del femminismo a quella dei conflitti intergenerazionali, nell'officina di Repubblica si lavorerà per trovare nuovi spazi di discussione, mettere a fuoco i problemi, dare corpo a vecchie e nuove battaglie. E soprattutto aprire le pagine di un giornale che per natura e vocazione è da sempre fatto di anime diverse, di chi lo fa e di chi lo legge, delle sue grandi firme, della sua storia e della sua comunità, ma per continuare a fare il suo mestiere, provare a comprendere il mondo per raccontarlo, ha bisogno anche di nuovi punti di vista e altri linguaggi.

A lavorare in questa officina sarà uno spaccato di società civile fatto di voci e volti che forse non tutti hanno ancora visto arrivare, per dirla alla Lisa Levenstein, la femminista più citata dell'anno politico (anche lei ospite di questa edizione di RepIdee), eppure rappresentano già comunità importanti di lettori, hanno un peso nel dibattito pubblico, raccontano le rivoluzioni in corso con social e podcast prima ancora che sui media tradizionali. 

Scrittori come Paolo Di Paolo, Jonathan Bazzi, che venerdì apriranno i lavori dialogando su presente e futuro del lavoro culturale, o Jennifer Guerra. Storici come Vanessa Roghi, che con Gaja Cenciarelli e Marcello Fois discuterà di scuola e cittadinanza. Filosofe come Maura Gancitano o Ilaria Gaspari, con cui Chiara Valerio discuterà di "Intelligenza Artificiale e lavoro umano". E poi ancora artisti e attivisti come Djarah Kan, Fumettibrutti, Dalila Bagnuli, Pietro Turano, Luce Sant'Ambrogio, Vladimir Luxuria e Carlotta Vagnoli, fino a Rachele Scarpa, la più giovane parlamentare di questa legislatura. Unica rappresentante della politica chiamata in Officina, che insieme allo scrittore Giacomo Mazzariol parlerà di diritto allo studio per provare a tratteggiare un futuro possibile alla "protesta delle tende", la sollevazione contro il caro affitti emersa in queste settimane nelle città universitarie. Una mobilitazione nata nel momento di maggior disillusione collettiva di un Paese, in un Paese dove studiare è diventato privilegio, e che anche per questo - in ballo diritti individuali e sociali, culturali e materiali - vale già un manifesto.