La cinquina finalista dello Strega in tour a Berlino
dalla nostra inviata Raffaella De SantisBERLINO – Ora provate a immaginare una cinquina quasi alla fine della corsa che a Berlino ha la possibilità di conquistare sette voti. Sette sono infatti i votanti dell’Istituto italiano di cultura diretto da Maria Carolina Foi, germanista, professoressa all’università di Trieste prima di assumere la direzione dell’Istituto dal giugno 2020. Sul palco eleganti ma sobri, se si considera che poi saranno ospiti a cena dell’ambasciatore italiano qui Armando Varricchio, ci sono i cinque finalisti: Rosella Postorino (Mi limitavo ad amare te, Feltrinelli), Loretta Santini, publisher della casa editrice elliot che pubblica Come d’aria, il memoir di Ada d’Adamo morta lo scorso primo aprile subito dopo aver saputo di essere rientrata tra i finalisti, Maria Grazia Calandrone (Dove non mi hai portata, Einaudi), Andrea Canobbio (La traversata notturna, La nave di Teseo), Romana Petri (Rubare la notte, Mondadori).
Oltre cento persone in platea in una sala deputata a questo dell’Istituto italian…
BERLINO – Ora provate a immaginare una cinquina quasi alla fine della corsa che a Berlino ha la possibilità di conquistare sette voti. Sette sono infatti i votanti dell’Istituto italiano di cultura diretto da Maria Carolina Foi, germanista, professoressa all’università di Trieste prima di assumere la direzione dell’Istituto dal giugno 2020. Sul palco eleganti ma sobri, se si considera che poi saranno ospiti a cena dell’ambasciatore italiano qui Armando Varricchio, ci sono i cinque finalisti: Rosella Postorino (Mi limitavo ad amare te, Feltrinelli), Loretta Santini, publisher della casa editrice elliot che pubblica Come d’aria, il memoir di Ada d’Adamo morta lo scorso primo aprile subito dopo aver saputo di essere rientrata tra i finalisti, Maria Grazia Calandrone (Dove non mi hai portata, Einaudi), Andrea Canobbio (La traversata notturna, La nave di Teseo), Romana Petri (Rubare la notte, Mondadori).
Oltre cento persone in platea in una sala deputata a questo dell’Istituto italiano: giornalisti della Frankfurter Allgemeine Zeitung e della Welt che prendono appunti, editor di case editrici tedesche, ragazzi e appassionati di cultura italiana. Mario Desiati, vincitore della scorsa edizione del premio, che fa da conduttore dell’evento è a suo agio, d’altra parte Berlino è per lui una seconda casa. Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci che organizza lo Strega, racconta in breve come è nato il Premio nel 1947 e per farne capire l’importanza snocciola qualche grande nome di vincitore del passato: Cesare Pavese, Tomasi di Lampedusa, Natalia Ginzburg, Umberto Eco e Claudio Magris.
Quanto contano i voti all’estero
Conquistare Berlino non è conquistare lo Strega, ma sette voti sono tanti, lo Strega spesso si vince per pochi punti di scarto. Riavvolgiamo allora il nastro e vediamo i piazzamenti in Cinquina: tra la prima classificata, Rosella Postorino, e la seconda, Ada d’Adamo, ci sono solo 18 punti. Come d’aria tra i lettori esteri ha conquistato al primo round 43 voti. Mi limitavo ad amare te 57. Il podio non è scritto.
In tutto sono 660 i votanti, tra questi gli stranieri sono 200 e gli Amici della Domenica 400. Ci sono poi i 30 lettori forti delle librerie indipendenti e i voti collettivi. I sette giurati berlinesi sono stati scelti dalla direttrice Foi in modo che la piccola giuria di esperti risultasse bene assortita: “Tutti conoscono naturalmente la lingua italiana. Sono traduttori di grande fama, giornalisti, professionisti, drammaturghi”.
Occhio ai libri esposti
In mattinata siamo andati a vedere la popolare libreria italiana di Kreuzeberg, Dante Connection. I gusti sugli italiani contemporanei sono in evidenza sugli scaffali. Molti gli autori Strega tradotti in tedesco: Teresa Ciabatti, Veronica Raimo, Giulia Caminito, Helena Janeczeck, Antonio Scurati e anche Vincenzo Latronico che nel romanzo Le perfezioni (Bompiani), mette in scena Berlino. Latronico, che vive a Berlino, la sera dell’evento Strega era seduto tra il pubblico, dimostrando grande fair play visto che è stato escluso dalla Cinquina. A fianco Claudia Durastanti, ex finalista Strega, il cui memoir La straniera in Germania ha riscosso molto successo.
Qualche dato
Nel 2024 saremo ospiti d’onore alla Buchmesse e speriamo che i tedeschi desiderino comprare i nostri libri. Stando ai dati dell’associazione degli editori tedeschi, Boersenverein des deutschen Buchhandels, e dell’Ice, l’Italia è il quarto paese al mondo più tradotto in Germania: 2016 opere tradotte nel 2021. Gli editori italiani invece hanno stipulato complessivamente 456 contratti per l’acquisto di libri tedeschi (369 del 2020; 481 nel 2019; 410 nel 2018). Dario Armini, consigliere di legazione e capo ufficio cultura dell’ambasciata, racconta che le traduzioni dei libri italiani in Germania stanno aumentando “grazie ai finanziamenti del ministero degli Esteri e del Mic tramite il Cepell a sostegno delle case editrici straniere e italiane. Fino al 2021 venivano dati contributi per tradurre 16 libri. Anche la Buchmesse è molto attiva nel far conoscere la nuova editoria italiana”. La direttrice Foi: “Noterei un altro aspetto interessante: “C’è una generazione di autori italiani, tra cui Desiati e Latronico, ma anche Veronica Raimo, che nutre un forte immaginario berlinese. L’altro filone italiano che qui spopola è il graphic novel: Igort, Zerocalcare, Reviati, Manuele Fior, il cui ultimo libro, da poco tradotto in tedesco, racconta la storia di una ragazza italiana che vive a Berlino”.
I libri dei finalisti all’estero
Come d’aria di Ada d’Adamo al momento non è ancora stato acquistato in Germania. Verrà però tradotto da Grasset, che non a caso è la casa editrice dell’Anno del pensiero magico di Joan Didion: “Ci siamo tutti innamorati del libro di Ada d’Adamo qui a Grasset. Siamo stati colpiti dalla scrittura bellissima, purissima, di Ada quanto dalla sua storia. Come ha scritto Francesco Piccolo, rende il dolore sopportabile…” (Audrey Scarbel, editor Grasset).
Rosella Postorino durante la cena all’ambasciata racconta la strana storia del suo precedente romanzo Le assaggiatrici, tradotto in 33 lingue nel mondo, ma non in Germania. “Ho capito perché quando sono andata alla Buchmesse a Francoforte. La persona che mi presentava, un’italiana che viveva a Berlino da più di 30 anni, mi raccontò che la mattina della presentazione aveva letto al marito uno stralcio: ‘Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue’. Quella frase evidentemente toccava un tabù, lo aveva scioccato”.
Un’immagine di Berlino
Abbiamo chiesto agli scrittori un fermo immagine. Il proprio scatto emotivo della città. Berlino non è un posto qualunque. Qui è passata anche la nostra storia e l’ambasciata in stile neoclassico nazionalsocialista ne porta le ferite: un pezzo di cornicione crollato e mai ricostruito è lì a ricordare le bombe. L’ambasciatore Varricchio ne racconta in breve la storia: “L’ambasciata fu costruita dall’architetto Friedrich Hetzelt e aperta nel ‘41 ma poi a seguito dei bombardamenti venne abbandonata. Nel ’45 arrivarono i sovietici e venne pesantemente danneggiata. Verrà riaperta nel giugno 2003, presidente Ciampi”. Quest’anno celebra i 20 anni.
Rosella Postorino: “La prima volta sono venuta a Berlino sulle tracce di Margot Wölt, l’assaggiatrice che aveva ispirato il mio libro. Sono arrivata davanti al suo palazzo e ho bussato alla dirimpettaia di Margot. Non avevo ancora iniziato a scrivere il romanzo ma continuavo a fissare quella targa come se sentissi che lì dentro c’era qualcosa che sarebbe stato molto importante per la mia vita”.
Maria Grazia Calandrone: “Per me Berlino è nelle impalcature che sorreggono i palazzi e li proteggono come un esoscheletro”. Calandrone ha pubblicato diverse sue poesie su riviste tedesche.
Andrea Canobbio: “L’immagine che mi porterò dietro è quella della serie di tele dedicate a Birkenau di Gerhard Richter in mostra alla Neue Nationalgalerie”. Canobbio ha già pubblicato in traduzione tedesca Il naturale disordine delle cose e Tre anni luce.
Romana Petri - Ventisei libri all’attivo, due volte in cinquina in passato, più titoli tradotti in tedesco tra cui La donna delle Azzorre: “Se penso a Berlino mi torna in mente l’immagine di me giovane che batto sul muro per contribuire ad abbatterlo”.