Premio Strega, stasera il gran finale. Una sfida a due, tra scrittrici
di Raffaella De SantisDa sinistra Loretta Santini, editrice di elliot, salita sul palco al posto della finalista Ada d'Adamo, scomparsa ad aprile; Rosella Postorino; Romana Petri; Andrea Canobbio; Maria Grazia Calandrone
(ansa)Che gara questa settantasettesima edizione, con due libri candidati al podio contro ogni aspettativa: il memoir Come d’aria di Ada d’Adamo (elliot), l’autrice morta lo scorso primo aprile, è diventato un competitor temibile per Rosella Postorino e il suo Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli).
Le due favorite nel duello finale
Mai si era vista nella storia dello Strega una finale così: con un piccolo editore che sbuca dalle retrovie e prende il volo. La seconda edizione del premio, quella del 1948, fu vinta da Vincenzo Cardarelli con un libro, Villa Tarantola, pubblicato dalle Edizioni della Meridiana, ma per il resto il premio è sempre stato appannaggio di grandi editori.
Stavolta il duello è tra i libri, più che tra editori. Due romanzi diversi, uno più intimo, l’altro che incrocia la grande Storia, che in comune hanno l’alchimia tra cura e ferite. Come d’aria certo per chi non l’avesse ancora letto è un racconto letterario che l’autrice fa della sua malattia e della sua esperienza di…
Che gara questa settantasettesima edizione, con due libri candidati al podio contro ogni aspettativa: il memoir Come d’aria di Ada d’Adamo (elliot), l’autrice morta lo scorso primo aprile, è diventato un competitor temibile per Rosella Postorino e il suo Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli).
Le due favorite nel duello finale
Mai si era vista nella storia dello Strega una finale così: con un piccolo editore che sbuca dalle retrovie e prende il volo. La seconda edizione del premio, quella del 1948, fu vinta da Vincenzo Cardarelli con un libro, Villa Tarantola, pubblicato dalle Edizioni della Meridiana, ma per il resto il premio è sempre stato appannaggio di grandi editori.
Stavolta il duello è tra i libri, più che tra editori. Due romanzi diversi, uno più intimo, l’altro che incrocia la grande Storia, che in comune hanno l’alchimia tra cura e ferite. Come d’aria certo per chi non l’avesse ancora letto è un racconto letterario che l’autrice fa della sua malattia e della sua esperienza di madre di una bambina cerebrolesa. Ha già vinto lo Strega Giovani ma potrebbe fare il bis. Mi limitavo ad amare te di Rosella Postorino racconta invece la fuga di alcuni bambini dalle bombe di Sarajevo nei primi anni Novanta, il loro arrivo in Italia, la voglia di integrarsi e la nostalgia di casa. Il toto Strega a poche ore dalla finale prevede un duello testa a testa all’ultimo voto.
Gli altri libri finalisti
In finale, oltre alle due favorite per il podio, ci sono: Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata (Einaudi, terzo posto in cinquina), autofiction in cui l’autrice, in passato abbandonata e adottata, indaga sui propri genitori naturali; Andrea Canobbio, La traversata notturna (La nave di Teseo, quarto in semifinale), in cui lo scrittore-editor affronta la depressione del padre sullo sfondo della città di Torino. E infine Romana Petri, Rubare la notte (Mondadori), che insegue in forma di romanzo la vita avventurosa e affascinante di Antoine de Saint-Exupéry.
La serata al Museo Etrusco di Villa Giulia
Intanto si continua a votare in queste ultime ore prima della finale di giovedì 6 luglio al Museo Etrusco di Villa Giulia, che inizierà come di consueto tardissimo, alle 23 per chi la vorrà seguire in tv su Rai 3 condotta anche nuovamente da Geppi Cucciari.
I voti in tutto sono 660 e comprendono 400 Amici della Domenica, la giuria storica, 200 lettori stranieri scelti dagli Istituti italiani di cultura all’estero, 30 lettori forti delle librerie indipendenti e alcuni voti collettivi. Il voto collettivo della società Dante Alighieri è andato a Rosella Postorino. “Mentre Ada d’Adamo ha conquistato il voto collettivo dello Strega Off, che si è tenuto come di consueto nei giardini del Monk a Roma. A votarla 391 persone e 18 riviste”.
Qualche curiosità
La scacchiera dello Strega non prevede errori. La differenza la fanno le alleanze, le promesse a buon rendere. A volte si dà per avere in cambio in futuro. Feltrinelli non vince dal 2005, l’anno di Maurizio Maggiani con Il viaggiatore notturno. Molti lettori continuano a chiedere se è possibile assegnare un premio postumo. Lo diciamo ancora una volta: certo, è già successo: nel 1959 con Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nel 1986 con Rinascimento privato di Maria Bellonci, la scrittrice che ha inventato la polveriera dello Strega, e nel 1995 con Mariateresa Di Lascia e il suo Passaggio in ombra.