E’ morto Martin Walser, lo scrittore tedesco delle polemiche
a cura della redazione CulturaLo scrittore Martin Walser
E’ morto Martin Walser, lo scrittore tedesco che con Morte di un critico aveva provocato grande scandalo nella storia della letteratura tedesca. Sempre al centro di polemiche che facevano discutere, è stato uno dei protagonisti della scena letteraria del secondo dopoguerra in Germania insieme a Günter Grass e Heinrich Böll. È morto all’età di 96 anni a Überlingen sul Lago di Costanza, nel Baden-Württemberg. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal Frankfurter Allgemeine. Era nato sempre sul lago di Costanza, nel marzo del 1927, e con i suoi modi spigolosi e provocatori era spesso intervenuto nel dibattito pubblico.
Dal 1944 al 1945 Walser ha preso parte alla Seconda guerra mondiale, entrando nella Wehrmacht finendo poi in un campo di prigionia americano. Ha studiato germanistica, teologia, filosofia, storia, psicologia conseguendo il dottorato nel 1951 con un lavoro su Franz Kafka, autore che ha ispirato il suo esordio, una raccolta di racconti che ruotano sul motivo insistente dell'alienazione del singolo, con precisi accenti di critica sociale.
Passò quindi al romanzo, affermandosi grazie a Dopo l'intervallo (Feltrinelli, 1964) e L'unicorno (Feltrinelli, 1969) che rappresentano spaccati di vita della vita Germania del miracolo economico. La notorietà l’ha però raggiunta con Morte di un critico (2002, tradotto in italiano da Sugarco): opera controversa per la quale la critica lo aveva accusato di voler regolare i conti con Marcel Reich-Ranicki, considerato il padre della critica letteraria tedesca nel secondo Novecento. Il libro di Walser ha rappresentato il più grande scandalo letterario nella storia della Repubblica tedesca.
Il periodo in cui Walser ha fatto più parlare di sé è stato quello trascorso fra l’intervento del 1998 contro l’uso della Shoah come «clava morale» fatta pesare in eterno sulla Germania e la messa alla berlina di Reich-Ranicki (tra l’altro un ebreo sfuggito alla Shoah), scelte che gli avevano attirato sospetti di antisemitismo.
Anche per questo nel 2014 aveva voluto mettere le cose in chiaro e aveva definito l’Olocausto un crimine inespiabile. Uno dei tratti che ha caratterizzato della produzione letteraria più recente di Walser è stata invece l’attenzione per la dimensione spirituale e il pensiero teologico.
Tra i suoi libri in Italia Sugarco ha pubblicato, oltre a Morte di un critico, anche Un uomo che ama, La cavalcata del sangue, Una zampillante fontana, I viaggi di Messmer e L'istante dell'amore.