Cultura

Festival ArgoNautilus, la Sardegna diventa il “luogo della poesia”

Festival ArgoNautilus, la Sardegna diventa il “luogo della poesia”
Paolo Nori, Maria Grazia Calandrone, Alessandro Agostinelli, Eleonora Carta e Lorenzo Allegrini tra gli autori coinvolti
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La letteratura si dimostra ancora una volta la massima espressione della libertà individuale e collettiva. E la mappa, simbolo di ricerca e tentativo di orientamento, non può che essere la miglior suggestione per una manifestazione che intende radicare l’interesse per la cultura letteraria nel territorio.

È stato Paolo Nori a inaugurare il Festival estivo ArgoNautilus di Iglesias, all’Antica Tonnara Su Pranu di Portoscuso, in Sardegna, divagando intorno al suo ultimo romanzo, Vi avverto che vivo per l’ultima volta (Mondadori). Poi la voce di Eugenio Annichiarico nella grotta di San Giovanni, a Domusnovas, ha introdotto Falso ricordo (Rossini Editore), conteso tra la dimensione del sogno e la realtà. E, a seguire, quelle di Ciro Auriemma, Antonio Boggio ed Eleonora Carta che, sempre a Portoscuso, hanno presentato l’antologia fresca di stampa Giallo sardo 2. Un’altra estate (Piemme), raccontando radici e cambiamenti del fenomeno criminoso sull’isola.
Martedì 8 agosto, alle 21:30, il villaggio Normann di Gonnesa diventerà “Il Luogo della Poesia”, con la tanto attesa partecipazione di Maria Grazia Calandrone, finalista al Premio Strega e voce autorevole sia della prosa che della poesia italiana, unita a quella dei più sperimentali Alessandro Agostinelli e Lorenzo Allegrini, autori fedeli alla tradizione poetica nonché efficaci performer. I tre autori accenderanno un dialogo vivace sulla scrittura in versi e sul suo ruolo all’interno delle letterature contemporanee.

Paolo Nori 

Paolo Nori 

 

Sabato 12, a S’Ortu Mannu di Villamassargia, avrà luogo, alle 19, una passeggiata con workshop fotografico in compagnia di Marco Colombo e, alle 21, a Casa Casula, si terrà un incontro “Citizen Science – La scienza partecipata e fatta con i cittadini”, a cura dello stesso Colombo che metterà in rilievo l’importanza della divulgazione scientifica su larga scala. 

«Abbiamo ritrovato l’entusiasmo e l’energia degli anni precedenti, ma con una marcia in più – afferma il direttore artistico Maurizio Cristella – la necessità di puntare più che mai sul territorio, sugli enti locali e sui partenariati con enti e realtà distanti, ma con intenti culturali convergenti».

Il 10 settembre, a Iglesias, il gran finale della kermesse si rivolgerà al romanzo d’inchiesta. Se Lucio Luca, alle 19, in piazza Picchi, rivelerà il contesto di avversità e lo stato di abbandono in cui versa il giornalismo italiano con il volume Quattro centesimi a riga. Morire di giornalismo (Zolfo Editore), alle 21, al Castello Salvaterra, in compagnia di Piergiorgio Pulixi e della sua nuova Stella di mare (Rizzoli) la platea affonderà nell’anima nera della giudiziaria più inverosimile.

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