La XII edizione del Premio Letterario Caccuri, l’importante concorso di saggistica in Italia, si è conclusa con la vittoria di Paradiso e Naufragio di Massimo Cacciari (Einaudi). Al secondo posto, pari merito, gli altri tre titoli finalisti: Age Pride. Per liberarci dai pregiudizi sull’età di Lidia Ravera (Einaudi), Testa alta, e avanti di Gaia Tortora (Mondadori) e Scontenti. Perché non ci piace il mondo in cui viviamo di Marcello Veneziani (Marsilio).
La riflessione filosofica e l’adozione della tecnica ermeneutica sono alla base del saggio di Massimo Cacciari. Ci sono opere che compiono il «miracolo» della trasformazione del pathos in conoscenza, e della conoscenza più esatta e anche spietata della realtà che rappresentano in autentica saggezza intorno alle insuperabili contraddizioni e aporie della nostra esistenza, saggezza che trascende ogni limite di tempo e cultura.
“Ho un amore totale e incondizionato per Musil – commenta così Massimo Cacciari - L’uomo senza qualità è un grande romanzo, nella prima parte spiega le ragioni del naufragio della politica europea alla vigilia della prima guerra mondiale e nella seconda cambia registro, diventa mistico, religioso. Le due parti si combinano, da un lato c’è il naufragio, dall’altro un’impossibile via di salvezza. Ci sono stati uomini di cultura che hanno capito la catastrofe, c’era gente di spirito profetico che aveva intuito l’avvicinarsi della prima guerra mondiale. Attualmente ci sono intellettuali, politici che cercano di suscitare qualche dubbio, c’è chi resiste alla demagogia. Oggi i cattivi sono i demagoghi, siamo nella stagione dei demagoghi da strapazzo, non conducono nessuno, conducono all’astensione”.
Il vincitore del Premio Letterario Caccuri e i finalisti hanno ricevuto la torre d’argento, vero e proprio simbolo della manifestazione, forgiata dal Maestro Orafo Michele Affidato. I quattro saggi – selezionati dal Comitato scientifico presieduto da Giordano Bruno Guerri – sono stati votati da una giuria popolare e da una nazionale, composte in totale da 110 giurati (30 i nazionali, 80 gli accademici).
Assegnati, inoltre, riconoscimenti speciali per la narrativa, il giornalismo, la musica, l’economia e, più in generale, l’intrattenimento. Domenico Dara, lo scrittore originario di Girifalco e importante voce della letteratura nazionale con il suo “Malinverno” (Feltrinelli) ha ricevuto il Premio Narrativa. Vinicio Marchioni, fra gli attori italiani più apprezzati da registi e critica, si è aggiudicato il Premio Letteratura e Cinema. A Stefania Battistini, inviata del TG1 sul fronte ucraino, il Premio Giornalismo e Letteratura per il libro “La guerra ingiusta” (Piemme). Nel corso della serata, condotta da Alberto Matano e Roberta Morise, è stato assegnato anche il Premio Letteratura e Musica a Diodato, ospite speciale, che ha concluso la manifestazione proponendo i suoi più grandi successi.