Roberto Vannacci, il libro del generale primo su Amazon
di Bruno RuffilliIl libro del generale Roberto Vannacci è in cima alla classifica dei più letti su Amazon, davanti ad Accabadora di Michela Murgia. Uscito il 10 agosto nel programma Kindle Direct Publishing, Il mondo al contrario non ha una casa editrice in senso tradizionale, ma è stato autopubblicato: Amazon lo ha stampato e distribuito in cambio di una percentuale sulle vendite.
Secondo i dati Aie (Associazione Italiana Editori), nel 2021 in Italia sono stati pubblicati 16.065 titoli in self publishing, considerando la piattaforma di Amazon, che è la più popolare, ma anche le altre, come YoucanPrint, StreetLib, Il mio libro, Lampi di Stampa. Per contro, il mercato dell’editoria tradizionale è arrivato nello stesso periodo a 81.892. Ma la vera differenza è nella crescita dei due settori: +55,7% per gli autori fai da te rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento del 17,6% delle case editrici tradizionali.
Il libro di Vannacci presenta qualche particolarità: intanto non è di…
Il libro del generale Roberto Vannacci è in cima alla classifica dei più letti su Amazon, davanti ad Accabadora di Michela Murgia. Uscito il 10 agosto nel programma Kindle Direct Publishing, Il mondo al contrario non ha una casa editrice in senso tradizionale, ma è stato autopubblicato: Amazon lo ha stampato e distribuito in cambio di una percentuale sulle vendite.
Secondo i dati Aie (Associazione Italiana Editori), nel 2021 in Italia sono stati pubblicati 16.065 titoli in self publishing, considerando la piattaforma di Amazon, che è la più popolare, ma anche le altre, come YoucanPrint, StreetLib, Il mio libro, Lampi di Stampa. Per contro, il mercato dell’editoria tradizionale è arrivato nello stesso periodo a 81.892. Ma la vera differenza è nella crescita dei due settori: +55,7% per gli autori fai da te rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento del 17,6% delle case editrici tradizionali.
Il libro di Vannacci presenta qualche particolarità: intanto non è disponibile se non in forma fisica, ossia su carta, con copertina flessibile, 373 pagine. Non gode di alcuna pubblicità, non ha una visibilità particolare, come invece capita con altri titoli che fanno parte di Kindle Unlimited, il programma di Amazon che consente di leggere gratis quanti libri si vogliono in cambio di un abbonamento fisso mensile. Non si trova in libreria, a meno che qualche libraio intraprendente non ne abbia acquistato diverse copie per venderle nel suo negozio oppure online, a prezzo maggiorato (basta cercare su eBay).
Il mondo al contrario supererebbe Murgia perfino se considerassimo le copie in formato digitale. Vannacci ci guadagna, ma non il consueto 70% riservato agli autori di Kindle Direct Publishing per gli ebook: tolte le spese di stampa, la percentuale infatti si abbassa parecchio. Nello specifico, immaginando che l’autore abbia scelto la distribuzione estesa, ossia la possibilità di vendere anche a librerie e biblioteche, e considerato il prezzo di copertina di 19,76 euro, l’incasso lordo dovrebbe essere intorno ai 6,58 euro a copia.
Ci guadagna anche Amazon, che pure ha delle regole molto stringenti sugli oggetti che vende online e una sezione dedicata ai libri, dove si legge tra l’altro: “Non vendiamo determinati contenuti come quelli che incitano all’odio, promuovono l'abuso o lo sfruttamento sessuale dei bambini, contengono pornografia, inneggiano allo stupro o alla pedofilia, promuovono il terrorismo o altro materiale da noi ritenuto inappropriato od offensivo”.
Da qui si deduce se non altro che il libro di Vannacci non è ritenuto “inappropriato” né un incitamento all’odio. “Per quanto esecrabile, l’odio è un sentimento, un’emozione che non può essere repressa in un’aula di tribunale. Se questa è l’era dei diritti allora, come lo fece Oriana Fallaci, rivendico a gran voce anche il diritto all’odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute”, scrive l’autore.
Se non proprio con finezza di ragionamento, il volume di Vannacci è scritto con grande attenzione per le regole di Kindle Direct Publishing, e all’inizio l’autore “si dissocia, sin d’ora, da qualsiasi tipo di atti illeciti” possano derivare da interpretazioni del testo. Se ad esempio sostenesse tesi esplicitamente no-vax o negasse l’Olocausto: allora, secondo le regole di Amazon, sarebbe possibile ritirarlo dal commercio, ma così no.
“Investiamo molto tempo e risorse per assicurare il rispetto delle nostre linee guida sui contenuti attraverso una combinazione di strumenti come l’apprendimento automatico, l’automazione e team di persone dedicate alla revisione”, spiega Amazon. Abbiamo provato a chiedere ulteriori chiarimenti al team di revisione italiano ma siamo stati rinviati alla già citata pagina con le linee guida per la pubblicazione, dove si legge: “Rimuoveremo i contenuti che non rispettano le presenti linee guida e indagheremo tempestivamente qualora ci venga segnalata una potenziale non conformità”. Evidentemente nessuno lo ha ancora fatto.
Nelle oltre 200 recensioni al libro c’è chi lo definisce “raffinato e ricco di contenuti”, chi sottolinea che “l’autore non emette giudizi etici, etnici o morali sugli argomenti”, ma pure chi analizza con un certo acume quello che definisce “un modesto saggio”, “un compendio di idee tutte non originali e già note a chi segue la politica e l'attualità, viste con l'occhio di una persona sicuramente di idee conservatrici e generalmente di destra”. “Lo stile e l'italiano di Vannacci è - per usare un eufemismo - perfettibile”, scrive Fabio. “Sintassi a volte zoppicanti, tono diseguale, metafore imbarazzanti. Se non fosse stato un libro autopubblicato, l'editore avrebbe fatto intervenire un professionista e il testo sarebbe stato sicuramente riscritto e probabilmente accorciato - guadagnando in agilità e presa sul lettore”.
Le recensioni de Il mondo al contrario sono generalmente più che positive, con un voto medio di 4,8 su 5. E quelle negative spesso non hanno il bollino “acquisto verificato”, dunque verosimilmente sono state scritte da persone che non l’hanno letto. Da segnalare però almeno l’osservazione di Cesare: “Il fatto che questo prodotto (fatico a chiamarlo libro) possa essere acquistato con il bonus cultura, mi fa male. Tanto male…”.