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Il pil culturale cresce grazie alle donne e ai giovani: più 2% nel 2022

Il nuovo rapporto di Unioncamere sulle imprese italiane: videogiochi e digitale guidano l’intera filiera
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Il nostro sistema produttivo culturale e creativo dimostra il potenziale per facilitare la ripresa e la crescita di altri settori dell’economia e della società italiane, anche grazie al supporto delle politiche pubbliche nazionali e europee: questo emerge dal rapporto Unioncamere.

Le analisi

Dai risultati di “Io sono cultura 2023” – il report annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere – emerge infatti una crescita del business culturale italiano di quasi il 2% rispetto al 2021. Il settore vale 95,5 miliardi di euro e offre lavoro a quasi un milione e mezzo di persone.

La scalata di giovani e donne

Sul totale delle imprese culturali esistenti in Italia (oltre 275mila), una su quattro è una impresa femminile, una su dieci è guidata da giovani con meno di 35 anni di età. "Forse per l'alto livello di scolarizzazione o per l'utilizzo di piattaforme digitali (da quelle musicali a quelle televisive e dell'editoria) l'industria della cultura mostra di essere attrattiva per i giova…

Il nostro sistema produttivo culturale e creativo dimostra il potenziale per facilitare la ripresa e la crescita di altri settori dell’economia e della società italiane, anche grazie al supporto delle politiche pubbliche nazionali e europee: questo emerge dal rapporto Unioncamere.

Le analisi

Dai risultati di “Io sono cultura 2023” – il report annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere – emerge infatti una crescita del business culturale italiano di quasi il 2% rispetto al 2021. Il settore vale 95,5 miliardi di euro e offre lavoro a quasi un milione e mezzo di persone.

La scalata di giovani e donne

Sul totale delle imprese culturali esistenti in Italia (oltre 275mila), una su quattro è una impresa femminile, una su dieci è guidata da giovani con meno di 35 anni di età. "Forse per l'alto livello di scolarizzazione o per l'utilizzo di piattaforme digitali (da quelle musicali a quelle televisive e dell'editoria) l'industria della cultura mostra di essere attrattiva per i giovani e per le donne d'impresa e dà spazio a giovani occupati di 25-44 anni in modo più accentuato rispetto al resto dell'economia", sottolinea il presidente di Unioncamere Andrea Prete. "Facciamo in modo che questo universo, che ha una ricaduta importante sull'economia del Paese, continui a crescere e a rafforzarsi".

Le aree geografiche

All’interno della “core cultura” (comprendente le attività produttive che generano ricchezza e occupazione, direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi), vi sono come sempre specificità di settori e zone geografiche. Emerge innanzitutto una chiara differenziazione tra il Nord Italia e il Mezzogiorno. La grande area metropolitana di Milano è prima nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte; Roma rimane al secondo posto, mentre terza classificata è Arezzo.

Prevedibilmente, la presenza di grandi agglomerati urbani come Milano e Roma, con le loro numerose attività legate al patrimonio storico e artistico, agli spettacoli culturali e al turismo, richiama situazioni di maggior fermento. Analogamente accade a regioni come Veneto, Campania, Emilia-Romagna e Piemonte, che "sfruttano" il richiamo della cultura e dell'arte esercitato da città come Venezia, Napoli, Bologna e Torino.

I settori

All’interno della filiera del 2022 si notano delle riorganizzazioni; i videogiochi e i software continuano la scalata produttiva, contribuendo maggiormente alla ricchezza del sistema e ribadendo le potenzialità del mercato digitale in pieno sviluppo anche nel nostro paese. Anche le performing arts e le arti visive, che registrano un incremento rispetto all’anno precedente. 

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