«Per la polizia, un assassino è sempre e solo un colpevole. Al criminologo, invece, interessa anche quanto è stato vittima a sua volta. La violenza è sempre frutto di altra violenza». Si presenta con questa affermazione Julia nella sua prima avventura, datata 1998. Storia di una criminologa è il sottotitolo della serie a fumetti che da domani esce con Mind e Repubblica.
Julia Kendall vive a Garden City, città immaginaria del New Jersey, dunque non lontana da New York. Qui si trova molto spesso ad affrontare il pericolo per capire il mistero della vita, il mistero del bene e del male. Suo creatore è Giancarlo Berardi, particolarmente impegnato in questi giorni: non solo Julia festeggia l’avventura numero 300 ma dal 9 settembre sarà protagonista di una mostra voluta da Tiferno Comics a Città di Castello, dove verrà celebrata non solo la sua attività di scrittore per i fumetti, ma anche di musicista e teatrante.
Berardi, si dice che il progetto di Julia sia nato dopo la bocciatura di altri progetti da parte di Sergio Bonelli. È vero?
«Sì. L’editore non era contento delle 13mila copie vendute da Ken Parker, il mio personaggio precedente, e a me non piaceva quando mi raccontava dei milioni di lire che perdeva. Così gli proposi una serie di fantascienza e una di spionaggio, che evidentemente non erano nelle sue corde».
E cosa è accaduto quando gli hai raccontato Julia?
«Mi ha ascoltato per un’ora attentamente nel suo studio e poi, com’era tipico dei suoi modi particolari, mi ha detto: non ci ho capito niente, però mi fido di te».
Quindi ti sei messo a scrivere?
«No, ho ricominciato a studiare, ho frequentato all’Università un corso di criminologia, ho letto duecento libri sull’argomento. Solo dopo ho cominciato a scrivere le storie».
Un tempo di pre-produzione molto lungo.
«Prima dell’uscita, tre o quattro anni. Necessario anche per preparare i modelli grafici e fornire coerentemente il mondo della serie a tutti gli artisti coinvolti».
E questo già fa capire quanto il progetto fosse degli anni Novanta: i personaggi dei decenni precedenti erano spesso del tutto improvvisati.
«Pensa che c’è voluto tantissimo tempo per progettare la casa di Julia: un lungo lavoro da architetto e da arredatore».
Però c’è invece un elemento tradizionale in Julia. I vari personaggi hanno tutti i tratti di celebri attori del cinema statunitense.
«Sì. Julia è ispirata a Audrey Hepburn, Emily la sua governante a Whoopi Goldberg e così molti altri».
E c’è anche Ettore Cambiaso, commissario di polizia italiano e fiamma di Julia, che ha le fattezze di Michele Riondino. Perché questa scelta tanto tradizionale?
«Perché c’è un immaginario comune che fa riferimento al cinema e quindi per l’empatia immediata che scatta nel lettore. Fammi aggiungere che Audrey Hepburn è stata una delle attrici che mi ha fatto amare il cinema. Credo di averla vista fin da piccolissimo, a tre o quattro anni, e quel sorriso accattivante, quegli occhi da cerbiatta, quell’aria di aristocratica naturale mi hanno sempre affascinato. Credo che abbia rappresentato per me la sorellina che avrei voluto avere».
Se Ken Parker era stato un fumetto molto sperimentale pieno di libertà, Julia è invece un fumetto con molte regole.
«Le storie di Ken Parker erano estremamente sintetiche, anche nei dialoghi, ma se pensi a un uomo a cavallo nelle immense praterie c’è già odore di poesia. In Julia l’ambiente è quello metropolitano, c’è la folla, si parla molto. E poi Ken era testimone delle sue storie, mentre Julia è una vera protagonista».
In Ken Parker hai reso palese il tuo passato di Sessantottino. In Julia, secondo te, come viene fuori?
«Julia ha sempre una fortissima attenzione verso i meno fortunati, verso gli ultimi. E più che giudicare, lei cerca di capire».
Nel volume in uscita domani Julia incontra la serial killer Myrna, personaggio ricorrente. Chi è Myrna?
«Un personaggio complesso. Per raccontarla sono andato a scavare nella parte più profonda di me. Lì dove si incontrano rimozioni e paure. In quella zona nascosta c’era anche una parte di lei».
Da domani in edicola con il quotidiano e Mind. Venti uscite
Il primo volume della collana settimanale, in uscita domani
con Repubblica e Mind, segue l’uscita del 28 luglio del volume di Julia edizione speciale. È un volume di ben 264 pagine, con 2 storie, a soli 6,90 euro oltre al prezzo del quotidiano. Il piano dell’opera prevede venti uscite