Licia Troisi. Perché non temere le odissee nello spazio
di Ilaria ZaffinoA che ora è la fine del mondo? Passando in rassegna tutti gli scenari catastrofici che l’ultimo libro di Licia Troisi, Astrofisica per ansiosi (sottotitolo: Tutti i modi in cui l’universo potrebbe ucciderci), contiene potremmo – forse – rispondere alla domanda. L’autrice, nota per essere la scrittrice di fantasy italiana più venduta nel mondo grazie al successo che riscuotono le sue saghe dalle Cronache del mondo emerso ai Regni di Nashira o La ragazza drago, qui torna al suo primo amore, cimentandosi in un campo che conosce bene, essendo lei un’astrofisica laureata tra l’altro con una tesi sulle galassie nane. E lo fa, in veste di divulgatrice, dandoci quante più informazioni scientifiche possibili con l’intento non di spaventarci, semmai lo scopo è di esorcizzare le nostre più scure paure, come ci dice sin dall’inizio, perché la conoscenza diminuisce la paura.
Metropolis Extra /372 - Licia Troisi, l'astrofisica fantasy: "Ansiosi? Sentite come l'universo potrebbe uc…
A che ora è la fine del mondo? Passando in rassegna tutti gli scenari catastrofici che l’ultimo libro di Licia Troisi, Astrofisica per ansiosi (sottotitolo: Tutti i modi in cui l’universo potrebbe ucciderci), contiene potremmo – forse – rispondere alla domanda. L’autrice, nota per essere la scrittrice di fantasy italiana più venduta nel mondo grazie al successo che riscuotono le sue saghe dalle Cronache del mondo emerso ai Regni di Nashira o La ragazza drago, qui torna al suo primo amore, cimentandosi in un campo che conosce bene, essendo lei un’astrofisica laureata tra l’altro con una tesi sulle galassie nane. E lo fa, in veste di divulgatrice, dandoci quante più informazioni scientifiche possibili con l’intento non di spaventarci, semmai lo scopo è di esorcizzare le nostre più scure paure, come ci dice sin dall’inizio, perché la conoscenza diminuisce la paura.
Metropolis Extra /372 - Licia Troisi, l'astrofisica fantasy: "Ansiosi? Sentite come l'universo potrebbe ucciderci, vi passerà"
Così tra supernovae, asteroidi, scontri tra galassie, esplosioni di stelle, buchi neri e altre catastrofi cosmiche che si diverte da una parte a immaginare, vuole dall’altra metterci in guardia: ciascuno di questi modi in cui l’universo potrebbe farci fuori ha però una bassa probabilità di realizzarsi. Alcune sono speculazioni teoriche, altre invece pur essendo certezze della scienza sono così lontane nel tempo da non dovercene preoccupare, almeno per ora. Passando dall’asteroide assassino, che già 66 milioni di anni fa ha sterminato i dinosauri, «una sciagura planetaria che non rappresenta un unicum nella storia del nostro pianeta, anzi sicuramente si ripeterà in futuro», alla luna che si sta allontanando o ad Andromeda pronta a venirci addosso, con un linguaggio semplice ci squaderna i concetti complessi dell’astrofisica, per renderli accessibili, mettendo insieme l’abilità di narratrice con quella di divulgatrice. E senza dimenticare il debito con Isaac Asimov e con quel suo Catastrofi a scelta, in cui si imbatté da bambina e forse tanta parte ha avuto nel suo percorso di vita, Troisi ci parla di materia e antimateria, antistelle e antigalassie (anche se è altamente improbabile che ve siano, non c’è nessuna legge fisica che ne impedisca l’esistenza). Di buchi neri che da sempre stimolano la fantasia degli scrittori e allora ci spiega cosa sono e perché possono essere pericolosi, saltando dal principio di indeterminazione di Heisenberg alla radiazione di Hawking.
Un capitolo è dedicato agli alieni, la più classica delle minacce provenienti dallo spazio. Del resto la possibilità di non essere soli nell’universo ci ha sempre accarezzato, sin dai tempi più antichi se pensiamo che Luciano di Samosata già nel II secolo d.C. nel suo Storia vera, sebbene in toni satirici, si immaginava gli abitanti della Luna. In un altro ci racconta quando – era il 2008 – la fisica delle particelle salì alla ribalta della cronaca con l’inaugurazione dell’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, il Large Hadron Collider, o LHC, enorme anello di 27 chilometri di diametro in cui le particelle vengono fatte correre a velocità sempre più elevate, accelerandole grazie a giganteschi magneti. In quell’occasione per esempio non mancarono timori che l’inizio degli esperimenti avrebbe potuto causare la distruzione della Terra. Preoccupazioni esagerate ci assicura l’autrice, dato che l’LHC è in funzione dal 2008 e stiamo ancora qui a parlarne.
Nell’ultima tappa di questo viaggio lo scenario più terrificante: e se fosse l’universo stesso ad autodistruggersi? Non ci resterebbe posto dove andarci a rifugiare. Il presupposto fondatissimo dal quale l’autrice parte è che nulla dura per sempre, quindi anche l’universo a un certo punto incontrerà il suo destino. Per esempio diventando sempre più piccolo e ripercorrendo a ritroso le fasi attraversate fin qui dal Big Bang: tutto finirebbe in un punto, pronto a esplodere di nuovo. È il Big Crunch, ci rende edotti Troisi. Ma l’universo ha 14 miliardi di anni e si sta ancora espandendo, ammette subito dopo.
In realtà – è la conclusione che l’autrice ci consegna – è paradossale scoprire che tra tutte le insidie dell’universo, tra tutte le trappole che potrebbe tenderci, la più pericolosa siamo proprio noi stessi. Unici responsabili di quel cambiamento climatico che proiettandoci appena un poco più in là, nel XXII secolo, molto più dell’universo potrà essere causa della nostra rovina.
Il libro – Astrofisica per ansiosi di Licia Troisi (Rizzoli, pagg. 224, euro 18)