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Il nuovo Robinson. Cambiamo per rimanere noi stessi

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Non più il sabato ma la domenica, una grafica innovativa e un occhio di riguardo verso le nuove generazioni. E la speranza di essere come il protagonista di Defoe, che aveva il dovere di migliorare il mondo
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Il numero del nuovo Robinson è appena chiuso in tipografia. Venerdì mattina arriveranno le prime copie staffetta in redazione e cominceranno come sempre spietate autocritiche, struggenti rimpianti e ottime idee forgiate con il senno del poi. Sarà tutto inutile, ormai è fatta, il buono e il meno buono, e in ogni caso il giudizio finale, l’unico che conta, sarà quello dei lettori. Domenica. Non più sabato, Robinson uscirà con Repubblica di domenica (a 2,50 euro) e resterà in edicola tutta la settimana. Lo abbiamo cambiato, lo abbiamo ridisegnato, speriamo migliorato, e ancora lo cambieremo settimana dopo settimana perché sotto l’asettico termine restyling si muove un organismo vivo al quale la nuova veste dovrà adattarsi. Il segreto dell’eleganza, secondo un detto sufi, non è nell’abito elegante ma nel rendere eleganti i modi di chi veste l’abito.

Perché dopo cinque anni abbiamo deciso di cambiare? Perché un giornale, soprattutto un supplemento culturale, non solo non è impermeabile ai tempi che cambiano ma contribuisce a cambiarli, come fa Repubblica dal primo giorno in cui uscì in edicola il 14 gennaio del 1976. Nell’archivio del nostro giornale, tra le infinite carte che saranno, una volta organizzate, una fonte inestimabile per gli storici del Ventesimo secolo, c’è un appunto di Eugenio Scalfari datato 1985. È una comunicazione ufficiale ai vertici del giornale e al capo della cultura. Si intitola “Appunti per un supplemento di mercato-cultura”. Scalfari parla di “uno spazio vuoto” che un giornale come il nostro deve colmare poiché non bastano e non possono bastare le sezioni cultura e spettacoli del quotidiano ed elenca le caratteristiche che dovrà avere questo supplemento. E individua i contorni di quello “spazio vuoto” che in questi quasi cinquant’anni ha sicuramente cambiato forma ma non sostanza. Da allora fino a oggi ogni supplemento culturale di Repubblica ha più o meno consapevolmente seguito la matrice consegnata a quel documento, e Robinson (che Scalfari amava molto) è l’ultimo in ordine di tempo.

Sembra retorica scomodare il fondatore, ma c’è un altro motivo per richiamarsi alla sua lezione. A Robinson è oggi affidato un compito storico di grande responsabilità: sostituire in edicola la domenica l’Espresso – la prima creatura pensata da Scalfari e da cui sarebbe nata Repubblica – che non uscirà più allegato al nostro giornale ma sarà autonomo (in bocca al lupo ai colleghi, di cuore). Che un settimanale di politica e attualità, come recitava quella gloriosa testata, sia sostituito da Robinson dimostra una legge non scritta, esoterica e spregiudicata: per quanto sembri il contrario, la politica e l’economia saranno sempre ancillae culturae, perché avranno sempre bisogno di una visione del mondo. Nel migliore dei casi questa visione è una guida magnanima, riformista e democratica. Nel peggiore è violentata e ridotta a propaganda o, come si sente dire spesso di questi tempi, egemonia. Non sarà mai quest’ultimo il caso di Robinson.

C’era bisogno di cambiare perché in questi anni Robinson è cresciuto tanto da non poter più essere ridotto a un solo contenitore. La rivista che trovate in edicola o nello sfogliatore digitale con l’abbonamento a Repubblica è il codice sorgente da cui si irradiano gli appuntamenti con i nostri lettori nelle Arene Robinson dei maggiori eventi culturali ed editoriali italiani e, ultima arrivata e unicum nel panorama dei giornali non solo italiani, l’avventura con il mondo Booktoker. Se abbiamo cambiato Robinson lo abbiamo fatto anche per loro. Abbiamo cominciato un anno fa con una semplice intuizione giornalistica: esistono migliaia, milioni di ragazzi innamorati della lettura che si scambiano idee, recensioni e consigli su TikTok; chi sono? Li abbiamo raccontati, raccontandoli abbiamo scoperto che potevamo incontrarci, incontrandoci abbiamo dato vita a una comunità di lettori giovanissimi che ci aiutano a cambiare la nostra percezione della lettura e soprattutto ci insegnano a parlare di cultura anche con altri linguaggi.

Con loro facciamo eventi live sul nostro profilo TikTok, raccogliamo le discussioni nel circolo di lettura su Telegram, chiediamo ai booktoker di intervistare i loro scrittori preferiti, invitiamo i loro follower a recensire titoli che solo per pigrizia chiamiamo young adult o peggio, come se ci fossero davvero distinzioni di età tra chi pensa che uno dei modi migliori per impiegare il tempo sia leggere. Scopriamo che Robinson è diventato più loro che nostro e per questo abbiamo tentato l’ennesimo esperimento che coincide proprio con il lancio del nuovo numero. Daremo con il giornale in edicola domenica il primo libro scelto da un comitato editoriale composto in gran parte dai booktoker. È il primo libro da collezione con il marchio Robinson ma soprattutto il primo scelto da una giuria giovane, appassionata e democratica. È La canzone di Achille di Madeline Miller – la storia d’amore bestseller tra l’eroe omerico e Patroclo – e l’autrice per l’occasione ha regalato una dedica speciale ai lettori italiani. Un oggetto delle dimensioni di un diario scolastico in cui ogni dettaglio di impaginazione e copertina è stato deciso insieme ai nostri booktoker.

Per contenere tutto questo, per fare convivere la tradizione e l’innovazione, per fare sentire a casa i nostri lettori storici e quelli nuovi, per offrire il meglio che possiamo: per questo abbiamo cambiato Robinson. A qualcuno piacerà, qualcuno si arrabbierà, ma dopotutto ci si arrabbia solo con chi si ama. Se ci seguirete scoprirete che molte cose invece non sono cambiate: la fede laica nella cultura come unico mezzo di libertà e liberazione, la condivisione democratica e non elitaria della conoscenza, la bellezza come ideale innato e dovuto a ogni essere umano, il diritto inalienabile a migliorare se stessi e così facendo il dovere di migliorare il mondo. Questo era il Robinson di Defoe, questo vogliamo essere noi.

La novità editoriale – È in edicola dal 17 settembre, insieme con Repubblica, il primo libro di Robinson: una nuova edizione de La canzone di Achille (a 10,90 euro

più il prezzo del quotidiano). Una copertina rinnovata per il bestseller di Madeline Miller, simbolo della rivoluzione BookTok, la dedica dell’autrice scritta per noi e la postfazione di una booktoker.

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