Artissima riapre i battenti tra mercato e innovazione
di Marina PaglieriLuigi Fassi
Torino
Centottanta gallerie da quattro continenti, sezioni curate e premi, convegni e talk, migliaia di collezionisti invitati e iniziative sparse in tutta la città, tra mostre e simposi, breakfast tra le opere e notti in galleria. Compie trent’anni Artissima, l’unica fiera italiana dedicata solo al contemporaneo che inaugura domani all’Oval del Lingotto, diretta per la seconda volta da Luigi Fassi. «Quando ricorrono gli anniversari, si tende a ripercorrere il passato, in una sorta di amarcord. Noi vogliamo guardare avanti, per capire che cosa si vuole continuare a essere e salvaguardare il nostro dna» dice Fassi.
Un dna che sta tra mercato e cultura: «Artissima da evento si è trasformata ormai in un’istituzione, incardinata nella Fondazione Torino Musei. Ma è anche un’impresa, che ha consentito al sistema dell’arte torinese e italiano di crescere, anche sul piano internazionale. La fiera è una presenza viva sul mercato, se così tanti imprenditori dell’arte scelgono la città per por…
Torino
Centottanta gallerie da quattro continenti, sezioni curate e premi, convegni e talk, migliaia di collezionisti invitati e iniziative sparse in tutta la città, tra mostre e simposi, breakfast tra le opere e notti in galleria. Compie trent’anni Artissima, l’unica fiera italiana dedicata solo al contemporaneo che inaugura domani all’Oval del Lingotto, diretta per la seconda volta da Luigi Fassi. «Quando ricorrono gli anniversari, si tende a ripercorrere il passato, in una sorta di amarcord. Noi vogliamo guardare avanti, per capire che cosa si vuole continuare a essere e salvaguardare il nostro dna» dice Fassi.
Un dna che sta tra mercato e cultura: «Artissima da evento si è trasformata ormai in un’istituzione, incardinata nella Fondazione Torino Musei. Ma è anche un’impresa, che ha consentito al sistema dell’arte torinese e italiano di crescere, anche sul piano internazionale. La fiera è una presenza viva sul mercato, se così tanti imprenditori dell’arte scelgono la città per portarvi le loro gallerie. Gli affari qui evidentemente vanno bene, se i più scelgono di tornare, oppure, come quest’anno, trentanove gallerie espongono per la prima volta».
L’edizione 2023 ha per tema “Relations of Care”, le relazioni di cura. «Mi sono ispirato a Renzo Taddei, un antropologo docente a San Paolo in Brasile, studioso dei cambiamenti climatici nelle comunità indigene in Amazzonia — aggiunge il direttore — Taddei è convinto che le crisi sociali che stiamo attraversando creino una mancanza di immaginazione. Per questo guarda a culture lontane, dove la cura messa al primo posto diventa il filtro per valutare quali conoscenze siano utili alla sopravvivenza. Ci sono discipline che possono aiutare anche noi. Tra queste l’arte».
Ecco allora che la fiera si riempie di contenuti. Quattro le sezioni che ospitano le gallerie. Le più rappresentative nel panorama mondiale si trovano in Main Section, le emergenti in New Entries, le sperimentali in Monologue/Dialogue. Art Spaces Editions è invece riservata a gallerie specializzate in edizioni di artisti, librerie, project space e spazi no profit. Tre le sezioni curate. Oltre a Disegni e Present Future, riservate agli schizzi d’autore e ai talenti emergenti, Back to the Future mira a rivalutare artisti pionieri magari un po’ dimenticati dei decenni passati: tra i curatori c’è Francesco Manacorda, che succederà a fine anno a Carolyn Christov — Bakargiev alla direzione del Castello di Rivoli.
Due i nuovi premi, lanciati per il trentesimo compleanno. Il Premio Pista 500 permetterà all’artista vincitore di installare fra un anno una sua opera all’esterno della Pinacoteca Agnelli, sul tetto del Lingotto. Il Premio Diana Bracco. Imprenditrici ad arte, in collaborazione con la omonima fondazione, individuerà la capacità imprenditoriale di una giovane gallerista con sede in Italia, che sarà prescelta da una giura formata da quattro donne.
Il programma prosegue fuori dall’Oval tra convegni sull’intelligenza artificiale e tour tra le Luci d’artista, che quest’anno comprendono una nuova opera firmata da Giovanni Anselmo. Le Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo ospitano “La condizione umana”, mostra di film e video firmati da artisti presenti ad Artissima, a cura di Jacopo Crivelli Visconti. “Dove finiscono le tracce” è invece il titolo di un percorso tra i palazzi storici della città, da Palazzo Carignano al Teatro Regio, dove sono esposte le acquisizioni di Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt a favore della Gam e del Castello di Rivoli.
Non mancano Artissima Digital, con le piattaforme Artissima.art e Artissima Voice Over, e Artissima Junior, progetto a cura di Juventus che coinvolge i bambini nella creazione di un’opera d’arte con la guida dell’artista tutor Eugenio Tibaldi. Tra le novità del compleanno c’è anche Identity, un progetto triennale promosso da Compagnia di San Paolo che a ogni edizione ospiterà focus di approfondimento. «In un momento così complesso e difficile — conclude Fassi — sarà una festa vedere tanti galleristi che lavorano con le idee e accogliere la scena artistica italiana e internazionale, compresi migliaia di collezionisti giunti da ogni dove. Abbiamo bisogno di nutrire il nostro immaginario».