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Lucca Comics Awards 2023: vincono le fumettiste

Lucca Comics Awards 2023: vincono le fumettiste

Celebrati Frank Miller con il premio alla carriera e il maestro Naoki Urasawa, il più premiato di sempre, mentre ‘Transformer’ di Nicoz Balboa si aggiudica il titolo di miglior graphic novel dell’anno. E poi premi a Silvia Ziche, Francesca Ghermandi, Léa Murawiec, Iris Biasio e Sonno

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Lucca. Frank Miller si è commosso nel ricevere l’Oscar italiano del fumetto, lo Yellow Kid dei Lucca Awards, uno dei riconoscimenti più importante del festival che celebra una carriera dedicata ai comics. Miller, il papà di cult come Batman: il Cavaliere Oscuro, Sin City e 300, è ormai un affezionato ospite della manifestazione, che si terrà fino al 5 novembre, e di cui è stato il primo ospite internazionale dopo la pandemia. Ritirando il premio, ha detto: “Spesso il mondo ti logora, ma a volte ti restituisce qualcosa. Niente come questo momento poteva commuovermi tanto nel profondo”.

Come da accordi tra Lucca Comics & Games e gli Uffizi di Firenze, dal 2021 il ritratto del vincitore dello Yellow Kid - che diventa a rigore maestro del fumetto - viene ospitato nella galleria degli autoritratti dei fumettisti, una collezione ormai sempre più nutrita. Come è stato svelato in serata al teatro del Giglio, sarebbe stato proprio Frank Miller, in visita nel capoluogo toscano anni fa, a dare l’idea della collezione al direttore del museo Eike Schmidt, intrigandolo con la notizia che un altro grande dei comics, Will Eisner, aveva un bellissimo autoritratto mai visto da nessuno.

Frank Miller con lo Yellow Kid alla carriera

Frank Miller con lo Yellow Kid alla carriera

 

Miller si è poi lasciato andare a una dedica verso tutte le persone che l’hanno sostenuto, “A partire da mia madre. Avevo solo 5 anni. Dopo aver fatto uno stupido fumetto, le dissi: mamma, io farò questo per il resto della mia vita. E lei non rise, mi fissò negli occhi, per dimostrarmi quanto fosse seria, e rispose: Frankie, puoi fare tutto quello che ti metti in testa di realizzare”. Miller ha poi ricordato il suo mentore alla DC, Neil Adams, che lo guidò agli inizi della sua carriera. “Questo premio mi incoraggerà a fare lo stesso con gli altri” ha concluso.

Anche per momenti come questo, i Lucca Awards 2023 sono stati una inaspettata serata di festa in un’edizione di Lucca per il resto molto tesa e poco allegra, costantemente sotto una pioggia battente. Sullo sfondo, le polemiche legate alla protesta di editori, autori e associazioni contro il patrocino dell’ambasciata israeliana al festival. Alla premiazione ha presenziato Emanuele Vietina, il direttore di Lucca Comics & Games, ma si notava l’assenza delle principali figure istituzionali solitamente presenti.

Tra gli ospiti d’onore di questa edizione, il mangaka Naoki Urasawa, già plurivincitore ai Lucca Awards, il più premiato in vent’anni per serie come Pluto, ispirato a Astro Boy di Osamu Tezuka, e poi Monster, Billy Bat e Asadora!, quest’ultima miglior fumetto seriale nel 2021. A lui sono state riconsegnate le quattro targhe che non aveva mai potuto ritirare di persona.

“Quando avevo 4 anni i primi manga ricevuti in regalo sono stati proprio la storia originale di Tezuka su cui si basa Pluto, e Kimba, il leone bianco. Queste serie mi hanno spinto a diventare mangaka - ha raccontato Urasawa - Poi a 13 anni ho avuto una rivelazione scoprendo La Fenice (sempre Tezuka, ndr.), che mi ha ispirato a essere chi sono. Grazie a tutto questo sono qui con voi”.

Gli altri premi includono lo Yellow Kid al fumetto dell’anno, consegnato a Transformer di Nicoz Balboa (Oblomov), che racconta la transizione dell’autore. “È un libro che può sembrare intimo - ha detto Nicoz - ma sappiamo che l’intimo può essere politico. È un libro che parla di bloccare la violenza e smettere di lottare contro se stessi, e vista l’attualità, contro l’altro”.

Lo Yellow Kid all’autrice dell’anno va, invece, a Silvia Ziche per La gabbia (Feltrinelli Comics). Il graphic novel è incentrato sul rapporto tra una madre e una figlia, e si distanzia dalle strisce umoristiche a cui la fumettista ha abituato i suoi lettori.

Tra le altre categorie di premi, il Gran Guinigi al miglior disegno è andato ex aequo a Francesca Ghermandi per I misteri dell’oceano intergalattico (Eris) e a Léa Murawiec per Il grande vuoto (Comicon). A tutte queste autrici e alla storia di transizione di Nicoz Balboa, Robinson, il settimanale culturale di Repubblica che da sempre segue il mondo del fumetto con grande attenzione, ha dedicato ampi servizi nelle sue pagine.

Ghermandi ha poi lanciato un messaggio contro la guerra in Medio Oriente: “Mi hanno insegnato che la guerra porta solo morte e distruzione e cancella tutte le libertà creative. Vorrei pregare per le vittime dei conflitti in atto e unirmi a tutte le voci dei creativi che si stanno sollevando per un cessate il fuoco”.

Il titolo di miglior fumetto breve o raccolta è stato conquistato da Topolino e l’incubo dell’isola di corallo (Panini) di Casty e Marco Nucci, che ha dedicato il riconoscimento al compianto Carlo Ambrosini, il disegnatore di Dylan Dog scomparso in questi giorni, ricordato anche da Vietina in apertura di serata.

Il miglior fumetto seriale è Eternity di Alessandro Bilotta e ai disegnatori che hanno contribuito ai numerosi albi (Bonelli). Miglior sceneggiatura va invece a Tom King per Human Target (Panini). Sia lui che Murawiec erano tra gli ospiti internazionali che non hanno potuto presenziare al Lucca Comics 2023. A Iris Biasio va infine un altro importante premio: la statuetta di miglior esordiente per Mia sorella è pazza (Rizzoli). Il premio Stefano Beani alla miglior iniziativa editoriale è stato vinto da Domani Fumetti, l’inserto di Michela “Sonno” Rossi. E infine, il titolo di miglior esperienza autoprodotta della Self Area se lo è aggiudicato il collettivo Blackboard. Gran finale con gli artisti ospiti di tutte le nazioni insieme sul palco a cui è stato assegnato un nuovo premio: Gratitude. Creato apposta dal direttore e dallo staff “Perché questo è davvero un momento in cui c’è bisogno di gratitudine: è premio per tutti gli ospiti, quelli che ci sono e quelli che non ci sono ma anche per il pubblico, per la gente che è venuta a Lucca”. Insomma finalmente insieme: Together. E anche di questo c’è davvero bisogno.

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