New Age, complottismo e nazi-hippie
di Carlo Bonini (coordinamento editoriale), Carlo Pizzati. Coordinamento multimediale Laura Pertici. Produzione Gedi VisualChiunque frequenti il mondo delle medicine alternative e del wellness, chiunque abbia amicizie nel vasto ambito della New Age che comprende, tra le altre specialità, meditazione, yoga, medicina cinese, reiki, cure olistiche e ayurvediche non può non essersi accorto che molte persone da sempre anti-fasciste, nemiche di ogni razzismo, egalitarie e che, in buona sostanza, si consideravano di sinistra vengono oggi sorprese a leggere giornali di estrema destra o a condividere post di influencer fascisti e complottisti, segnalando così d’essersi trasformate in sostenitrici di movimenti lontanissimi da quella che una volta era la sinistra. Amicizie decennali si spengono e sodalizi profondi si frantumano mentre le spaccature nella società post-pandemica acquista sfumature biopolitiche.
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Appare chiaro che la New Age è stata in parte conquistata da movimenti filo-trumpiani come i negazionisti del Covid, i terrapiattisti o QAnon, fanatici convinti che esista un’oscura cabala gl…
Chiunque frequenti il mondo delle medicine alternative e del wellness, chiunque abbia amicizie nel vasto ambito della New Age che comprende, tra le altre specialità, meditazione, yoga, medicina cinese, reiki, cure olistiche e ayurvediche non può non essersi accorto che molte persone da sempre anti-fasciste, nemiche di ogni razzismo, egalitarie e che, in buona sostanza, si consideravano di sinistra vengono oggi sorprese a leggere giornali di estrema destra o a condividere post di influencer fascisti e complottisti, segnalando così d’essersi trasformate in sostenitrici di movimenti lontanissimi da quella che una volta era la sinistra. Amicizie decennali si spengono e sodalizi profondi si frantumano mentre le spaccature nella società post-pandemica acquista sfumature biopolitiche.
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Appare chiaro che la New Age è stata in parte conquistata da movimenti filo-trumpiani come i negazionisti del Covid, i terrapiattisti o QAnon, fanatici convinti che esista un’oscura cabala globalista di satanisti pedofili che divorano bambini per ringiovanire grazie alle presunte qualità rigeneranti del sangue delle loro vittime innocenti. Anche le truppe dei no-vax, al grido di battaglia di “Plandemia!” (pandemia pianificata), sono riusciti a contagiare un mondo di neo-mistici tradizionalmente pacifisti, ma che in verità con la destra flirtano da sempre, soprattutto nelle fasi cicliche di crisi economica, sociale e politica in cui il vuoto esistenziale intensifica la necessità di appigli morali, risvegliando la sete di spiritualità. Ecco rispuntare allora i nazi-hippie, che non sono stati partoriti dalla fantasia sovreccitata di uno sceneggiatore comico di Hollywood, ma una realtà che si ripresenta con caratteristiche simili al passato, oltre alle ibridazioni figlie della tecnologia del nostro tempo.
Il movimento anti-vaccini non nasce necessariamente solo a destra. Sono sempre esistite famiglie di sinistra, dagli anni Sessanta fino alla pandemia del Covid, contrarie a certe vaccinazioni per timore che potessero causare l’autismo. Le posizioni anti-vax erano condivise sia dalla controcultura di sinistra che dall’ambito green, tanto quanto dall’estrema destra.
Ma ci sono stati anche cambiamenti politici che hanno snaturato posizioni tradizionalmente di sinistra e destra come in un gioco delle tre carte. La Terza Via che negli anni Novanta partiva dal premier britannico Tony Blair per arrivare fino a Massimo D’Alema ha avvicinato il centrosinistra europeo agli interessi corporativi e aziendali, lasciando il campo libero alle destre che hanno usato le paranoie sulla salute dilaganti in Italia come un cavallo di Troia alla conquista di una fetta di elettorato fragile, sussurrando anche le succitate folli teorie complottiste sui bambini per far breccia nel vulnerabile popolo New Age di sinistra. Temi tradizionalmente dei conservatori come “stabilità” e “sicurezza” sono stati adottati dal centrosinistra, mentre a destra si incita alla “liberazione” e alla “rivolta,” concetti a lungo associati alla sinistra. La controcultura è stata presa in ostaggio dalla destra e ciò ha facilitato il dilagare di un senso di abbattimento, tradimento e confusione a sinistra.
Le radici della complottualità
Il simbolo di quest’intreccio politico-spirituale è lo sciamano fascista noto come “Jake Angeli” che s’è presentato con le corna di bufalo in testa e mantello di pelle di coyote, tappezzato di tatuaggi del suprematismo bianco odinista, stringendo una lancia di quasi due metri, per assaltare il Campidoglio a Washington il 6 gennaio del 2021. “Lo sciamano QAnon,” come si faceva chiamare prima d’essere arrestato e condannato a tre anni di prigione, è uno dei simboli di quella che in America si chiama la “conspirituality” (complottismo+spiritualità) che potremmo tradurre con il neologismo di “complottualità,” gorgo caotico dove le ossessioni deliranti incontrano la brama di misticismo ed esoterismo, sciogliendo in un unico brodo politico-spirituale le differenze tra i violenti Proud Boys agli ordini di Donald Trump e le sorridenti maestre di yoga clienti del sito salutista “Goop” della star del cinema Gwyneth Paltrow. Vedremo più avanti perché ciò sta realmente accadendo. E dove sia il loro punto d’incontro.
Assalto al Congresso Usa, tra i rivoltosi spicca Jake Angeli: lo ''sciamano'' trumpiano di origini italiane
Per capire come la subdola chimera di questo confuso ma virulento sincretismo si sia materializzata, bisogna scavare nelle radici dell’orientalismo spirituale e medico che da un secolo e mezzo si ripresenta in diverse ondate in Occidente, smontando a piacere componenti antiche delle scuole religiose per adattarle e commercializzarle nel capitalismo New Age: dopotutto, wellness fa sempre rima con business. E quindi, ciò che nacque per trascendere la materialità, viene oggi spesso plasmato da improvvisati guru travestiti da influencer o da presunti maestri di yoga per vendere prodotti e fare soldi.
Per decodificare come l’estrema destra abbia preso in ostaggio l’esercito di mamme e papà dediti a succhi energizzanti e integratori che gemono di dolore alle articolazioni sui tappetini delle scuole di yoga di mezzo mondo, impegnati a recitare correttamente i mantra sanscriti, impacciati tra ciotole tibetane, interrogando il futuro nei segreti delle rune, massaggiandosi gli zigomi con le pietre del gua sha cinese e via orientaleggiando, bisogna notare quanto spesso la New Age s’è intrecciata con il nazismo, il fascismo occulto del filosofo “Julius” Evola, l’anarco-primitivismo degli anni Sessanta, l’eco-sofia, poi la deep ecology, fino alla destra spiritualista anti-globalizzazione dei Campi Hobbit bazzicati in gioventù anche dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, che all’epoca girava vestita come un’abitante delle Terre di Mezzo e nelle chat room dedite a fantasy e fascismo si faceva soprannominare Khy-ri, “dragetta dell’undernet italiano.”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni su un drago alla mostra di fumetti Romics (2018) e con un libro di J.R.R. Tolkien.
Prima di affrontare le commistioni spirituali e filosofiche del mondo New Age irretito dalla destra, bisogna chiedersi, però, chi inizialmente sentì la necessità di una nuova era, appunto una New Age. La storia ci dimostra che si tratta di un bisogno umano ciclico che si ripresenta puntualmente nei periodi critici.
Orientalismo di fin de siècle fino alla svastica di Hitler
Nell’Ottocento, dopo gli sconvolgimenti di un’Europa che si assestava allo shock della Rivoluzione Francese e allo scompaginamento geopolitico delle imprese napoleoniche, parte dell’umanità cercò, nel subbuglio di questo, è il caso di dirlo, Quarantotto, risposte che andavano oltre la razionalità. Dopo le sbornie naturalistiche del Romanticismo, nel 1875, la mistica ucraina Helena Blavatsky, ispirata dall’idea unificatrice di scienza e spiritualità che risale al concetto di scienza ed epistemologia di Goethe, fonda a New York la Società Teosofica, che in seguito a uno scisma si stabilisce a Madras, in India. L’ambizioso motto di questo nuovo movimento esoterico è “Non c’è religione più alta della verità.” L’obiettivo è di unire neoplatonismo ed occultismo, oltre a induismo, buddhismo e Islam. È un primo importante ponte religioso e spirituale tra Occidente e Asia, teso a formare un nucleo di fratellanza universale senza discriminazione di fede, sesso, casta o colore della pelle, incoraggiando lo studio comparativo di religioni, filosofie e scienza per indagare nell’inspiegabile.
Nel 1893, l’illuminato guru induista Swami Vivekananda parte, appena trentenne, in un tour che arriva a Chicago dopo Giappone, Cina e Canada. E che negli anni a seguire lo porterà anche a Parigi, Vienna, Atene e Istanbul per promuovere il concetto di yoga e di filosofia indiana in Occidente. È il primo leader spirituale riformista indiano a predicare l’unione della spiritualità dell’India con il progresso occidentale.
Il premier indiano Narendra Modi di fronte a una statua di Swami Vivekananda (sinistra); il Vivekananda Rock Memorial (destra in alto); un omaggio di sabbia a Vivekananda (destra in basso).
Da quella porta aperta alle idee della filosofia indiana entrano in tanti, tra i quali Leo Tolstoj e Hermann Hesse. Portano vari testi sottobraccio: dalla sacra Bhagavad Gita del Mahabharata, al testo divinatorio cinese dell’I Ching fino al Libro tibetano dei morti, commentato da Carl Gustav Jung nel 1965 e adottato anche dal leader della controcultura californiana Timothy Leary, il guru dell’Lsd.
Da quell’agitazione spirituale di fine Ottocento sbocciarono nel Novecento anche i Futuristi. Nel suo Spiritualità Futurista, Filippo Tommaso Marinetti nel 1931 dichiarava che un’arte veramente universale e duratura “si sviluppa sempre in atmosfera di pura religiosità”. L’arte serviva a rendere “le immagini di un misterioso mondo superumano” chiaramente ispirato all’Übermensch di Friedrich Nietzsche. Il vitalismo marinettiano che voleva svaticanizzare l’Italia si perse nei rivoli dello spiritismo. Circonfuso di positivismo misto a spiritualità dinamista, Marinetti s’inginocchiava ogni sera a pregare di fronte a una lampadina, perché in essa circolava la “divina velocità”. L’afflato per l’irrazionale viene adottato anche da Gabriele D’Annunzio, inglobato nel fascismo di Benito Mussolini. C’è, in questi leader politici, culturali, nei poeti e negli artisti che interpretano una fresca urbanizzazione e l’abbandono delle campagne, una fame di irrazionalità contraria alla rigidità logica dell’industrializzazione.
Vengono sedotti intellettualmente da un filosofo autodefinitosi, nel processo del Dopoguerra, come “superfascista”: Giulio Cesare “Julius” Evola. Fallito come artista Dada, disse che a salvarlo dal suicidio furono i testi del buddismo. Divenne l’eccentrico ideologo dell’idealismo magico (deformando il concetto originario del poeta tedesco Novalis), della sacra violenza estrema e purificatrice, del razzismo, dell’antisemitismo che ispirò nazisti e fascisti, inventandosi un esoterismo raffazzonato con concetti buddhisti e induisti per giustificare una follia castista e classista, un invito esoterico alle élite che con il “Sacrificio necessario” devono comandare sul popolo bue, sull’orda pecorina, la massa da massacrare di lavoro o di guerre per imporre l’Individuo Supremo. Tutte deviazioni estrapolate a piacimento da testi sacri dell’Asia, corrompendone il messaggio. Era una New Age molto oscura.
L’orientalismo dei nazisti è cosa notissima. Il vegetariano Adolf Hitler e molti suoi alti ufficiali come Rudolf Hess e Heinrich Himmler erano ossessionati dall’astrologia, le investigazioni cosmobiologiche, la geomanzia, il pensiero olistico, i festival pagani, l’agricoltura biologica, il conservazionismo delle foreste, l’istruzione ecologica, il culto della Natura, l’omeopatia e le guarigioni naturali. Ed erano recalcitranti ad accettare le vaccinazioni. Mentre, nel rispetto della eco-biopolitica, vennero severamente proibiti i test sugli animali, si autorizzarono quelli mostruosi sugli esseri umani imprigionati nei campi di concentramento.
Adolf Hitler durante una riunione del partito nazista a Monaco, 1925 circa. (Foto di Hulton Archive/Getty Images)
L’interesse nazista per i sacri testi dei Veda e dei Vedanta e lo studio del sanscrito per carpire gli antichi segreti dei mitici popoli ariani rivelano una curiosa ossessione mistica. Hitler, venerato dai suoi seguaci come un guru, sciamano e mago ipnotista, adottò l’ariosofia, una versione della teosofia della Blavatsky in cui i tedeschi biondi e dagli occhi azzurri (statisticamente in minoranza in Germania), erano una razza di anime superiori impegnate in una battaglia cosmica contro razze “infra-umane.” È anche con questa visione mitologica spirituale delirante e disumanizzante che le menti dei fanatici nazionalsocialisti giustificavano il genocidio.
La studiosa nazista di origini francesi Savitri Devi, convertita all’induismo, dichiarò che in alcune case di brahmani del Bengala la foto di Hitler veniva venerata negli altari come un avatar del dio Vishnu, spedito sulla Terra a preparare la fine dell’era distruttrice della Kali Yuga. Ma analizzare l’attrazione dei nazisti per la filosofia indiana, compreso l’aver adottato un simbolo vedico come la svastica, non significa accettare ciò che lo studioso Simon Shama definisce come un “osceno sillogismo,” ovvero che poiché i nazisti adottarono idee New Age, chiunque le segua sia nazista.
Savitri Devi.
L’era dell’Acquario finisce nella spiritualità dell’egoismo
Vent’anni dopo la sconfitta del nazismo, i fascisti europei iniziarono a percorrere di nuovo il sentiero spirituale, cercando di re-inventarsi con temi tradizionalmente cari agli anarchici rivoluzionari come l’anarco-primitivismo, il luddismo e l’ecologia profonda, incanalandosi verso nozioni di “separatismo etnico” e “autonomia indigena,” guidati dalla mistica religiosità dell’eco-sofia. Il senso di radicamento nella terra natia, il “sangue e terra” del movimento Völkisch nazista ispirarono la Nuova destra europea che ha prodotto i Campi Hobbit del Fronte della Gioventù del Movimento sociale italiano, sbocciati dalle epopee del britannico J.R.R. Tolkien, come anche gli eco-festival neofascisti.
L’universo rurale fantasy degli Hobbit brulica di bravi ragazzi dalla pelle bianca, le gote rosse e la bionda e folta zazzera che difendono il loro piccolo regno nella foresta da orde di orchi violenti dalla pelle scura. Da decenni, quest’immagine innesca dibattiti accademici sul razzismo e sulla visione antimoderna e anti-multiculturale di Tolkien. Gli hobbit come bianchi assediati da neri che vogliono invadere le loro terre, che spingono alle porte… La simbologia fantasy consentì al Fronte della gioventù di spogliare i movimenti neofascisti dall’immagine militarista ed iper-eroica, puntando l’attenzione sulla resiliente fragilità del minuto Frodo e dei suoi compagni dell’Anello. Il tutto tra sventolio di croci celtiche e saluti romani, ma in fondo con l’esigenza di ritrovare un’era mitologica e spirituale zeppa di simboli ed eroi svincolati dai tabù pubblici sull’iconografia fascista. Una manifestazione del Fronte della Gioventù.
Siamo nell’ambito del Fronte Nazionale degli anni Ottanta, tra musica neofolk, noise e altri generi musicali che attraggono i fascisti. Un periodo in cui anche l’estrema destra cerca rifugio nelle teorie verdi radicali che vedono una certa umanità come virus anti-natura. Si rifanno, come già gli esistenzialisti, all’individualismo estremo dello stirnerismo post-hegeliano che sfocia nel condonare l’egoismo, la crudeltà, la vendetta, l’odio alla base di quelle “gerarchie naturali” in cui credono gli ultranazionalisti, come la “realtà etno-biologica” di chi ha legami spirituali con la patria e gli antenati, di chi rifiuta il femminismo e l’antifascismo, feticizzando la violenza e la crudeltà come agenti purificatori della società. Trovandosi in minoranza, questa posizione estrema diventa controcultura, critica del sistema, una lotta per la liberazione che oggi porta voti al mondo sovranista.
La controcultura, però, è una lotta che negli anni Sessanta inizia a sinistra, con l’esplosione della rivoluzione hippie che vuole spaccare “il Sistema.” Tra le canne e la musica di Woodstock, le rivolte epocali di Berkeley e le rivendicazioni delle Pantere Nere, s’insinua anche un rifiuto delle scuole di Stato, va di moda l’home schooling: tenersi a casa i figli per non farli indottrinare, appunto, “dal Sistema”. Gli hippie sono in lotta con la Food and drug administration che non accetta di sbloccare la commercializzazione delle medicine alternative. Inizia la critica alle industrie farmaceutiche che nascondono molte verità, nutrita anche da una certa fobia per le sostanze chimiche, quel “mondo di plastica” che inizia a soffocare tutti.
Dopo spiritualismi, ipnotismi e orientalismi di fine Ottocento, dopo l’orientalismo genocida dei nazisti che porta alla Seconda Guerra mondiale, ecco che in Occidente negli anni Sessanta nasce di nuovo il bisogno di trovare una risposta esoterica guardando all’Asia, alla ricerca di una purezza antimoderna basata sulla disinformata nozione che la Natura è buona e basta lasciarla fare.
Purtroppo, anche questa volta, invece di leggere i testi sacri dell’Asia e assorbire il messaggio profondo che contengono, si estrapolano idee e pratiche ai propri fini, spesso traviandone il senso. Bisogna ricordare cos’accadde nel 1962 in una piccola località nella West Coast americana, ad Esalen, Big Sur, dove nacque il Human Potential Movement, quel movimento per la crescita del potenziale umano crocevia del comportamentismo skinneriano e della psicoanalisi con enfasi sulla crescita personale con “un approccio centrato sulla persona.” È dove, nella scena finale della serie tv Mad Men, il pubblicitario Don Draper meditando ha l’illuminazione per la più famosa pubblicità della Coca-Cola. E non a caso.
L’obiettivo dichiarato di Esalen era di “far aprire emotivamente le persone,” capire i condizionamenti culturali, avere intuizioni psicologiche grazie a stati alterati di coscienza tramite metodi trascendentali di meditazione o con allucinogeni vari, compreso l’Lsd. Ecco la deviazione troppo spesso ignorata: i concetti estrapolati dal contesto culturale delle religioni asiatiche vennero fusi nella psicologia umanistica occidentale, il cui obiettivo è di raggiungere la crescita personale. L’obiettivo, invece di essere la comunità, si focalizza sull’individuo, i suoi interessi, i suoi scopi.
Lo scrittore e filosofo Aldous Huxley tenne conferenze sul "Potenziale umano" a Esalen all'inizio degli anni '60 e fu uno degli intellettuali di spicco dello Human Growth Potential Movement.
La controcultura della West Coast si apre così allo spiritualismo cross-culturale, alla ricerca di una nuova consapevolezza delle filosofie asiatiche e delle pratiche ascetiche. Proprio come nella Germania degli anni Trenta in crisi per la super-inflazione dovuta al forte indebitamento, anche negli anni Settanta, tra l’austerity e i conflitti ideologici della Guerra Fredda, si cercarono risposte esoteriche in reazione a un crollo del modello economico occidentale. In America e in Europa si riaffacciò l’idea ricorrente che l’Asia avesse risposte antiche in grado di riportare a una Nuova era, una New Age.
Accadde di nuovo, ma partendo da sinistra. Le pratiche ascetiche, si pensava, possono innescare un cambiamento progressivo con una profonda trasformazione personale. L’uomo nuovo, l’Era dell’Aquario, una società più libera, più sensibile… Ma, al contrario, si sviluppò nuovamente un incrocio di valori individualisti tipicamente occidentali innestati in una tradizione religiosa asiatica, sia essa induista, giainista, buddhista, confuciana o taoista. Invece dell’equilibrio e della serenità, l’obiettivo divenne, in modo sempre più netto negli anni Ottanta dell’“edonismo reaganiano”, il perseguire antiche conoscenze asiatiche per ottenere una migliore performance individualista nella gara del capitalismo. Le ricette mistiche dall’“Oriente” furono nuovamente pervertite.
In che modo la sinistra s’è lasciata scippare la nicchia ribelle della controcultura intrisa di orientalismo? Ciò che nacque come un pacifismo collettivista ispirato dall’indiano Mahatma Gandhi e la sua ahimsa, la non violenza, ciò che portò a quel “fate l’amore, non la guerra” delle affollate proteste per porre fine al malaugurato disastro bellico del Vietnam, nei decenni successivi cambiò obiettivo. Non più la pace sulla terra, ma la pace interiore per essere migliori degli altri.
Si torna così al travisamento evoliano dei segreti di queste austerità spirituali e di come possano rafforzare l’individuo. L’astinenza dal cibo e dal sesso del Tantra, la meditazione che silenzia il pensiero, la focalizzazione sul respiro… tutte pratiche “spirituali” che in realtà possono essere anche solo tecniche per calmare l’individuo, dargli un equilibrio che consenta di vivere poi in maggiore armonia con la collettività. Si parte dal corpo per placare la mente, non il contrario. Si cerca di addomesticare l’ego, di atrofizzarlo, tramite quelle che sembrano umilianti e servili pratiche, come le pulizie dei bagni, i turni in cucina, gli sheva degli ashram delle filosofie orientali (adottate anche in alcuni conventi cristiani) che dovrebbero riprogrammare l’individuo per calmarne le pulsioni aggressive, orgogliose, prevaricatrici.
Invece, come spessa accade anche tra i presunti e vari esperti di orientalismi, siano essi religiosi o accademici, sembra di trovarsi di fronte a una situazione simile a quella dei colonialisti che disegnavano le mappe di Paesi dove non avevano mai vissuto, le cui lingue non avevano mai parlato. Ciò che inizia come una ricerca di pace, prendendo la strada sbagliata, fa una brutta fine.
Charles Manson nel 1984. Foto di Michael Ochs Archives/Getty Images
Non è un caso se un mostro omicida antisemita e suprematista bianco come Charles Manson abbia adescato, proprio con teorie pseudo-spirituali allucinate, esacerbando la sfiducia nelle autorità e “nel Sistema,” manipoli di sbandati del movimento hippie, arruolati come complici dei suoi crimini assassini a Los Angeles. L’arco che inizia con le manifestazioni dei pacifisti anti-Vietnam si conclude tra i sacrifici umani satanisti.
Manson, in realtà, fu un precursore nell’utilizzare un linguaggio New Age, facendo appello allo spirito della controcultura, per spostare mistici speranzosi alla ricerca di una nuova società verso invece l’ideologia della violenza. Similmente, durante la recente pandemia, gli influencer no-vax e QAnon hanno disseminato i social media di hashtag save the children, taggando gli influencer New Age più popolari, usando termini cruciali del vocabolario New Age per generare una condivisione di idee e avvelenare i pozzi della razionalità con idee antiscientifiche e deliranti. La breccia si è aperta facendo leva sul bisogno di proteggere i più piccoli, utilizzata da complottisti discriminatori e antisemiti. Per farsi ascoltare, è bastato utilizzare vocaboli nei post come “risveglio” o “guerrieri di luce,” tipiche dell’estetica dialettica degli account Instagram della New Age. Gli influencer hanno capito in fretta che transitare verso queste teorie rendeva più click, quindi più soldi. Ed è esploso il virus infodemico.
Manifestazioni e post online di QAnon con appropriazione dell'hashtag #Savethechildren.
La maggiore consapevolezza della natura e del futuro umano era ciò che gli hippie cercavano negli anni Sessanta: un’evoluzione spirituale, l’avvento di una nuova era tramite il digiuno, la dieta, i riti di purificazione, lo yoga, la meditazione, le sessioni di gruppo, insomma gli insegnamenti delle guide spirituali che arrivavano dall’India, dal Vietnam, dal Tibet, dalla Cina e dal Giappone. Per quarant’anni quest’ondata di spiritualismo asiatico si è americanizzata. Ma l’Era dell’Acquario non è mai arrivata. Anzi, si è sempre più lentamente asservita agli obiettivi della commercializzazione ultraliberista che trasforma tutto in prodotto, dove ogni contatto umano diventa transazione tesa a fare un affare, a scalare il successo.
Wellness fa rima con business
Dagli anni Ottanta in poi, in America il mondo del wellness e della spiritualità corre in parallelo con quella degli evangelisti cristiani che dalle loro reti tv racimolano adepti e i loro risparmi. Sono due fenomeni che fanno a gara per dare una risposta a un mondo gremito di persone senza una guida, alla ricerca di un punto cardinale, un sistema di principi che piloti le loro azioni, oltre che curare il corpo dai dolori delle malattie e dell’invecchiamento. È un terreno fertile per i manipolatori di creduloni, quelli che nell’epoca del vecchio West chiamavano snake oil salesmen, “venditori di olio di serpente”, pozioni inutili spacciate per medicine magiche. Ma è anche un giro d’affari globale che secondo i ricercatori della McKinsey è arrivato a oltre mille e cinquecento miliardi di dollari, con un tasso di crescita tra il 5 e il 10 %. Il business dello spirito paga. E tanto.
È un mondo che oltre alla ricerca della salute propone un’identità. E mentre le donne vanno interrogandosi sul loro ruolo da almeno un secolo, con un’accelerata imposta dal dibattito sul femminismo, gli uomini sono più smarriti. La mascolinità diventa una controversia anche all’interno della New Age. Spuntano allora nuove ricerche sincretiche nel wellness che promettono di creare un nuovo maschio. Così, esperti d’arti marziali, poeti, cristiani evangelici e maestri di yoga che hanno tutti letto il saggio di Robert Bly Per diventare uomini: come un bambino spaventato si può trasformare in un uomo completo e maturo si ritrovano negli accampamenti nelle foreste, attorno a un fuoco, per suonare tamburi e percuotersi il petto ululando per scatenare la parte più selvaggia. Entrano in contatto con il maschio che è in loro. Risvegliano qualcosa di atavico, di, appunto, spirituale, ma in realtà poi molto fisico. È già un primo punto d’incontro tra il prototipo di uomo hippie sensibile e morbido che scivola verso quello che diventerà il modello dello sciamano fascista di QAnon, muscoloso e armato di lancia, che dà la carica al Campidoglio americano al grido di “libertà!” per essere arrestato poco dopo la pericolosa pagliacciata.
I Wildman Gatherings, raduni per soli uomini ispirati dal libro "Per diventare uomini: come un bambino spaventato si può trasformare in un uomo completo e maturo" di Robert Bly. Foto Getty Images
C’è un altro punto in comune con queste espressioni post-hippie New Age e l’ideologia di estrema destra: l’idea che la cultura occidentale abbia perso la bussola e si debba ritornare a fonti tradizionali di saggezza, come l’induismo o il sufismo, e si debbano ripristinare ruoli di genere tradizionali, con l’uomo forte che comanda sulla donna: concetti che traghettano di nuovo la New Age nell’ambito di idee fasciste e patriarcali.
È anche nel pensiero tradizionalista che il mondo dello yoga, della meditazione, delle cure alternative trova un punto d’incontro con la destra. Sono quelli che pensano che l’Occidente si snaturi nel femminismo, nel multiculturalismo o nell’egualitarismo. Ed ecco come la spiritualità alternativa comincia ad avvicinarsi a un mondo oscuro, molto poco peace and love.
In fin dei conti, entrambi questi contesti ideologici sono uniti da un’indole narcisistica che spinge a credere che la realtà richieda una spiegazione che solo l’individuo è in grado di svelare con una sua verità. Ma nell’era dell’autodidattica made in Internet, incamminarsi da soli su questa via, senza un costrutto, un contesto accademico che sia in grado di accompagnare l’interpretazione del senso, la strada può portare a una situazione come quella che Goya descrisse nel suo dipinto intitolato Il sonno della ragione genera mostri.
"Il sonno della ragione genera mostri" e un ritratto del suo autore, Francisco Goya. Getty Images.
Quando le spiegazioni prodotte dalla propria cultura sono consumate, stantie e insufficienti, quando la fiducia nei sistemi di sanità pubblica e nel senso di comunità entrano in crisi contemporaneamente, ecco allora che il centro yoga o di meditazione o di wellness possono divenire una calamita di tante necessità. Riempiono un vuoto. Il wellness privato che si sostituisce al welfare pubblico. Ma laddove le religioni tradizionali occidentali integrano un senso di comunità assieme al dogma, l’obiettivo dei centri di wellness e yoga restano più individualisti. Nonostante la parola yoga significhi proprio “unione” (con la Consapevolezza Assoluta che è l’unica vera realtà oltre l’illusione di quanto percepiamo), il messaggio in Occidente diventa quello di focalizzarsi unicamente sul benessere dell’individuo, non della collettività.
Ed ecco che da queste premesse nasce il business del “sacro body building,” il “sacro immobiliare,” il propagarsi di nozioni infondate sugli effetti spirituali di alcuni supplementi alimentari. Ecco che una moda nata dalla controcultura hippie diventa ultraliberismo, pronta a unirsi alle destre.
Nel mondo dello yoga, ayurveda, meditazione, wellness, mindfulness, salutismo naturale e cibo organico, dopo aver ascoltato ad nauseam che “il tuo corpo è divino, ma anche sotto attacco”, si viene spesso invitati a “fare la tua ricerca”. Ma il mondo della conoscenza e dell’informazione non è più mediato da guardiani che garantiscono l’ortodossia degli insegnamenti, la veridicità dei fatti e la solidità delle conoscenze. La cultura del fai da te dell’online nutre un’illusione di onniscienza. È l’humus ideale per il complottismo.
Così si preme il link. Ecco il momento magico che ti trasformerà. L’algoritmo in realtà porta le categorie degli “esitanti”, degli “impauriti” e degli “speranzosi” nelle fauci degli “estremisti irrazionali”. È così che molti movimenti per il benessere originariamente di sinistra sono scivolati nei tranelli dell’antisemitismo paranoico dove si va ripetendo da secoli il concetto che esiste una Cabala misteriosa che vuole dominarci e controllarci. Nella versione attuale, il complotto vorrebbe privare il nostro corpo persino di una sua presunta e innata purezza chimica. Su Instagram spuntano addirittura gruppi che si fanno chiamare “Purosangue,” spesso ignari del fatto che è una definizione del suprematismo ariano. E che i Purosangue sono i cattivi nella saga di Harry Potter, per restare nel tema fantasy caro alle destre.
Una copia della prima edizione di "Harry Potter e la pietra filosofale" con gli appunti scritti a mano dell'autrice J.K. Rowling. Foto di NEIL HANNA/AFP via Getty Images
Sono idee che hanno un fascino perverso e che riportano a schemi condivisi tra cultura del complotto e fede nella spiritualità alternativa. Nulla è come sembra. Nulla accade per caso. Tutto ciò fa sembrare che la vita pubblica e privata di un soggetto non sia vittima di forze accidentali. Se ne esce rassicurati, in quanto ciò fa credere che la realtà sia molto più sotto controllo (da forze malefiche, certo) di quanto non sia invece in balia del caos e della spaventevole imprevedibilità degli eventi.
I principi chiave della complottualità sostengono che esiste una società segreta che controlla o cerca di controllare di nascosto l’ordine sociopolitico e che l’umanità sta attraversando una transizione paradigmatica della coscienza. Facile capire come i social-media siano il luogo perfetto per amplificare queste ossessioni. La pandemia è stata accompagnata da un’infodemia (definizione ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità) che ha trovato un bacino di consumatori ansiosi, bloccati a casa da una nuova malattia, miliardi di persone terrorizzate per la propria salute, mentre i sistemi sanitari nazionali scricchiolavano o crollavano, come in America.
È stata una grande occasione per il capitalismo New Age di proporre le sue spesso inefficaci e infondate alternative, cercando di smontare un pezzo alla volta un sistema solido come la medicina tradizionale. Ma è anche un ingranaggio meccanico legato al fatto che i guardiani di questo mondo, gli influencer della New Age, sono in realtà venditori che promuovono link, idee e prodotti che in un circolo vizioso riportano followers, like e cuoricini, fanno crescere l’utenza e quindi i guadagni. Il complottismo diventa un problema endemico di questo apparato economico.
Ecco perché questi contesti di spiritualità alternativa trovano il terreno già pronto per il complottismo basato sulla sfiducia nelle istituzioni e delle autorità. Per assurdo: proprio il contrario di quello che sono, in India, lo yoga, la meditazione o la religione, che si basano in maniera severa sul rispetto: dal rispetto per la vacca sacra, per gli animali, per il guru, e quindi al rispetto per autorità, compreso il governo, a prescindere da come si comporti con i cittadini. Lo yoga è tradizionalista, non sovvertitore. In India è cultura, non controcultura. L’induismo si fonda sulla devozione per gli antenati e per le istituzioni. Non sulla sfida ad essi. Tanto che la religione in Asia, come ovunque, è stata più spesso strumento di controllo di massa, oppio dei popoli, che non focolaio rivoluzionario.
Il guru induista Swami Satchidananda apre il Festival musicale di Woodstock. Foto di Archive Photos/Getty Images
Gli abbagli dell’Orientalismo ciclico
La manipolazione degli insegnamenti della filosofia asiatica, come abbiamo visto, è spesso voluta. La tendenza in Occidente a romanticizzare, stereotipare e appiattire le culture asiatiche è ormai secolare. Sotto all’ombrello vago della New Age, vengono semplificate filosofie e sistemi medici diversi, frequentemente in un improvvisato minestrone. Si perdono di vista i dettagli fondanti di questi insegnamenti. Come, per esempio, il rispetto dell’autorità e della comunità. Poiché non combacia con il contesto degli obiettivi contro-culturali e idealisti ribelli, lo si taglia fuori.
Con la globalizzazione, questo genere di esportazioni culturali è logicamente aumentato. Il problema non è l’appropriazione di filosofie di culture diverse. Dopotutto, se si può cercare di esportare la democrazia, perché non si dovrebbe importare la spiritualità, nel mondo globalizzato del libero scambio di idee e ideologie? Ma il modo in cui quell’appropriazione ne traduce e tradisce gli insegnamenti, creando una prospettiva orientalista di pratiche non-occidentali, a volte asservita a programmi politici precisi, è dove sboccia il problema.
Il business miliardario New Age smonta un pezzo per volta sistemi antichi, separando alcune parti dalle sue importanti radici, trasfigurandole in prodotti che possono essere acquistati o venduti come servizi o come oggetti, con la promessa di migliorare le vite dei consumatori. Spesso la missione è affidata a estemporanei maestri, a chi in cerca di una carriera nel fitness più che di una missione spirituale, si è iscritto a un corso di yoga di qualche settimana e poi, magari non avendo davvero compreso il senso più profondo e mistico della pratica, insegna agli altri una sua interpretazione. È un po’ come se bastasse studiare catechismo in Vaticano per un mese per diventare vescovi.
È anche la commercializzazione colonialista della spiritualità ad alienarne il vero senso. Se devi pagare, difficile che ci sia l’illuminazione che ti attende dietro l’angolo. Ci può essere un po’ di benessere, del relax, uno stacco dallo stress, ma non uno scarto mistico che cambia la vita.
Dato per scontato che i media tradizionali come tv e giornali seri non possono essere conquistati da questi mondi alternativi e irrazionali, allora i social media diventano l’amplificatore adatto sia per la commercializzazione della spiritualità che per il connubio tra controcultura di destra e mistica asiatica.
Come spiega Shreena Gandhi, professoressa di religione alla Michigan State University: “Esiste una lunga storia di occidentali che scelgono costumi, tradizioni e pratiche dell’‘Est’ o dell’‘Oriente’ al servizio delle proprie idee per poterli collegare ai loro fini politici o filosofici. In questo caso, ci sono elementi multipli dell’Orientalismo, come l’approccio romantico al wellness asiatico e le terapie alternative, assieme a una controparte isterica che teme e non si fida delle credenze tradizionali da cui proviene”.
Anche credere che gli insegnamenti che arrivano dall’Asia abbiano più autorità, più storia, più gravitas, è una forma di orientalismo. Oltretutto, esoticizzare le pratiche della medicina non-occidentale, spinti da un orientalismo medico guidato da nozioni New Age su guarigioni mistiche o “naturali,” in realtà può arrecare danno alla credibilità stessa delle medicine asiatiche. A causa di alcuni aspetti “spirituali” della New Age, si è creato un decoupling medico, un’ulteriore separazione tra Occidente e Asia, sminuendo di fatto l’ayurveda e la medicina cinese, in sé sistemi complessi ed articolati che andrebbero studiati meglio dalla medicina occidentale, medicina che, peraltro, in Asia non ha subito gli attacchi virulenti come quelli dei no-vax nostrani.
Una manifestazione no-vax a Londra. Foto di Loredana Sangiuliano/SOPA Images/LightRocket via Getty Images
Intanto, in Occidente, quei no-vax continuano a raccogliere consensi. La partita tra razionalità e idealismo magico non è finita. Piaccia o no, non accenna a diminuire la virulenza di quel popolo che si fida di più degli influencer che del proprio medico. La prova è che l’elettorato in Argentina risponde ai richiami di Lilia Lemoine, candidata negazionista del Covid, influencer terrapiattista che ama travestirsi in cosplay da Catwoman, iscritta nella lista del candidato alle presidenziali, l’anarco-capitalista Javier Milei, che si traveste anche lui regolarmente da Batman. E lo dimostra anche il fatto che una candidata di una lista no-vax sia riuscita a farsi eleggere nelle elezioni provinciali in Trentino-Alto Adige. Se la politica viene sopraffatta dall’esercito della spiritualità fantasy e alternativa, la battaglia per la razionalità rischia di perdere terreno.
La consulente d'immagine e cosplayer argentina Lilia Lemoine, candidata con il partito La Libertad Avanza di Javier Milei. Foto tratta dal suo profilo Instagram.
La porta mistica aperta dallo stratega di estrema destra americano Steve Bannon, ammiratore indefesso di Julius Evola, quando sussurrava le sue strategie a Donald Trump, e dal pensiero magico del populista Dominic Cummins, mentre indicava il cammino a Boris Johnson, è ancora attraversata da molti.
Chi ha ancora nell’armadio il vestito da Hobbit può essere tentato di tornare alle origini mitologiche e andare a pescare elettori utili tra quella ancor solida controcultura che s’abbevera nel ronzio autodidatta di Internet, inseguita da incubi e paure immaginarie. È un rischio politico davanti agli occhi di tutti. Avere riprogrammato i temi controculturali della sinistra, rivoltandoli contro le “élite di potere,” strumentalizzando il mondo New Age che trova le sue radici in un confuso e manipolatorio orientalismo, sta dando ancora frutti che plasmano il nostro presente, e purtroppo, forse, anche il nostro futuro.