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Attenti allo strapotere delle società di consulenza. Il nuovo saggio di Mariana Mazzucato

 New York Stock Exchange (Photo by SPENCER PLATT / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

 
Arriva in libreria per Laterza “Il grande imbroglio”, scritto dall’economista insieme a Rosie Collington
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C’è un protagonista occulto eppure determinante dietro le scelte di grandi aziende e governi: le società di consulenza. Politiche industriali, Brexit, Covid, Pnrr: dove la questione è nuova e complessa, arriva puntualmente una delle “Big Con” non solo a consigliare ma di fatto spesso a dettare quali strade intraprendere. Mariana Mazzucato, nata a Roma, cresciuta in America dove ha conseguito il PhD alla New School di New York e oggi economista dell’University College di Londra, svela e analizza una lunga casistica in cui la democrazia è stata accantonata e le decisioni demandate a chi per definizione ne sa (o saprebbe) di più: Il grande imbroglio, uscito per Laterza, è un’inquietante summa delle occasioni in cui governi di tutto il mondo, al pari delle corporation (dove pure ci sarebbe una questione di democrazia se pensiamo ai piccoli azionisti) prendono tale scorciatoia. Si è ormai innescata una spirale: «Le società di consulenza, la cui sopravvivenza dipende dalla capacità di aggiu…

C’è un protagonista occulto eppure determinante dietro le scelte di grandi aziende e governi: le società di consulenza. Politiche industriali, Brexit, Covid, Pnrr: dove la questione è nuova e complessa, arriva puntualmente una delle “Big Con” non solo a consigliare ma di fatto spesso a dettare quali strade intraprendere. Mariana Mazzucato, nata a Roma, cresciuta in America dove ha conseguito il PhD alla New School di New York e oggi economista dell’University College di Londra, svela e analizza una lunga casistica in cui la democrazia è stata accantonata e le decisioni demandate a chi per definizione ne sa (o saprebbe) di più: Il grande imbroglio, uscito per Laterza, è un’inquietante summa delle occasioni in cui governi di tutto il mondo, al pari delle corporation (dove pure ci sarebbe una questione di democrazia se pensiamo ai piccoli azionisti) prendono tale scorciatoia. Si è ormai innescata una spirale: «Le società di consulenza, la cui sopravvivenza dipende dalla capacità di aggiudicarsi contratti – scrive l’economista - possono essere incentivate a evitare che i clienti apprendano e si rendano indipendenti, perché a quel punto non avrebbero più bisogno di servizi di consulenza».

Alla radice, è la trama sottesa a tutto il libro, c’è la sostanziale incapacità degli organi amministrativi, pubblici e privati, ovvero di chi ci lavora, di gestire tematiche complesse per decidere al meglio, il che porta a enormi appropriazioni di potere da parte di gruppi che però perseguono i loro interessi. A volte è la fretta a dettare affidamenti rischiosi: perfino un governo tecnico come quello Draghi, entrato in carica nel febbraio 2021, appaltò alla McKinsey «l’organizzazione dell’impiego del Pnrr, per poter sottoporre entro aprile una strategia economica e ottenere il via libera all’erogazione dei fondi». La commessa costò solo 25 mila euro ma consentì alla società «di penetrare nel centro nevralgico del governo italiano come mai prima di allora». Identico discorso in Gran Bretagna per la Brexit, che presentava le stesse incognite da mancanza di precedenti: «Oltretutto, i rischi di insuccesso – ci spiega la stessa autrice – vengono scaricati sulle spalle del settore pubblico, delle imprese e dei cittadini». Il problema, dice Mazzucato, «è che fin quando i governi non investiranno per innalzare le loro capacità conoscitive e decisionali, saranno sempre dipendenti dai consulenti, e questo non solo significa gravare sui fondi dei contribuenti ma anche sacrificare prestigio e responsabilità politica sul piano internazionale».

Tutto è cominciato negli anni Novanta: il primo “mostro” che fu appaltato fu la digitalizzazione: «Solo negli anni Venti del Duemila politici e ricercatori si stanno rendendo conto dei costi che ha comportato trasferire la responsabilità delle funzioni informatiche del settore pubblico a consulenti gestionali».

Ora è il momento delle politiche climatiche: «Tra le società di consulenza c’è una battaglia all’ultimo sangue per accaparrarsi commesse nel settore, una volta relegato all’interno dei più generici servizi di responsabilità sociale delle imprese». Fra gli altri obiettivi del ricorso a un “aiuto”, la ricerca di strategie fiscali convenienti e poi ristrutturazioni, riposizionamenti, tagli degli organici: «Le società di consulenza consigliano quasi sempre alle aziende di ridurre il personale, anzi uno dei motivi per cui vengono assoldate è proprio perché consentono ai manager di scaricare su qualcun altro le colpe».

Uno dei capitoli più spinosi è quello dei conflitti d’interessi e dell’utilizzo fraudolento di informazioni di cui queste società entrano in possesso. Alcuni casi, che hanno portato a cause, multe e diffide delle autorità borsistiche, vengono raccontati. Ma le degenerazioni passano in secondo piano rispetto al tema centrale: l’attribuzione di decisioni di portata storica, in grado di cambiare i destini dei Paesi, a gruppi privati.

Il libro

Il grande imbroglio di Mariana Mazzucato e Rosie Collington (Laterza, trad. di Fabio Galimberti, pagg. 320, euro 26)

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