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Vedi alla voce (Lucio) “Fontana”, il Dizionario dedicato all’artista

Lucio Fontana (Archivio Cameraphoto Epoche)

 
L’opera a cura di Luca Pietro Nicoletti: un viaggio che circumnaviga il mistero di uno dei nostri più grandi maestri del Novecento
3 minuti di lettura

E’ un’idea molto letteraria, alla Borges, quella di descrivere un uomo senza parlare direttamente di lui: ma raccontando solo – una ad una, uno ad uno – le sue relazioni, i suoi amori, i luoghi che ha frequentato, le persone con le quali si è accompagnato, le opere, le azioni, i pensieri addirittura. È come tracciare una mappa dei confini della sua identità, una cartografia fisica e psichica dei territori che ha toccato: al cui centro c’è un vuoto. Un’assenza. Ma essendo l’uomo di cui si parla Lucio Fontana, in fondo è quasi naturale che sia così: i suoi tagli non indicano forse uno spazio insondabile? Sono luoghi in cui lo sguardo non può inoltrarsi: deve accontentarsi delle superfici, a volte pittoricamente ricchissime, a volte essenziali, che circondano quell’altrove indicibile.

Così è in fondo per il Dizionario Luc…

E’ un’idea molto letteraria, alla Borges, quella di descrivere un uomo senza parlare direttamente di lui: ma raccontando solo – una ad una, uno ad uno – le sue relazioni, i suoi amori, i luoghi che ha frequentato, le persone con le quali si è accompagnato, le opere, le azioni, i pensieri addirittura. È come tracciare una mappa dei confini della sua identità, una cartografia fisica e psichica dei territori che ha toccato: al cui centro c’è un vuoto. Un’assenza. Ma essendo l’uomo di cui si parla Lucio Fontana, in fondo è quasi naturale che sia così: i suoi tagli non indicano forse uno spazio insondabile? Sono luoghi in cui lo sguardo non può inoltrarsi: deve accontentarsi delle superfici, a volte pittoricamente ricchissime, a volte essenziali, che circondano quell’altrove indicibile.

Così è in fondo per il Dizionario Lucio Fontana che Quodlibet ha dato alle stampe (a cura di Luca Pietro Nicoletti): un viaggio che circumnaviga il mistero di uno dei nostri più grandi artisti del Novecento. Ma se vedi alla voce: Fontana, in realtà scopri l’arte del secolo scorso, visto il ruolo cruciale che ha avuto il creatore dei tagli. E il volume è dunque uno strumento di lavoro e di consultazione che serve a conoscere moltissima parte della nostra storia culturale.

L’opera è stata ispirata dal Dictionnaire Picasso di Pierre Daix: sfogliandolo, il compianto Enrico Crispolti, grande studioso del maestro italo-argentino, lanciò l’idea «a mezza via tra la boutade e la provocazione – ricorda Nicoletti – Si sentiva troppo vecchio per un lavoro così gravoso, ma un giovane studioso si sarebbe potuto cimentare nell’impresa: fallo tu!».

Era il 2017, un anno dopo Crispolti è morto, e sei anni dopo la sua “provocazione” vede la luce. Nel frattempo i lemmi iniziali che dovevano essere 100 sono diventati 300, compilati da più di 60 autori. Un mosaico scritto per eccesso: difficile immaginare una voce mancante. Ci sono capitoli per ognuno degli artisti, dei critici, dei galleristi che hanno incrociato la loro vita con quella di Fontana: da Melotti a Manzoni, da Argan a Carla Lonzi, da Michel Tapié a Emilio Villa e via elencando.

Ci sono le città, Milano, Parigi, Venezia, e ovviamente l’Argentina dove è nato, dove è tornato a vivere per ben due volte, dove sulle orme del padre ha ricevuto il suo primo incarico pubblico e dove ha battezzato il celebre Manifiesto Blanco, che contiene in nuce la poetica dello spazialismo.

Ci sono, utilissimi, lemmi su ognuna delle grandi mostre che ha allestito o a cui ha partecipato, e su ognuna delle serie di opere che ha creato: le Attese, i Concetti spaziali, le Nature, la Fine di Dio, le Venezie, gli Inchiostri, i Teatrini, i Neon, gli Ambienti spaziali, i Soffitti e i Barocchi, il ciclo degli ultimi anni in cui l’artista ispessisce la materia, muove la superficie della tela, aggiunge lustrini e sabbia al colore, rendendolo cangiante.

Al barocco, d’altronde, inevitabilmente è dedicato un lungo capitolo: molti critici lo hanno visto come una delle categorie estetiche attraverso le quali leggere Fontana, per quel suo forzare la pittura oltre i limiti dati, cercando di evocare la misteriosa profondità dello spazio.

Non poteva mancare una pagina sul Bar Jamaica, la fiaschetteria dove artisti, scrittori, poeti potevano sempre trovare un pasto a credito dalla mitica mamma Lina. Si chiamava in origine “Ponte di Brera”, ma in una nebbiosa giornata d’autunno il critico musicale Giulio Confalonieri la paragonò alla Taverna della Giamaica immortalata da Hitchcock, e da allora fu ribattezzata.

Ma gli autori hanno pensato di raccontarci anche del Bar Testa di Albisola, la cittadina in provincia di Savona famosa per i suoi maestri ceramisti, dove Fontana si recava spesso per le sue sculture. Il bar era la sede di leggendarie sfide a boccette tra Lucio e Roberto Crippa.

Ecco, il Dizionario ospita anche notazioni laterali, curiosità inaspettate che ne rendono piacevole la lettura. Alcuni lemmi sono sorprendenti: come quelli dedicati alle tecniche, ai tipi di colori e collanti. Potrete sapere tutto dell’Acrilico, del Vinavil o dell’Alchidico, «colore realizzato miscelando pigmenti e resina alchidica modificata con l’aggiunta di olio, diluibile con tradizionali solventi per colori a olio».

Poiché era più brillante e molto coprente (bastava una sola mano per ottenere il risultato) Fontana ne fece un grande uso negli anni Cinquanta, sostituendolo all’olio. Insomma, è un’enciclopedia sterminata che cerca di svelarci ogni cosa dell’avventura umana di Fontana: anche il suo lato d’ombra, quello che non mostrava, e che qualche volta nascondeva nelle sue tele. Sono le iscrizioni che nell’ultimo decennio verga soprattutto sul retro dei Tagli.

Alcune sono autoironiche («Fontana, piantala di fare i tagli!»). Alcune sono invettive («Che barba con il Pop Art»). Alcune, infine, rivelano la fatica di vivere: «Sono proprio stanco di lavorare», «Che fatica!», «La melanconia è il passatempo degli anziani». Sono tutte scritte nel 1968: Fontana sente la fine avvicinarsi. Era nato all’alba del secolo. Il 7 settembre, a 69 anni, muore.

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