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Dieci libri per migliorare le relazioni tra uomini e donne e sconfiggere il patriarcato

Foto FRANCESCO DEL BO 
Da Robin Nordwood a Michela Murgia, da Rebecca Solnit a Emma vi proponiamo una guida ai volumi che ragionano su machismo, stereotipi di genere e diritti
4 minuti di lettura

Dieci libri per capire meglio a che punto siamo: perché nel nuovo millennio le donne faticano ancora tanto; come mai la mascolinità tossica e il patriarcato sono duri a morire; come migliorare le relazioni tra donne e uomini; quali sono gli stereotipi che ancora sopravvivono e le battaglie sul campo dei diritti da portare avanti. Proponiamo una guida rivolta soprattutto ai più giovani, una piccola bibliografia sentimentale. Agli adulti comunque non farà male.

Robin Norwood, “Donne che amano troppo” (Feltrinelli, 304 pagg, 13 euro)

La domanda fondamentale resta questa: perché molte donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato non riescono a liberarsene? Un libro con tanti esempi, una sorta di casistica di situazioni che ciascuno/a conosce per averle provate o averle sentite raccontare. Sperare che l’altro cambi e investire energie per cambiare uomini che si capisce da subito non cambieranno è uno dei passi falsi da evitare. Robin Norwood, psicoterapeuta americana, i…

Dieci libri per capire meglio a che punto siamo: perché nel nuovo millennio le donne faticano ancora tanto; come mai la mascolinità tossica e il patriarcato sono duri a morire; come migliorare le relazioni tra donne e uomini; quali sono gli stereotipi che ancora sopravvivono e le battaglie sul campo dei diritti da portare avanti. Proponiamo una guida rivolta soprattutto ai più giovani, una piccola bibliografia sentimentale. Agli adulti comunque non farà male.

Robin Norwood, “Donne che amano troppo” (Feltrinelli, 304 pagg, 13 euro)

La domanda fondamentale resta questa: perché molte donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato non riescono a liberarsene? Un libro con tanti esempi, una sorta di casistica di situazioni che ciascuno/a conosce per averle provate o averle sentite raccontare. Sperare che l’altro cambi e investire energie per cambiare uomini che si capisce da subito non cambieranno è uno dei passi falsi da evitare. Robin Norwood, psicoterapeuta americana, indica un possibile itinerario verso la consapevolezza di se stessi e l'equilibrio dei sentimenti. Il libro è stato un bestseller, la prefazione italiana è di Dacia Maraini.


Michela Murgia, “Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo più sentire” (Einaudi, pagg. 128, euro 13)
Altro libro cult, firmato da Michela Murgia. Il linguaggio è la spia delle discriminazioni che le donne subiscono. Il primo consiglio è fare rumore, parlare. Per secoli le donne sono state costrette al mutismo. Se possibile un passo indietro. Ecco alcune delle frasi che come donne non dovremmo sentirci dire mai: “brava e pure mamma!”, “spaventi gli uomini”, la tremenda “sei una donna con le palle” o la frase regina di ogni mansplaining: “adesso ti spiego”.


Rebecca Solnit, “Gli uomini mi spiegano le cose. Riflessioni sulla sopraffazione maschile” (Ponte alle Grazie, pagg. 176, euro 14,50)
A proposito di mansplaining, la saggista e scrittrice statunitense Rebecca Solnit ci ha scritto un libro. Di che si tratta? E’ l’abitudine a spiegare alle donne tutto, dalle cose più complesse alle più semplici. E’ un atteggiamento che nasce da una idea di superiorità e dall’idea di saperne sempre di più. La violenza sulle donne comincia anche da qui. Rebecca Solnit è bravissima a spiegare come e quando accade e a evidenziare il lato grottesco e imbarazzante della società maschilista. Un invito alla riflessione.

Carlotta Vagnoli, "Maledetta sfortuna. Vedere, riconoscere e rifiutare la violenza di genere” (Fabbri, pagg. 192, euro 16)
Saper prevenire, riconoscere i segnali negativi. L’educazione alle relazioni uomo-donna passa anche da questa via. Quali sono i primi campanelli d'allarme? La violenza di genere non è solo il femminicidio ma contempla una serie di prevaricazioni che bisogna imparare a riconoscere. Carlotta Vagnoli, giornalista femminista e attivista diventata un punto di riferimento su questi temi, spiega in modo chiaro le tante facce della prevaricazione maschile: dal revenge porn, al victim blaming ai tanti pregiudizi diffusi. Libro consigliato a donne e uomini, soprattutto giovani.


Valeria Fonte, "Ne uccide più la lingua” (De Agostini, pagg. 237, euro 16,90)
Valeria Fonte è citatissima in questi giorni per via di una frase diventata virale, scritta dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Giulia Cecchettin: “E’ stato il vostro bravo ragazzo”. E’ stata Elena Cecchettin, la sorella di Giulia, a rilanciarla in Rete. In questo libro Valeria Fonte elenca esempi di un linguaggio patriarcale ancora vivo: non dovevi vestirti così. Potevi dire no. Lo stupro è un'altra cosa. Perché non hai denunciato? L'ha uccisa in un raptus di gelosia. Sei troppo aggressiva. Non c'è donna, spiega, che che non si sia mai sentita rivolgere parole come queste. Ecco perché “ne uccide più la lingua”. Smontare parole sbagliate aiuta a smontare idee sbagliate: il libro funziona come una cassetta degli attrezzi.


bell hooks, "La volontà di cambiare” (il Saggiatore, pagg. 200, euro 19)
La femminista americana scomparsa nel 2021 è ancora un punto di riferimento delle giovani generazioni. In questo saggio riflette su che cosa è la mascolinità tossica e sul gelo delle emozioni che spesso ne è alla base. Ma soprattutto parla a uomini e donne di una rivoluzione necessaria dell’affettività, per costruire relazioni sane e immaginare una società nuova che guardi a quella patriarcale come al passato. C’è ancora molta strada da fare ma qui troverete qualche luce per riconoscere le maschere dietro le quali si nasconde la rabbia e la violenza maschile. L’utopia di hooks? Un futuro in cui tutti avranno il coraggio di amare e essere amati. E anche, quindi, essere lasciati!

Serena Dandini, “Ferite a morte. Dieci anni dopo” (Rizzoli, pagg. 288, euro 18, con Maura Misiti)
Edizione aggiornata, dove il monologo che chiude il libro invita gli uomini a farsi carico delle lotte delle donne, a partecipare in prima persona. Se la violenza maschile è prima di tutto un’eredità culturale, solo cambiando insieme la scala dei valori si può costruire un futuro diverso. Un libro di denuncia e speranza, dopo che la pandemia ha reso manifeste le diseguaglianze di genere e ha visto aumentare i casi di violenza delle donne recluse in casa per il lockdown. Ecco come Dandini spiega la genesi del libro: "Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: 'E se le vittime potessero parlare?'”.

Emma, “Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano” (Laterza, euro 18, pagg. 186)
Un fumetto che spiega gli ingranaggi quotidiani in cui il patriarcato si nasconde. Gli uomini stessi credono spesso di essere nel giusto, in pace con la coscienza. E se gli si fa notare che il peso della casa o della famiglia è carico della donna, quasi stupiti rispondono: “Bastava chiedere”. La prefazione è di Michela Murgia.


Michela Marzano, "Sto ancora aspettando che qualcuno mi chieda scusa” (Rizzoli, pagg. 288, euro 19)
Una donna, Anna, al centro del romanzo. La sua fragilità si rivela crescendo, il bisogno dell’approvazione, degli sguardi degli altri, delle parole degli uomini. Il corpo che diventa il terreno di quella battaglia. Poi il lavoro in una radio e l’insegnamento a un master di giornalismo ai tempi del MeToo e la possibilità di parlare ai ragazzi di temi che dovrebbero entrare nelle scuole: che cos’è il consenso? Un viaggio dentro l’interiorità di una donna che fa da specchio alle zone grigie della nostra società.

Chimamanda Ngozi Adichie, "Dovremmo essere tutti femministi” (Einaudi, pagg. 56, euro 9)
Il saggio è breve, nasce da una conferenza TEDx ma è diventato un manifesto. E’ il testo più pop sul femminismo degli ultimi anni. Ci sono idee per un femminismo per il XXI secolo che pescano nell’attualità così chiare e potenti che Beyoncé le ha campionate nel brano Flawless e hanno fatto il giro del mondo. Così come la scritta FEMINIST a caratteri cubitali come sfondo della performance dell'artista agli Mtv Video Music Awards. Chimamanda Ngozi Adichie dice una cosa semplice ma rivoluzionaria: per avere un giorno un mondo più giusto dobbiamo cambiare le cose da insegnare alle nostre figlie. E ai nostri figli.


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