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Storie di Storia / 43. Storie sul Tamigi, il fiume più lungo d'Inghilterra

Newsletter quindicinale. 23 novembre 2023
29 minuti di lettura

Nilo, Yangtse, Tigri, Eufrate, Tevere: fin da piccoli, maestri elementari e sussidiari ci hanno insegnato che non esistono grandi civiltà senza un fiume. Sorgente di acqua potabile o fonte per l’irrigazione dei campi, il fiume costituisce spesso anche un mezzo di trasporto essenziale per i commerci o una via di accesso al mare. Vedute straordinarie ritratte da artisti e ponti leggendari raccontati da poeti rappresentano specchi che riflettono millenni di storia. La prima delle nostre storie, dedicata al Tamigi, inaugura una serie di racconti legati ai grandi fiumi del mondo. Buona lettura.

La storia

IN PRINCIPIO ERA IL FIUME

Tre storie sul Tamigi

 

Panorama del Tamigi e degli edifici della City, riva nord visibile oltre il London Bridge. Incisione di S. e N. Buck, 1749. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

 

Di Davide De Leo (Linguista, PhD)

Il Tamigi è un fiume denso di c…

Nilo, Yangtse, Tigri, Eufrate, Tevere: fin da piccoli, maestri elementari e sussidiari ci hanno insegnato che non esistono grandi civiltà senza un fiume. Sorgente di acqua potabile o fonte per l’irrigazione dei campi, il fiume costituisce spesso anche un mezzo di trasporto essenziale per i commerci o una via di accesso al mare. Vedute straordinarie ritratte da artisti e ponti leggendari raccontati da poeti rappresentano specchi che riflettono millenni di storia. La prima delle nostre storie, dedicata al Tamigi, inaugura una serie di racconti legati ai grandi fiumi del mondo. Buona lettura.

La storia

IN PRINCIPIO ERA IL FIUME

Tre storie sul Tamigi

 

Panorama del Tamigi e degli edifici della City, riva nord visibile oltre il London Bridge. Incisione di S. e N. Buck, 1749. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

 

Di Davide De Leo (Linguista, PhD)

Il Tamigi è un fiume denso di contraddizioni. Lo storico Jerry White ha descritto Londra come “una cosa grande e mostruosa”; questa definizione può valere anche per il fiume più lungo d’Inghilterra, testimone di grandi imprese come di crimini efferati; casa di salmoni, foche e persino balene o, un tempo, fogna a cielo aperto.

Alcuni, metaforicamente, pensano alla sua purezza alla sorgente in contrasto con le acque livide, contaminate dalla cupidigia della capitale. Il poeta Wandsworth lo paragonò al sangue che scorre all’interno di Londra, senza il quale la capitale perirebbe. Anzi, senza il quale Londra non sarebbe mai nata.

Perché in principio era il fiume e non vi sarebbe Londra senza il Tamigi. Ben prima della fondazione della Londinium romana, i primi insediamenti della futura Londra avvennero nelle immediate vicinanze del Tamigi per sfruttarne le possibilità di trasporto e rendere più prosperi i commerci. Vi sono riscontri di insediamenti umani che vivevano del fiume fin dall’era neolitica. Nella collezione del British Museum vi è una ciotola decorata (3300–2700 a.C.), trovata nel fiume a Hedsor, nel Buckinghamshire. Numerosi siti e manufatti dell’Età del bronzo sono stati scoperti lungo le rive del fiume, inclusi insediamenti a Lechdale, Cookham e Sunbury-on-Thames.

Successivamente, i romani scelsero la zona in cui il fiume era più stretto, che coincide con la City odierna, il nucleo primario londinese, per poterci costruire un ponte, secondo alcuni il primo mai costruito sul Tamigi (sono stati trovati dei piloni di legno risalenti all’Età del bronzo che arrivano fino a metà fiume, ma non è certo che costituissero un ponte). Per quello fu chiamato London Bridge, l’unico ponte di Londra fino al XVIII secolo, quando fu costruito Westminster Bridge.

La costruzione di quest’ultimo fu molto controversa, in quanto la City Corporation la considerava una minaccia ai commerci e temeva un deprezzamento delle proprietà immobiliari nella City e sul ponte stesso. Il cosiddetto Old London Bridge, successivamente sostituito, era infatti una sorte di Ponte Vecchio di Firenze, ma molto più alto, con case e negozi su più piani. La City Corporation temeva che con la costruzione di ponti periferici, il traffico delle merci potesse transitare al di fuori della città.

Quell’unico ponte si faceva quindi imbuto, per convogliare dove si desiderava il flusso delle genti e delle merci. Il fiume, invece, diventava un argine e un confine, tanto che successivamente il Tamigi delimitò la City dal sobborgo detto oggi Bankside, su cui furono eretti i teatri elisabettiani The Theatre, The Rose, The Globe, dopo che gli attori erano stati banditi dal governo della città e avevano dovuto ripiegare in gran parte a sud del fiume, al di fuori delle mura, a seguito di un editto del 1580, in quanto la presenza degli attori incoraggiava “immoralità, giochi d’azzardo e intemperanza”.

Mai così tante pagine sono state scritte su un fiume dal corso così breve, se paragonato al Nilo, allo Yangtze, al Rio delle Amazzoni o al Mississippi, fiumi lunghi almeno una ventina di volte più del Tamigi. A tale proposito, rispondendo a un cittadino americano che canzonava il Tamigi paragonandolo al Mississippi, il politico e sindacalista inglese John Burns, affermò: “Il St Lawrence è acqua, il Mississippi è acqua fangosa, ma il Tamigi è storia liquida”. Sconfinata è infatti la lista degli eventi storici registrati sull’acqua o vicino agli argini del fiume. Testimonianza ne sono castelli, palazzi e dimore storiche costruiti nel corso dei secoli a pochi metri dall’acqua. Gran parte dei siti più iconici di Londra si trovano tutti a pochi metri dal Tamigi: il Big Ben con il Parlamento, la Ruota panoramica, la Torre di Londra e il Tower Bridge.

Dozzine di luoghi diversi che si riflettono sul Tamigi legano la monarchia al fiume. Eduardo il Confessore costruì l’Abbazia di Westminster, terminata nel 1065, accanto al quale fu eretto un palazzo, poi trasformato nelle Camere del Parlamento. Guglielmo il Conquistatore fece costruire diversi castelli, inclusi Wallingford, Windsor e la Torre di Londra. Re Giovanni, nel XIII secolo, fu obbligato a firmare la Magna Carta a Runnymede, villaggio sul Tamigi. Nel 1433, il Duca di Gloucester, reggente del re bambino Enrico VI, costruì il Palazzo di Placentia, poi demolito da Carlo II nel 1660 per far spazio a un palazzo più bello e più grande, che però non fu mai eretto. Vi fu invece costruito l’Ospedale di Greenwich, pensionato per ex marinai della Royal Navy, ora diventato Museo marittimo nazionale.

Il palazzo di Hampton Court fu invece fatto erigere dal Cardinale Wolsey durante il regno di Enrico VIII, donato al monarca nel 1529 per farsi perdonare il fatto di non essere riuscito a intercedere presso il Papa per l’annullamento del matrimonio del sovrano con Caterina di Aragona. Hampton Court appartiene ancora alla Corona.

White Hart Hotel, Sonning-on-Thames, fotografia del 1880-1900, Library of Congress.

 

LONDON BRIDGE

Il ponte dei traditori

 

Southwark e London Bridge, acquaforte di N. Whittock del 1850, da un Quadro di A. van den Wyngaerde del 1546 circa. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

 

“Remember, remember the Fifth of November” è l’inizio di una filastrocca che saprà recitarvi qualsiasi bambino, ragazzo o adulto del regno.

Ancora oggi, ogni cinque novembre si accendono tanti falò nel Regno Unito e i bambini bussano alle porte in giro per paesi e città, chiedendo “A penny for Guy” e recitando questa filastrocca:

Ricorda, ricorda il 5 novembre:

Polvere da sparo, tradimento e complotto.

Non vedo perché mai la congiura delle polveri

Debba esser dimenticata.

Guy Fawkes, Guy Fawkes, fu sua intenzione

Far saltare in aria Re e Parlamento,

Sei decine di barili di polvere da sparo piazzati di sotto

Per rovesciare la povera vecchia Inghilterra.

Per provvidenza divina fu colto

Con una lanterna oscura e un fiammifero acceso

Urlate ragazzi, urlate ragazzi,

Dio salvi il Re!

Hip, hip, hurrà!

Hip, hip, hurrà!

Una pagnotta da un soldo da dar da mangiare al vecchio Papa,

Un formaggio da qualche centesimo perché si strozzi,

Una pinta di birra per farlo scendere giù,

Un fascio di rametti per bruciarlo,

Bruciatelo in una vasca di catrame,

Bruciatelo come una stella ardente,

Bruciategli il corpo a partire dalla testa

E poi diremo che il vecchio Papa è morto.

Hip, hip, hurrà!

Hip, hip, hurrà!

L’invito a non dimenticare (“Ricorda, ricorda il 5 novembre”) e i falò sono un monito a chiunque avesse la velleità di tramare contro il re o il governo.

A tramare, il 5 novembre del 1605, furono tredici cattolici, nella cosiddetta “Congiura delle polveri”. Il giorno della seduta inaugurale del Parlamento furono scoperti trentasei barili di polvere nei sotterranei del palazzo di Westminster, destinati a far saltare in aria il Re, la Regina con la famiglia reale e tutti i membri del Parlamento. Il progetto di attentato avvenne in un’epoca di lotte intestine tra cattolici e protestanti. Lo stesso re Giacomo I Stuart, erede al trono di Elisabetta I e figlio di Maria Stuart (uccisa dalla stessa Elisabetta), incarnava le contraddizioni dell’epoca, tanto per le suddette vicende biografiche e dinastiche, quanto per essere nato cattolico e diventato protestante.

A eseguire la congiura del 1605 avrebbe dovuto essere Guy (o Guido) Fawkes che, a differenza del sovrano, era nato anglicano ma si era convertito al cattolicesimo dopo che la madre, rimasta vedova quando Guy aveva otto anni, si era sposata in seconde nozze con un cattolico. Fawkes era l’unico tra i cospiratori a saper maneggiare polvere da sparo per i suoi trascorsi militari. Ma, come detto, l’attentato fu sventato dopo che una lettera anonima inviata alle autorità mise in guardia il governo: “questo Parlamento riceverà un colpo terribile, eppure i suoi membri non saranno in grado di vedere chi farà loro del male”. Le guardie reali perquisirono la Camera dei Lord a mezzanotte e, alle prime luci dell’alba del 5 novembre, Fawkes fu scoperto nelle cantine, con una lanterna, una miccia e una scatola di fiammiferi, vicino a 36 barili di polvere da sparo.

Arrestato, Fawkes fu portato davanti al Re. Interrogato sulle sue intenzioni, l’attentatore rispose: “Volevo far saltare in aria il Re e tutti i suoi Lord scozzesi e scaraventarli di nuovo in Scozia”, rammaricandosi del fallimento. Giacomo I, pur scampato all’attentato, ne lodò il coraggio. A seconda delle circostanze, molti dei cospiratori furono uccisi, mentre quattro di loro, Robert Catesby, Thomas Percy e i Fratelli Wright furono arrestati e portati alla Torre di Londra insieme a Fawkes. Qui furono torturati e finirono per confessare. Furono giustiziati il 31 gennaio 1606, trascinati per le strade di Londra legati a un cavallo e portati a Westminster Yard, dove uno per uno (in ultimo Fawkes) furono “impiccati, decapitati e squartati”, secondo la pena prevista dalla legge per i traditori sin dal 1283 e abolita ufficialmente solo nel 1870. Le diverse parti del corpo venivano spesso portate nei quattro angoli del regno, da mostrare al popolo a intimorirlo e dissuaderlo dal commettere atti simili. In particolare, uno dei luoghi in cui venivano mostrate era il London Bridge, dove trenta teste di cospiratori erano tenute su altrettanti spuntoni fino a marcire e a cadere nel fiume. Tra le altre, oltre ai cospiratori delle polveri, furono esposte negli anni le teste di Tommaso Moro, che si era rifiutato di riconoscere Enrico VIII quale capo della Chiesa, e Oliver Cromwell, che dopo la Restaurazione fu riesumato a più di due anni dalla morte e sottoposto alla condanna riservata ai traditori. Il primo condannato a essere esposto sul ponte fu probabilmente William Wallace, uno scozzese giustiziato nel 1305 per aver promosso una campagna contro Eduardo I. All’inizio, le teste erano esposte su Drawbridge Gate, sulla parte nord del ponte; successivamente su Stone Gate, sulla parte meridionale.

La pratica terminò dopo più di tre secoli e mezzo, nel 1678, anno in cui le teste dei traditori cominciarono a essere esposte a Temple Bar.

Quanto alla congiura delle polveri, ancora oggi, a ogni apertura del Parlamento, gli Yeoman cercano esplosivi nei sotterranei del Palazzo di Westminster.

ESTUARIO

Le Guerre anglo-olandesi

 

Attacco olandese a Medway, dipinto di Pieter Cornelisz van Soest

 

In un quadro di aspro antagonismo tra Inghilterra e Paesi Bassi per il dominio delle rotte commerciali, intervenne l’Atto di navigazione inglese del 9 ottobre del 1651, che vietava l’importazione di qualsiasi merce non trasportata da imbarcazione inglese o del Paese di origine della merce stessa. La legge intendeva colpire l’Olanda, per la quale il trasporto di merci per conto terzi rappresentava una delle principali fonti di introiti. A peggiorare le relazioni tra le due potenze le numerose scorribande dei corsari inglesi, che catturarono un centinaio di navi olandesi.

Fu così che il governo olandese convertì ben 150 navi mercantili in navi da guerra per prepararsi alle ostilità, che iniziarono nel 1652, data di inizio della prima delle tre guerre combattute, esclusivamente in acqua, tra Inghilterra e Olanda, fino al 1674.

Fu durante il secondo dei tre conflitti che il Tamigi entrò in gioco. Gli olandesi, tra il 9 e il 14 giugno 1667, attaccarono a sorpresa sul fiume Medway e sulla foce del Tamigi con quasi 90 imbarcazioni, trovando sguarnite le difese attorno alla capitale, in quanto gli inglesi si aspettavano un attacco a Harwich, cittadina fortificata a tal fine pochi mesi prima. Né furono ritenute credibili le informazioni sul possibile attacco provenienti dalla rete di spie britanniche. Londra era peraltro fiaccata dall’epidemia di peste del 1665-66 e distratta dalla ricostruzione successiva al Grande incendio del 1666.

Molti ufficiali della marina olandese erano scettici sull’attacco, rischiosissimo per la presenza di numerose secche nell’estuario del Tamigi. Due piloti inglesi esperti della zona avevano però tradito la madre patria, vendendosi agli olandesi e guidarono la flotta olandese, che riuscì a superare le difese inglesi, rappresentate dal Castello di Upnor e dalla Gillingham Line (un’enorme catena posta a difesa delle coste inglesi a circa tre metri sotto il livello dell’acqua) sul Medway e a prendere il forte di Sheerness sull’estuario del Tamigi.

Il 12 giugno 1667, a Chatham, si consumò la più grande disfatta della marina inglese dall’invasione normanna del 1066: tre navi mercantili e dieci navi da guerra furono bruciate dagli olandesi o affondate dagli inglesi per bloccare il passaggio sul Medway. Tra queste, tre delle quattro “grandi navi” della flotta militare furono perse; la quarta, la HMS Royal Sovereign, si salvò solo perché ancorata a Portsmouth; quattro delle otto navi con più di 75 cannoni furono distrutte. La HMS Royal Charles fu conquistata senza colpo ferire e rimorchiata fino in Olanda.

I cittadini della riva settentrionale del Tamigi e di Londra erano in preda al panico: si sparse la voce che il nemico fosse alle porte, che gli olandesi stessero per invadere da sud, partendo da Dunkirk insieme ai francesi. Voci di tradimento da parte dei papisti, persino del Re. I benestanti fuggirono con i beni che riuscirono a portare con sé. Ma la paventata invasione non arrivò. Il 27 giugno era previsto che la flotta olandese risalisse il Tamigi oltre Gravesend, ma l’azione fu annullata quando si seppe che i blocchi navali avrebbero impedito l’impresa e che cinque navi da guerra inglesi avrebbero difeso il fiume poco più avanti. Gli olandesi pertanto si ritirarono, temendo una fiera resistenza dopo che alcuni tentativi di invasione sulla costa orientale erano stati respinti.

Il Trattato di Brema, firmato qualche settimana dopo, modificò l’Atto di navigazione a favore degli olandesi. La pace ebbe però vita breve, visto che un attacco degli inglesi nel 1672 fece scoppiare il terzo conflitto navale.

THE GREAT STINK

Il grande fetore

 

Installazione del Sistema fognario della metropoli nel 1867. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

 

Signore,

con un battello a vapore ho attraversato oggi lo spazio d’acqua tra London Bridge e Hungerford Bridge, tra le tredici e trenta e le quattordici. [..] L’aspetto e l’odore dell’acqua hanno subito attirato la mia attenzione. Il fiume era ovunque un fluido opaco marrone pallido. Per verificare il grado di opacità, ho strappato alcune carte bianche in pezzettini e le ho quindi bagnate, in modo da farle affondare facilmente sotto la superficie; ho quindi lasciato cadere alcuni di questi pezzi in acqua in prossimità di ogni molo a cui la barca via via si avvicinava. Prima che fossero affondati poco più di 2,5 cm sotto la superficie dell’acqua erano già indistinguibili, anche se splendeva il sole in quel momento; quando i pezzi di carta cadevano di lato, la parte inferiore era nascosta alla vista prima che la parte superiore fosse sott’acqua.

È quanto è successo al Molo di St. Paul, a Blackfriars Bridge, al Molo di Temple, a Southwark Bridge, e a Hungerford, e non ho dubbi che si sarebbe verificato risalendo e discendendo ulteriormente il fiume. Vicino ai ponti gli escrementi si arrotolavano in nuvole così dense che erano visibili in superficie anche in acque di questo tipo.

Il fetore era molto acuto, per tutto il corso d’acqua percorso. Era lo stesso che proviene in strada dai tombini. L’intero fiume era una vera e propria fogna. Essendo appena tornato dall’aria di campagna, ero forse più colpito di altri, ma non credo che avrei potuto continuare fino a Lambeth o a Chelsea, e sono stato lieto di tornare sulle strade dove, tranne che vicino ai tombini, vi era un’aria molto più dolce che sul fiume.

Ritengo sia mio dovere registrare questi fatti, in modo che possano essere portati all’attenzione di coloro che esercitano il potere, o che hanno responsabilità in relazione alla condizione del nostro fiume. Non c'è nulla di figurativo nei termini che ho adoperato, né alcun accostamento all’esagerazione. È la semplice verità.

[…]

Sono, Signore, Suo obbediente servo, M. Faraday, scienziato, Lettera al Times, 1855.

Alla metà del XIX secolo, il fetore proveniente dal Tamigi terrorizzava la gente che abitava o lavorava vicino alle sue rive, in particolare le Camere del Parlamento. Dei drappi bagnati di cloro venivano appesi sulle finestre del Parlamento per placare la puzza proveniente dal fiume, senza grande successo.

Si riteneva che l’odore stesso fosse tossico e potesse trasmettere terribili malattie, come l’asma o il colera. Si decise di intervenire. Nel giro di un decennio, l’ingegnere Joseph Bazalgette fece in modo che il Tamigi non fosse più una fogna a cielo aperto, concependo una rete fognaria interrata che serviva tutto il centro di Londra, alleviando la città da una serie di epidemie di colera, che l’avevano colpita dal 1831 al 1854 e ispirando altre città in tutto il mondo.

La popolazione di Londra era cresciuta da un milione nel 1800 a circa 2,5 milioni nel 1850, esercitando un’enorme pressione sull’edilizia e sui sistemi sanitari. A fronte di incredibili progressi tecnologici (si pensi solo all’uso del vapore nell’industria e nella ferrovia), si aveva però il problema irrisolto dell’inquinamento. La gente era cosciente del problema, dato che la puzza assillava la capitale da almeno una decina di anni e, come ricordato, il colera aveva colpito diverse volte.

Alcuni scienziati condussero studi sul problema, il più famoso dei quali fu John Snow: nel 1854 il medico inglese scoprì che, come sospettava, il colera si diffondeva attraverso l’acqua e non l’aria. Alcune società private attingevano al Tamigi per rifornirsi d’acqua (anche quella destinata ad essere bevuta) e venderla. Una di queste società gestiva la pompa di Broadstreet che forniva acqua “potabile” agli abitanti di Soho. Snow provò a chiudere la pompa e la gente cominciò a non ammalarsi più. Il problema era che nel fiume venivano riversati gli eccessi degli scarichi organici dei cittadini, che fuoriuscivano dalle tubature preposte, ormai insufficienti.

L’intervento di Faraday e l’iniziativa di Snow scatenarono i giornalisti. Dopo una lunga battaglia per la libertà di stampa, era stata abolita la tassa sui giornali, abbassando notevolmente il prezzo dei quotidiani e aiutandone di molto la diffusione. L’eco fu quindi enorme.

Quel che peggiorava la situazione era che il Tamigi è un fiume soggetto alla marea; parte dell’acqua torna pertanto indietro quando arriva all’estuario. Ma oltre all’incremento della popolazione cittadina, la situazione era peggiorata per un’altra ragione. Fino al 1815, i cittadini della capitale si disfacevano degli escrementi cedendoli a qualcuno che li raccoglieva gratuitamente con un carro e li vendeva in campagna, dove venivano utilizzati per concimare la terra, ottimo esempio di economia circolare ante litteram. Questo sistema non fu più applicato a partire dall’inizio del XIX secolo, in parte perché Londra crebbe a dismisura e i campi cominciarono quindi a essere troppo lontani per il trasporto sui carri; in parte perché l’importazione di guano (escrementi di volatili) a basso prezzo dal Sud America costituì un concime alternativo. Ma l’elemento forse decisivo fu l’introduzione del water closet (obbligatorio dal 1844), che scaricava gli escrementi insieme a tanta acqua nelle condotte pubbliche, che traboccavano nei corsi d’acqua circostanti. Tutto era cambiato, quindi, dal 1815, quando pochissimi scarichi arrivavano nel Tamigi, al 1844, quando praticamente tutti gli escrementi di 2,5 milioni di persone si scaricavano nel fiume.

Le epidemie di tifo (secondo gli storici fu una di queste a uccidere il Principe Alberto nel 1861) e soprattutto di colera furono decisive per le iniziative del Parlamento. Si riteneva all’epoca che le malattie fossero trasmesse non dall’acqua (come fu poi dimostrato), ma attraverso il miasma, le esalazioni malsane provenienti dal fiume. Essendo le Camere del Parlamento molto vicine all’acqua, i parlamentari si attivarono per cercare di alleviare la capitale dal miasma. Furono assegnati i fondi necessari a Bazalgette, che fu incaricato di cercare di risolvere il problema.

L’opera di Bazalgette stravolse la capitale, nel senso che furono progettati 130 km di condotte fognarie che in alcuni pezzi sono più larghe dei tunnel della metropolitana, 180 km di canalizzazioni stradali e il rifacimento dei terrapieni degli argini del Tamigi (Enbankment), cambiando di fatto la faccia di Londra, anche perché coprì tunnel della metropolitana, cavi elettrici e le nuove fognature. Il fiume arretrò, basti pensare che lo Strand (termine che indica una spiaggia o una riva), arteria cittadina, un tempo si affacciava sul fiume, mentre ora vi dista alcune dozzine di metri (per giungervi a piedi dalle rive del Tamigi, si passa appunto dall’Enbankment, argine in inglese, opera di Bazalgette). Il suo progetto fu definito “l’opera più grande e meravigliosa dei tempi moderni” dagli osservatori dell’epoca e la sua rete fognaria, come anche ovviamente gli argini del fiume, sono ancora utilizzati. Quanto allo Strand, il nome ora ha solo un significato storico, ma non è stato cambiato come da tradizione britannica.

Il risultato dell’opera di Bazalgette fu abbastanza efficace, anche se si limitò a spostare il problema in zone più a est, a Barking e Abbey Wood, per esempio, zone scarsamente popolate all’epoca. Per far comprendere l’entità del problema, proprio in quella zona del Tamigi, nel 1878 vi fu una collisione tra due grandi imbarcazioni, una nave passeggeri si scontrò con una nave mercantile ed entrambe affondarono, con la morte di più di 640 persone, che perirono avvelenate in acqua, dove erano stati da poco riversati 340.000 m3 di scarichi non filtrati provenienti da Londra. A seguito dell’incidente, Bazalgette decise di separare i rifiuti liquidi da quelli solidi. I liquidi furono trattati con degli agenti chimici, i solidi caricati in cisterne e trasportati e gettati nel Mare del Nord. Questo metodo rimase in vigore fino al 1998, quando intervenne una direttiva europea che proibì la pratica. Da allora, liquidi e solidi sono ancora separati: i liquidi sono trattati da agenti chimici che stimolano l’appetito di microbi che li riciclano e i solidi sono inceneriti e usati per costruire blocchi di calcestruzzo.

Tornando al diciottesimo secolo, quando nel 1892 vi fu un’epidemia di colera in Amburgo, le autorità britanniche avvertirono del pericolo i cittadini di Londra, ma non vi furono casi di colera a Londra, allora né mai successivamente, grazie agli interventi di Bazalgette.

THE THAMES

100 fatti e curiosità

 

Royal Naval Hospital, Greenwich, con navi e barche a remi in primo piano. Incisione di T. Bowles, 1753.  Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

 

  1. Il Tamigi è il luogo in cui comincia il tempo, perché da Greenwich passa il primo meridiano.
  2. Il Tamigi, nato nel periodo giurassico, ha tra i 170 e i 140 milioni di anni.
  3. Il nome Thames si legge “tems”, senza pronunciare il tipico “th” inglese, perché il Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, era tedesco e non riusciva a pronunciarlo. Da allora, per non metterlo in imbarazzo, tutta la popolazione pronuncia “tems” il nome del fiume della capitale. L’aneddoto è molto popolare ed è ripetuto da generazioni, ma attenzione: potrebbe essere una leggenda!
  4. Il nome Tamigi (Thames, in inglese), deriva dal latino Tamesis, che deriva a sua volta dal nome celtico del fiume, Tamesas, che probabilmente significava “oscuro”.
  5. L’acqua del fiume è molto scura per i sedimenti trasportati dalla fonte fino al Mare del Nord.
  6. In alcune parti dell’Inghilterra, in particolare a Oxford, il Tamigi è detto Isis, dal nome della dea egiziana. Il Tamigi è spesso associato al Nilo, forse per la sua fertilità e per l’importanza che ha nel regno.
  7. William Turner nel 1806 espose un quadro chiamato Isis, che rappresenta il Tamigi, sotto grandi alberi, con un tempio in rovina sullo sfondo.
  8. Maschio o femmina? Isis è una dea. A quanto sembra, si parla al femminile nella parte alta del fiume (“questa distante e isolata madre Tamigi” scriveva William Morris), associata al liquido amniotico o al latte, mentre la parte bassa, fiera o forte, vicino Londra, è maschile. Una statua a Lechlade e un’iscrizione a Seven Springs, celebrano “Father Thames”, Padre Tamigi.
  9. Il Tamigi è lungo 215 miglia (346 km) e navigabile per 191 miglia.
  10. È il più lungo fiume inglese, ma il secondo nel Regno Unito dopo il Severn, che per un certo tratto scorre in Galles.
  11. La sorgente del Tamigi si trova a Thames Head (testa del Tamigi, letteralmente), nella contea del Gloucestershire, nella regione dei Cotswold. Talvolta, invece, si indicano le sorgenti di Seven Springs vicino Cheltenham, dove nasce un affluente del Tamigi, il Churn. Quest’ultima fonte è più lontana dalla foce, e aggiungerebbe 23 km alla lunghezza del fiume, facendone il più lungo del Regno Unito. Peraltro, su questa fonte campeggia l’iscrizione “Hic tuus o Tamesine pater septemgeminus fons”, ovvero “Qui, o Padre Tamigi [vi sono] le tue sette fonti”. Le Seven Springs sono attive tutto l’anno, a differenza di quelle di Thames Head, stagionali.
  12. Nell’agosto del 2022 i primi chilometri del fiume sono rimasti asciutti per qualche settimana a causa dell’ondata di calore del mese precedente e la fonte del fiume si è spostata temporaneamente di cinque miglia, oltre Somerford Keynes.
  13. La larghezza del fiume è molto variabile. Il punto più largo è di 29 km, nell’estuario.
  14. Lechdale è il punto più alto in cui il fiume è navigabile.
  15. La chiusa più alta è sempre a Lechlade, St John’s Lock (lock è la parola inglese per la chiusa).
  16. Il dislivello tra sorgente e foce è di 183 metri.
  17. La profondità del fiume varia a seconda dei tratti, ma va da un massimo di venti metri a circa 1,5 metri vicino London Bridge.
  18. Ci sono oltre 200 ponti sul Tamigi. 106 sono pedonali.
  19. Il ponte più vecchio ancora in funzione è il New Bridge, costruito attorno al 1250 dove l’affluente Windrush si unisce al Tamigi. Quello più nuovo è invece il Millennium Bridge, pedonale, aperto al pubblico nel 2002, che collega la Cattedrale di St. Paul’s alla Tate Modern.
  20. Quello che ora viene chiamato Old London Bridge fu costruito a partire dal 1176 (fu terminato nel 1209), a sostituzione di un ponte in legno. L’originario Ponte di Londra romano era stato sostituito numerose volte, già in epoca romana e successivamente nel Medio Evo. Old London Bridge fu il primo grande ponte di pietra ad arco costruito in Gran Bretagna. Nel 1358 si contavano ben 138 tra dimore e commerci sul ponte, che fu colpito da numerose calamità: tre anni dopo il completamento un incendio distrusse tutti gli edifici e uccise 3.000 persone. Le case furono rapidamente ricostruite. Nell’inverno del 1282 cinque archi crollarono sotto la pressione del ghiaccio. Anche questi furono ricostruiti. Nel 1580, durante il regno di Elisabetta I, furono installati dei mulini ad acqua. Nel 1666 il ponte resistette al Grande incendio di Londra, essendo di pietra, ma ne fu gravemente danneggiato: le case e i negozi di legno furono distrutti. Poco dopo l’apertura del secondo ponte su Londra, Westminster Bridge, si decise di riparare l’Old London Bridge: tutte le case furono rimosse, la carreggiata fu allargata a 14 metri e i due archi centrali furono sostituiti da un grande arco nel punto intermedio. La rimozione del pilastro centrale provocava però una costante erosione del letto del fiume, e occorreva gettare quasi costantemente della ghiaia per sostenere i pilastri rimanenti. Alla fine la manutenzione divenne troppo impegnativa e onerosa e fu deciso di progettare una struttura nuova diversi metri a monte.
  21. Nel 1876 fu indetto un concorso per il progetto di un nuovo ponte per unire le due sponde del Tamigi nella città di Londra, il ponte più a est mai costruito sino ad allora. Furono presentati 50 progetti, ma nessuno fu approvato. Fino al 1884, quando fu scelto il magnifico progetto dell’architetto Horace Jones e dell’ingegnere civile John Wolfe Barry, che fu detto il Tower Bridge.

    Una nave prigione sul Tamigi a Deptford: alcune barche a vela trasportano prigionieri dalla terra alla nave. Incisione di George Cooke del 1826 da un quadro di Samuel Prout. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

     
  22. Lo stile neo-gotico del Tower Bridge fu scelto per “abbinarsi” alla Torre Bianca. Ci vollero otto anni per completarlo e costò oltre un milione di sterline. Il colore originale del ponte era marrone; fu poi dipinto di grigio a scopo mimetico per sviare i bombardieri tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale e nel 1977 fu dipinto in rosso, bianco e blu per celebrare il giubileo d’argento della Regina Elisabetta II. Il ponte si apre gratuitamente al traffico, non essendo imposti pedaggi, come previsto nella Legge del Tower Bridge del 1885.
  23. L’architetto Horace Jones disegnò molti altri famosi edifici della Londra vittoriana, inclusi Leadenhall Market, Smithfield Market and Billingsgate Market. Morì nel 1887, sette anni prima del completamento del ponte il 30 giugno 1894. Ottenne il titolo di Sir un anno prima di morire. Fu fatto baronetto anche l’ingegnere John Wolfe Barry.
  24. Il Tamigi collega la Tate Britain alla sorella più giovane, la Tate Modern, quattro km più a valle.
  25. Le due gallerie, entrambe sul Tamigi, sono divise da qualche chilometro e da circa 103 anni di storia.
  26. La Tate Britain, nata nel 1807, fu creata per ospitare la collezione d’arte del commerciante e raffinatore di zucchero Henry Tate, in un edificio già riformatorio e quindi prigione di Millbank, dove venivano incarcerati i condannati in attesa di essere trasportati in Australia.
  27. L’edificio della Tate Modern è, come è noto, un ex centrale elettrica, la Bankside Power Station, trasformata in museo dagli architetti svizzeri Herzog & De Meuron. La centrale era stata progettata da Sir Giles Gilbert Scott, l’architetto che disegnò l’iconica cabina telefonica rossa, ma era in disuso e abbandonata dal 1981.
  28. Il ponte più lungo è il Queen Elizabeth II Bridge, che si estende per 812 metri.
  29. Il primo tunnel subacqueo del mondo fu il Thames Tunnel costruito da Marc Brunel nel 1843, nel quale ora viaggia la linea ferroviaria East London Line.
  30. La Tower Subway fu la prima ferrovia a viaggiare sotto il Tamigi, seguita da tutte le linee della metropolitana, più profonde.
  31. Tunnel stradali furono costruiti nella East London alla fine del XIX secolo: il Blackwall Tunnel e il Rotherhithe Tunnel. I tunnel più recenti sono i Dartford Crossing.
  32. Molti attraversamenti pedonali sono stati costruiti nel tempo sopra le dighe erette in particolare nel Tamigi che scorre dalla fonte fino a ovest di Londra. Alcuni sono rimasti quando sono state costruite le chiuse. Altri sono stati sostituiti da ponti pedonali alla rimozione delle dighe. Attorno al 2000, sono stati aggiunti numerosi ponti pedonali, nel quadro del Thames Path o in commemorazione del nuovo millennio. Tra questi, Temple Footbridge (ora chiuso), Bloomers Hole Footbridge, gli Hungerford Footbridge e il Millennium Bridge.
  33. Prima della costruzione dei ponti, il mezzo principale per attraversare il Tamigi erano le imbarcazioni. Alcuni traghetti sono ancora in attività. Il Woolwich Ferry trasporta veicoli e pedoni da una riva all’altra, mettendo in collegamento la North Circular e la South Circular, I due tratti della circonvallazione di Londra.
  34. Più a monte, vi sono piccoli traghetti per pedoni, per esempio Hampton Ferry e Shepperton to Weybridge Ferry. Quest’ultimo è in servizio da circa 500 anni. Shepperton è descritta nella Guerra dei mondi (1898) di H.G.Wells, dove i marziani attaccano la popolazione che cerca di fuggire sui traghetti.
  35. Un metodo di attraversamento più moderno è rappresentato dalla cabinovia detta London Cable Car, che viaggia sul Tamigi dalla Penisola di Greenwich fino ai Royal Docks. La linea, ora popolare anche tra i turisti, si trova a 90 metri di altezza sul fiume. Promette viste spettacolari, anche notturne.
  36. Fino a un paio di secoli fa il Tamigi gelava regolarmente a Londra e i londinesi vi pattinavano sopra. La prima Frost Fair (fiera del ghiaccio) si tenne nel 1607. Una piccola città fatta di tende fu creata sul fiume, con molti divertimenti, incluso il bowling sul ghiaccio.
  37. Nel 1825 fu costruito un nuovo London Bridge con meno pilastri del vecchio, consentendo al fiume di fluttuare più liberamente e impedendo che si ghiacciasse in inverno.
  38. Nel 1928, il Tamigi tracimò e gran parte della East End (la parte orientale del centro di Londra) si allagò. Vi fu un’altra alluvione nel 1953, dopo la quale iniziarono i progetti per la costruzione della Thames Barrier, la Barriera del Tamigi, che fu completata però solo nel maggio del 1984.
  39. Con una larghezza di 520 metri, la Thames Barrier è la più grande barriera mobile anti-alluvione al mondo. Costruita per contrastare le maree, si prevede diventerà insufficiente attorno al 2060 visto l’innalzamento delle acque del mare. Occorrerà allora cercare alternative per mantenere al sicuro la capitale e le zone circostanti.
  40. Alla fine degli anni ’90 del XX secolo, è stato costruito il canale Jubilee River, rimedio “naturalistico” a possibili esondazioni del Tamigi. L’acqua del Tamigi si riversa infatti nel canale da Taplow a Eton per ridurre i rischi di alluvioni a Maidenhead, Windsor e Eton, anche se sembra abbia aumentato il rischio più a valle.
  41. Il Tamigi fornisce 2/3 dell’acqua potabile di Londra, previ filtraggi.
  42. È possibile dividere il Tamigi in due tratti, il primo non soggetto alle maree e il secondo sì. Il primo solitamente finisce alla chiusa di Teddington. In questo primo tratto, ruscelli, canali e fiumi, in una superficie di 9,951 km2 contribuiscono a formare 38 affluenti principali che si uniscono al Tamigi tra la fonte e Teddington. Prima della costruzione della chiusa (che alle volte viene comunque scavalcata dall’acqua marina), la marea arrivava fino a Staines-upon-Thames.
  43. Il secondo tratto, di circa 89 km, dalla chiusa di Teddington fino all’estuario, è soggetto alla marea del Mare del Nord. London Bridge viene utilizzato quale base per le tabelle per le alte maree. L’alta marea raggiunge Putney circa 30 minuti dopo rispetto a London Bridge e Teddington un’ora dopo circa.

    Imbarcazioni piene di spettatori che cercano di assistere a un’esecuzione su un ponte a Billingsgate, Londra. Acquaforte di A. Ashley. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

     
  44. Il Tamigi è stato usato due volte per gare olimpiche: nel 1980 per il canottaggio e nel 1948 per canottaggio e canoa.
  45. La famosa gara di canottaggio (maschile) tra Oxford e Cambridge fu inaugurata nel 1829. Finora, Cambridge conduce 86 a 81. La gara è stata sospesa solo durante le due guerre mondiali e nel 2020 per l’epidemia di Covid. Per quanto riguarda la gara femminile tra le due città universitarie, è sempre in vantaggio Cambridge (46 a 30).
  46. Vi sono oltre 200 club di canottaggio lungo il corso del Tamigi.
  47. Sotto l’Imperatore Claudio, i romani occuparono l’Inghilterra e, riconoscendo l’importanza economica e strategica del Tamigi, costruirono fortificazioni nella sua Valle, compreso un grande accampamento a Dorchester.
  48. Giulio Cesare arrivò sul Tamigi nel 54 a.C., nella seconda invasione romana. Vi trovò le tribù britanniche schierate sulla riva settentrionale. È la prima volta della storia in cui viene documentato l’utilizzo del fiume come difesa. Cesare stesso scrisse di spuntoni affilati piantati sulle rive del fiume e altri appena sott’acqua. L’esercito romano riuscì comunque a battere la resistenza dei locali e a passare il Tamigi. Secondo un resoconto, i romani spinsero un elefante dall’altra parte del fiume per spaventare la tribù. Se il racconto risponde al vero, sarebbe la prima apparizione di un elefante sul Tamigi dall’era pleistocene.
  49. La Londra romana fu fondata su due colline, ora note come Cornhill e Ludgate Hill, che rappresentavano il punto ideale per svolgere commerci, essendo il Tamigi abbastanza profondo per le navi e abbastanza stretto per costruirvi un ponte. Si scelsero le due colline per evitare alluvioni. Sotto Ludgate Hill fu costruito il primo ponte, il London Bridge.
  50. Londra crebbe attorno al fiume Walbrook, uno degli affluenti “persi” (ovvero interrati) del Tamigi, attorno al 47. La tribù degli iceni guidata dalla Regina Boadicea (o Budicca o Boudicca) distrussero l’insediamento nel 60 o 61, che fu comunque ricostruito. Una volta costruito il ponte, Londinium divenne la capitale provincia dell’isola.
  51. I successivi ponti costruiti dai romani sul Tamigi più alto furono quelli di Pontes (ora Staines) e di Calleva Atrebatum (ora Silchester), sulla strada Londonium- Calleva Atrebatum, detta anche Devil’s Highway, la principale strada che conduceva verso ovest.
  52. Il Tamigi contiene all’incirca 80 isole, che vanno dalle paludi dell’Isle of Sheppey e di Canvey Island nell’estuario a isolette piene di alberi come Rose Isle nell’Oxfordshire e Headpile Eyot nel Berkshire. Alcune sono state create artificialmente con canali e chiuse.
  53. 45 delle isole del Tamigi sono abitate.
  54. Numerose sono le isole di interesse storico. Forse la più nota è la Magna Carta Island a Runnymede, dove si ritiene sia stata firmata la Magna Carta nel 1215.
  55. L’isola di Fry a Reading, detta anche Isola di De Montfort, fu la sede di un famoso duello l’8 aprile 1163 tra Robert de Montfort ed Enrico Conte di Essex. De Montfort aveva accusato Essex di codardia e tradimento durante una battaglia con i gallesi, nel corso della quale, secondo De Montfort, Essex aveva abbassato lo Stendardo Reale, gridando che il Re era morto, nel tentativo di demoralizzare le truppe inglesi. Essex negava vigorosamente le accuse. In un periodo in cui la Corte reale era temporaneamente a Reading, Enrico II decise che aveva sopportato troppo a lungo i battibecchi e decretò che la controversia si sarebbe risolta in un combattimento nell’isola di Fry in mezzo al Tamigi (la procedura era detta trial by combat, letteralmente processo per combattimento). Al duello assistettero migliaia di spettatori dalle rive del fiume. Vinse Robert de Montfort. Il Re ordinò che il corpo di Essex fosse traportato nell’abbazia locale per essere sepolto, ma all’arrivo i monaci si resero conto che il conte non era morto, ma solo gravemente ferito. I monaci lo curarono ed Essex si riprese. Ma per aver perso il duello fu ritenuto colpevole delle accuse e gli furono sequestrate le sue terre. Il Re permise a Essex di vivere come un monaco, a condizione che trascorresse il resto dei suoi giorni in esilio all’Abbazia.
  56. Un’altra isola dal rilievo storico è l’Isola del Faraone, che fu acquistata dal Ministero del tesoro per farne dono all’Ammiraglio Nelson dopo la Battaglia del Nilo (1798). Nelson la utilizzò per andarvi a pescare. Il parlamentare conservatore e giudice Sir Cyril Atkinson costruì la prima casa sull’isola nel 1903 e la chiamò Sfinge per il suo interesse in egittologia. L’isola e la casa furono successivamente comprate dal regista John Boorman, che vi ambientò i suoi due film semi-autobiografici “Anni ‘40” e “Queen and Country”.
  57. All’inizio del VII secolo il primo re cristiano dei Sassoni orientali, Seberto, fece costruire un monastero benedettino sull’isola di Thorney, un pezzo di terra triangolare delimitato dal Tamigi e da due ruscelli. Era un luogo paludoso e inospitale, pieno di rovi, che fu definito da Offa Re di Mercia nell’ottavo secolo come un “luogo terribile”. Nella primavera del 893, Edoardo il Vecchio costrinse gli invasori vichinghi a rifugiarsi sull’isola di Thorney. Nonostante ripetuti attacchi vichinghi e come da loro tradizione, però, i monaci benedettini riuscirono a trasformarlo in un luogo che Edoardo il Confessore, due secoli dopo, definì “un luogo delizioso, circondato da terra fertile e campi verdi”.
  58. Successivamente, lo stesso Edoardo il Confessore nel 1050 trasformò il monastero benedettino in un’Abbazia, poi ricostruita nel XIII secolo da Enrico III. Quella che fu poi nota come Abbazia di Westminster fu il luogo dell’incoronazione di tutti i sovrani inglesi, ad eccezione di Edoardo V e Edoardo VIII. Seberto è tuttora sepolto nell’Abbazia.

    Caricatura: Faraday consegna una lettera al Padre Tamigi, 1855. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

     
  59. Il College Garden dell’Abbazia di Westminster, creato dai benedettini, sopravvive più di mille anni dopo ed è probabilmente il giardino più antico della Gran Bretagna.
  60. Nella costruzione dell’Abbazia di Westminster, il Tamigi fu associato a una visita sovrannaturale. Una leggenda racconta l’apparizione di San Pietro sulla riva sud del fiume, a Lambeth, dove chiese a un pescatore di condurlo in barca sull’isola di Thorney, dove svolse una cerimonia di consacrazione.
  61. Ai tempi di Edoardo il Confessore, un monaco di Westminster ebbe una visione in cui lo stesso San Pietro ordinava al monarca di restaurare l’abbazia nel luogo “che scelsi e che amai… onorai con la mia presenza e resi illustre con i miei miracoli”. La chiesa accolse le reliquie del sangue di Cristo e del latte della Madonna, un asse della mangiatoia e un frammento della Croce.
  62. Quella che era un tempo l’isola di Thorney ospita anche il Palazzo di Westminster, casa del Parlamento britannico.
  63. Dal Medioevo, il livello della terra si è alzato, si è edificato sui ruscelli ed è stato costruito l’Embankment; l’isola di Thorney, pertanto, non è più visibile. Ma resta il nome di Thorney Street, dietro la sede dei servizi segreti MI5.
  64. Come per l’isola di Thorney e l’Abbazia di Westminster, anche la costruzione dei monasteri benedettini di Chertsey e Abingdon racconta storie di paludi bonificate, ma anche di ponti costruiti dai benedettini. La proverbiale operosità dei benedettini, infatti, si associava a grandi competenze agricole, che si traducevano appunto in recupero di terre paludose, taglio di foreste a scopi agricoli, superfici rese arabili e quindi fertili. Anche con l’aiuto di donazioni e lasciti, i benedettini divennero il centro della vita del Tamigi. Acquisirono possedimenti lungo il Tamigi e man mano supervisionavano la vita agricola delle comunità in cui si erano insediati. Contribuirono alla prosperità della valle del Tamigi, la cui prominenza economica e tecnologica di oggi deve certamente molto all’operosità dimostrata dai monaci sei e sette secoli fa.
  65. I benedettini al centro della vita del Tamigi, il Tamigi al centro dell’opera dei benedettini. L’acqua del fiume entrava nel mulino per la macina del mais e, dopo aver mosso le ruote, veniva deviata nell’edificio vicino, nel boiler riscaldato per preparare la birra per i monaci; quindi era convogliata nelle macchine per la lavorazione e il lavaggio della stoffa, alzando e abbassando i grandi martelli e magli. Successivamente, entrava nella conceria dell’abbazia. Altri rami e diversioni del fiume venivano utilizzati per la cucina, per innaffiare o per lavarsi. Alla fine, l’acqua sciacquava tutto e portava via i rifiuti.
  66. I normanni costruirono numerosi castelli e palazzi sul Tamigi. Costruirono la Torre di Londra come segno di forza del regno sulla città adiacente. In principio fu la Torre bianca, la Blaunche Tour, edificata con pietra di Caen trasportata lungo il Tamigi dalla Normandia.
  67. I normanni costruirono anche il Castello di Windsor su una collinetta di gesso, grande opera militare. Fu qui che Guglielmo I celebrò il Natale del 1070. Allestì anche dei territori di caccia nelle vicinanze, e riempì di foreste le rive del Tamigi.
  68. Pur non essendo i primi a costruire palazzi e castelli vicino al fiume, furono loro a sfruttare per primi il collegamento tra Tamigi e potere reale. Essenzialmente crearono un fiume del sovrano tra la Torre e Windsor. La Carta di Guglielmo I dichiara che Windsor divenne possedimento del sovrano “perché il luogo sembra comodo per il Re, in ragione della vicinanza del fiume, della foresta per cacciare e di molte altre opportunità; ed essendo, parimenti, un luogo adatto al riposo del Re”.
  69. Non solo il sovrano, ma anche le autorità ecclesiastiche costruirono anch’esse le proprie residenze sul Tamigi. Lo Strand, tra la City e Westminster, era piena di palazzi ecclesiastici. York House, Winchester House e Durham House - rispettivamente le residenze del Vescovo di York, il Vescovo di Winchester e il Vescovo di Durham - furono costruite sulle rive del Tamigi. Lambeth Palace, dimora dell’Arcivescovo di Canterbury, fu costruito nel 1200 a sud del fiume.
  70. Quanto alle autorità laiche, le Camere del Parlamento, la County Hall e la Greater London Authority, hanno tutte sede sul Tamigi.
  71. Non proprio sulle rive del Tamigi (a circa quattro chilometri dal fiume), ma qualche metro sopra il Tyburn, un suo affluente ora interrato, vi era la forca più famosa di tutta l’Inghilterra. I condannati vi provenivano a piedi, solitamente dalla prigione di Newgate, seguiti da una folla di curiosi che poteva arrivare a 10.000 unità nei casi dei condannati più famosi. Negli ultimi istanti della loro vita, veniva dato ai giustiziati un piccolo bouquet di fiori. I rei potevano fermarsi per un’ultima birra alla taverna The Mason’s Arms, ancora oggi un pub a Seymours Place, nella cui cantina sono ancora visibili delle manette sulle pareti, dove venivano legati. Fra i giustiziati a Tyburn, l’orologiaio francese Robert Hubert, reo confesso (così pare, almeno) del Grande incendio di Londra del 1666. Per lungo tempo la forca si trovava al di fuori della Città di Londra. Ora sul sito della forca c’è Connaught Square, elegante piazza residenziale.
  72. Molto più a est, la Penisola di Greenwich fu bonificata da ingegneri olandesi nel XVI secolo e trasformata in terra da pascolo. Nel XVII secolo, Blackwall Point (la punta settentrionale della penisola, di fronte a Blackwall) divenne famosa perché i cadaveri dei pirati venivano impiccati in gabbia quale deterrente per chi avesse voluto intraprendere attività di pirataggio.
  73. Nel 1858, durante il periodo del Great Stink, il poeta Dante Gabriele Rossetti, che viveva vicino Blackfriars’ Bridge, si trasferì dal suo amico William Morris in Red Lion Square, sufficientemente lontana dal Tamigi.
  74. Nello stesso periodo, Dickens descrisse l’attraversamento di Waterloo Bridge con il fazzoletto su naso e bocca per la puzza disgustosa e il mal di testa che ne seguì.
  75. L’inquinamento sopra descritto nel XIX secolo non si limitò agli scarichi “umani”. Furono costruite delle officine del gas vicino al fiume, e scarichi di produzione venivano riversati nel fiume: calce, ammoniaca, cianuro e acido fenico.
  76. Il Tamigi aveva una temperatura esageratamente calda causata dalle reazioni degli agenti chimici nell’acqua, che sottraevano ossigeno all’acqua.
  77. Oggi l’inquinamento più insidioso è probabilmente quello della plastica, proveniente dalla scomposizione in microplastica di oggetti più grandi. Un quinto delle microplastiche trovate nel fiume proviene dagli imballaggi.
  78. Oggi vi sono 125 specie di pesci nel Tamigi. Il Tamigi contiene sia acqua dolce, sia acqua salata, quindi vi abitano pesci dei due habitat. Il salmone riesce a vivere in entrambi; reintrodotto, ne viene aiutata la risalita con speciali “scale per pesci” nei luoghi in cui le chiuse ne ostacolerebbero il percorso. Tra i pesci di acqua dolce più diffusi, la trota fario, il cavedano, il rutilus, il barbo, il pesce persico, il luccio, l’alburno, la platessa. Colonie di cavallucci marini, come anche squali canesche e palombi stellati sono stati avvistati di recente. Nel Tamigi vi sono anche crostacei invasivi, quali il gambero californiano e il granchio guantato.
  79. A Londra, l’acqua del Tamigi è salmastra.
  80. Tra i mammiferi acquatici, la foca comune e la foca grigia colonizzano l’estuario del Tamigi, ma sono state avvistate fino a Richmond, così come tursiopi e focene.
  81. Il 20 gennaio 2006 fu avvistato un iperodonte boreale (piccola balena) che si spinse fino a Chelsea. Folle di curiosi si ammassarono sulle rive del fiume per assistere a uno spettacolo inedito, visto che solitamente sono animali che vivono in mari profondi. Nonostante i tentativi di tenere bagnato il cetaceo e di riportarlo in mare aperto, morì qualche ora dopo su un’imbarcazione sulla quale era stato imbracato per liberarlo nel Mare del Nord.
  82. Tra gli uccelli, sono visibili gabbiani comuni, gabbiani reali, cormorani; molto comune è il cigno reale, più raro il cigno nero. Tra gli altri uccelli acquatici, vi sono le oche non native, quella canadese, quella egiziana e quella indiana. L’anatra mandarina e l’anatra sposa, entrambe importate, si affiancano al germano reale, nativo. Svasso maggiore, folaga, gallinella d’acqua, airone e martin pescatore sono anch’essi abitanti tipici del Tamigi.
  83. In passato, tra le altre attività commerciali sul Tamigi vi era la pesca (in particolare dell’anguilla), la ceduazione di salici e vimini per la produzione di legname e cesti, e mulini ad acqua per la produzione di farina e carta e l’attività della battilamiera. Queste attività sono in gran parte scomparse.

    Greenwich, con Londra sullo sfondo. Incisione. Collezione Wellcome. Fonte: Wellcome Collection.

     
  84. Lo Strand non è l’unico nome storico associato al Tamigi. La zona di Londra detta Canary Wharf (letteralmente “molo delle Canarie”), deve il suo nome al fatto che nei secoli scorsi vi attraccavano le navi cariche di frutta provenienti dalle Canarie.
  85. Esiste un sentiero pedonale, il Thames Path, che fiancheggia il Tamigi per ben 298 km, che va dalla sorgente nei Cotswold fino alla Thames Barrier a Woolwich. Ci vogliono 12-14 giorni per completare il percorso.
  86. Il Nore è il banco di sabbia che segna la bocca dell’estuario, luogo in cui il fiume incontra il Mare del Nord. Dato che vi si incagliavano imbarcazioni, nel 1732 vi fu posta la prima nave-faro al mondo. Oggi il pericolo è segnalato dalla boa detta “Sea Reach n°1”.
  87. Oltre al citato Turner, il Tamigi è stato ritratto da numerosi artisti nel corso dei secoli, in particolare da Canaletto, Claude Monet e James Abbott McNeill Whistler.
  88. Uno dei più originali pittori a ritrarre il Tamigi è stato però Stanley Spencer (1891 –1959), protagonista del cosiddetto realismo trasfigurato. Spencer ha ripreso numerosi episodi del Vangelo per trasporli nella natìa Cookham, paesino del Berkshire bagnato dal Tamigi. I suoi dipinti ritraggono Cristo che predica da una barca durante la regata sul Tamigi e altri episodi del Vangelo; la conta dei cigni (swan upping), la vista dal ponte di Cookham, insieme ad altri immagini fluviali.
  89. Come è ovvio, una delle funzioni primarie del Tamigi, nel corso dei secoli, è quella del trasporto. Numerose chiatte trasportano da millenni legno, lana, cibo e bestiame dall’Oxfordshire fino a Londra. La pietra dei Cotswolds utilizzata per ricostruire la Cattedrale di St. Paul’s dopo il Grande incendio del 1666, fu trasportata da Radcot alla City.
  90. Nel XVIII secolo, il Tamigi era diventato uno dei corsi d’acqua più trafficati al mondo, dopo che Londra era diventata la capitale di un vasto impero commerciale.
  91. Le banchine del porto erano divenute insufficienti e si espansero nell’Isle of Dogs e oltre.
  92. I Royal Dock furono creati nel 1855, per spingere una buona parte del traffico fluviale molto più a est verso il mare e dar fiato agli affollati e caotici corsi d’acqua di Londra. Nel 1921 una terza banchina, detta King George V, venne aggiunta a quella che divenne il maggior nodo di navigazione della capitale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Royal Dock continuarono ad operare malgrado i danni ingenti dei bombardamenti tedeschi. Nel 1981, dopo due decenni di declino, i dock chiusero al traffico commerciale. Nel 1987 aprirono la DLR e il London City Airport, seguiti dal centro congressi ExCeL London. Nel 2019, i Royal Dock rinascono quale nuovo centro dei commerci, pieno di attività ludiche (specie gli sport acquatici), ambìti centri residenziali e bar e ristoranti sul Tamigi.
  93. Nel 1984 Sting girò un video di “Moon over Bourbon Street” nel tunnel pedonale di Woolwich, aperto nel 1912, nei Royal Dock.
  94. Nella stessa zona, l’anno successivo, David Bowie e Mick Jagger girarono “Dancing in the Streets”, trasmesso per la prima volta il giorno del concerto del Live Aid il 13 luglio 1985.
  95. Con l’avvento dei treni furono aggiunti altri ponti ferroviari ai precedenti stradali e si ridusse l’attività commerciale sul Tamigi. Crebbero però le attività di navigazione ricreativa e le regate (quella di Henley, per esempio) e alcune competizioni.
  96. La crescita dei trasporti stradali e il declino dell’impero dopo il 1914 hanno ridotto l’importanza del fiume dal punto di vista commerciale.
  97. Ci sono ben cinque forze di polizia a presidio del Tamigi. Nel ricordare che non esiste un corpo di polizia nazionale inglese (men che meno uno per tutto il Regno Unito), a Londra vi è la Thames Division, la divisione della Metropolitan Police londinese che si occupa del fiume, mentre la Surrey Police, la Thames Valley Police, l’Essex Police e la Kent Police hanno competenza per i tratti del Tamigi che bagnano le contee rispettive. Il fiume è sorvegliato anche da una barca della London Fire Brigade (il corpo dei vigili del fuoco londinese).
  98. Nel 2006, il nuotatore e ambientalista britannico Lewis Pugh è stata la prima persona a nuotare per tutta la lunghezza del Tamigi, da fuori Kemble e Southend-on-Sea per attirare l’attenzione sulla grave siccità in Inghilterra e il riscaldamento globale. Per completare il tragitto di 325 km gli ci sono voluti 21 giorni. La sorgente ufficiale di Thames Head era secca per la siccità, costringendo Pugh a correre i primi 42 km.
  99. Dal giugno del 2012, il regolamento della Port of London Authority vieta di bagnarsi tra Putney Bridge e la stazione di pompaggio di Crossness a Thamesmead (quindi compresa tutta la parte centrale di Londra), senza averne ottenuto il permesso, in quanto si mette in pericolo se stessi e altri utenti del fiume a causa delle forti correnti. Nella parte superiore del Tamigi, da Hampton Court in su, si svolgono diversi eventi di nuoto. Nel tratto non soggetto a maree, il nuoto nel fiume rimane un’attività diffusa tra nuotatori esperti.
  100. Le stazioni di pompaggio di Crossness e Abbey Mills create da Bazalgette, restaurate, assomigliano più a cattedrali gotiche che a opere idrauliche. Con le arcate gotiche e i piloni di ghisa policroma, sono diventate una vera attrazione turistica.

SEGNALAZIONI

Libro: La grande storia del Tamigi, di Peter Ackroyd, Neri Pozza editore, 2009

Dipinto: Swan Upping at Cookham, di Stanley Spencer, 1915-19, Tate Britain Il dipinto mostra un rituale annuale sul Tamigi che continua ancora oggi. I cigni non marcati sul fiume appartengono alla Corona britannica. Quelli di proprietà di due corporazioni, le Compagnie dei Vignaioli e dei Tintori, vengono contrassegnati ogni anno in una cerimonia di “innalzamento dei cigni”. Qui i cigni vengono portati a riva a Cookham. Spencer ha raccontato di essere stato ispirato a realizzare quest’opera mentre si trovava in chiesa e riusciva a sentire la gente sul fiume all’esterno: “Il villaggio sembrava partecipare all’atmosfera prevalente nella chiesa tanto quanto la parte più sacra della celebrazione”. Questa fusione tra quotidiano e divino era tipica del suo atteggiamento nei confronti della fede cristiana.

Film: Frenzy, Diretto da Alfred Hitchcock, con Jon Finch, Barry Foster, Alec McCowen, Anna Massey, Billie Whitelaw, Regno Unito, 1972 Il film si apre con una panoramica sul Tamigi, dove poco lontano, dallo Strand, un politico sta tenendo un comizio sullo stato di pulizia del fiume. Per macabra ironia, affiora dalle acque il cadavere della prima vittima e fra i presenti - i quali non applaudono l’oratore - appare Alfred Hitchcock con la bombetta nera.

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