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Lezioni di educazione sentimentale. Viola Ardone: “Bisogna ripartire dal linguaggio e dai rapporti”

In ogni puntata verrà affrontata un’emozione: paura, rabbia, dissenso e rifiuto. Ogni lunedì per quindici minuti la scrittrice dialoga con Stefano Massini sul sito di Repubblica
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«Chi sono, cosa provo. La prima cosa è cercare di fare chiarezza dentro di sé. E la prima puntata parla proprio di questo, come fare a distinguere le emozioni che spesso si confondono: la paura con la rabbia, con l’aggressività, con il dolore o il senso di colpa» Con Viola Ardone, nella sua doppia veste di scrittrice e insegnante con uno sguardo dunque privilegiato sull’osservatorio dei ragazzi — insegna italiano e latino in un liceo scientifico di Giugliano in provincia di Napoli — proviamo a fare chiarezza sulle lezioni di educazione sentimentale che, insieme a Stefano Massini, a partire da oggi ogni lunedì terrà sul sito di Repubblica.

Ogni lezione ha un tema quindi? E il tema corrisponde un’emozione?

«Esatto, per ognuna abbiamo immagi…

«Chi sono, cosa provo. La prima cosa è cercare di fare chiarezza dentro di sé. E la prima puntata parla proprio di questo, come fare a distinguere le emozioni che spesso si confondono: la paura con la rabbia, con l’aggressività, con il dolore o il senso di colpa» Con Viola Ardone, nella sua doppia veste di scrittrice e insegnante con uno sguardo dunque privilegiato sull’osservatorio dei ragazzi — insegna italiano e latino in un liceo scientifico di Giugliano in provincia di Napoli — proviamo a fare chiarezza sulle lezioni di educazione sentimentale che, insieme a Stefano Massini, a partire da oggi ogni lunedì terrà sul sito di Repubblica.

Ogni lezione ha un tema quindi? E il tema corrisponde un’emozione?

«Esatto, per ognuna abbiamo immaginato un’emozione: così parleremo di paura, poi di rabbia, di dissenso e rifiuto, quando cioè ti viene detto no. E poi di possesso, di desiderio, passione, aggressività. Una puntata è dedicata alla rabbia intesa come distruttrice ma anche quella positiva, arrabbiarsi cioè per ottenere qualcosa. Facciamo riferimento anche al nostro vissuto personale, ci chiediamo: ma tu che adolescente eri, qual era la tua più grande paura? Tiriamo in ballo la nostra esperienza perché, come si dice, non si può fare il pane senza il lievito».

La lezione di educazione sentimentale di Viola Ardone e Stefano Massini

 

In pratica si tratta di dialoghi?

«Sì, dialoghi improvvisati, senza niente di scritto, non lezioni cattedratiche, anche se davanti a noi ci sono una cattedra e una lavagna. Sono puntate da quindici minuti che andranno online ogni lunedì da oggi. Prendiamo spunto dal romanzo di Flaubert, appunto L’educazione sentimentale, ma è un’educazione alle emozioni, a riconoscerle. Noi diamo degli spunti: può capitare di tirare in ballo un classico, per esempio la rabbia di Achille, oppure si può parlare di Pinocchio sul senso del mentire. Durante questi dialoghi ogni tanto viene fuori una parola chiave e la scriviamo alla lavagna. Questa lavagna con le nostre parole diventa un brainstorming, tante parole che fanno rete e rimangono lì per rifletterci su».

E quante lezioni saranno?

«L’idea sarebbe di continuare fino alla fine dell’anno scolastico. Sono delle proposte, vogliamo vedere anche la reazione. Immaginiamo come si potrebbe parlare in una classe di sentimenti, emozioni, anche senza tirare in ballo degli esperti ma solo con gli strumenti della cultura, quelli che la scuola offre».

A proposito di scuola, il progetto Valditara si rivolge ai ragazzi delle superiori: ma non sarebbe meglio cominciare prima?

«Sono convinta del fatto che l’educazione alle emozioni, alla relazione, l’educazione anche sessuale debba entrare fin dalle scuole elementari. Quella della scuola è la via principale, noi cerchiamo con un approccio culturale di far passare il concetto che chiunque nel suo ambito può contribuire alla costruzione di un nuovo modello. Proponiamo una modalità e la modalità del dialogo poi da Socrate in poi è sempre stata buona».

Da insegnante come vedi quest’ora a settimana extracurriculare che sarà inserita dal prossimo anno scolastico?

«A me non convince, una materia extracurriculare e su base volontaria già viene intesa male, se si fa passare l’idea che sia qualcosa di facoltativo vuol dire che è come l’uncinetto, gli scacchi, che se vuoi approfondisci altrimenti è lo stesso. Invece no, deve essere un’inversione copernicana, questa deve essere la base su cui rimoduliamo tutto il nostro linguaggio, i nostri comportamenti, il nostro modo di vedere anche le singole discipline, il modo di studiare la storia, la letteratura, di vedere che se nel libro di scienze tra i nomi delle donne compaiono solo Marie Curie e poche altre è un problema culturale. Ma se pensiamo che già l’educazione civica è scomparsa dalla scuola capiamo tante cose, bastava anche solo quella fatta bene».

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