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Chi ha inventato il Natale e perché si celebra proprio il 25 dicembre

Una festa pagana “acquisita” dal Cristianesimo. Ecco le origini con qualche colpo di scena
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Spiace dirlo proprio oggi ma Gesù non nacque affatto il 25 dicembre. O meglio, c’è un trecentosessantacinquesimo di probabilità che sia nato nella data che celebriamo da due millenni, ma non c’è scritto da nessuna parte e la conferma è oggettivamente difficile da reperire. Non se ne parla nemmeno nei Vangeli dove, tra l’altro, gli unici fugaci accenni sono soltanto quelli di Luca e Matteo. Gli storici ovviamente ci hanno provato ma ogni tentativo di dedurre l’anno (anche questo è incerto) o il mese e il giorno dal racconto degli evangelisti non ha dato risultati chiari e accettabili.

E allora, viene da chiedersi, perché festeggiamo il Natale proprio il 25 dicembre? Il più antico documento che cita l’inizio delle celebrazioni proprio in questa data si chiama Cronografo e risale al 354. Dopo Cristo, s’intende. È un testo di un letterato che contiene fatti e persone della storia romana nel quale si dice che nel 336, cioè pochi anni prima che fosse scritto, la nascita di Gesù veniva appun…

Spiace dirlo proprio oggi ma Gesù non nacque affatto il 25 dicembre. O meglio, c’è un trecentosessantacinquesimo di probabilità che sia nato nella data che celebriamo da due millenni, ma non c’è scritto da nessuna parte e la conferma è oggettivamente difficile da reperire. Non se ne parla nemmeno nei Vangeli dove, tra l’altro, gli unici fugaci accenni sono soltanto quelli di Luca e Matteo. Gli storici ovviamente ci hanno provato ma ogni tentativo di dedurre l’anno (anche questo è incerto) o il mese e il giorno dal racconto degli evangelisti non ha dato risultati chiari e accettabili.

E allora, viene da chiedersi, perché festeggiamo il Natale proprio il 25 dicembre? Il più antico documento che cita l’inizio delle celebrazioni proprio in questa data si chiama Cronografo e risale al 354. Dopo Cristo, s’intende. È un testo di un letterato che contiene fatti e persone della storia romana nel quale si dice che nel 336, cioè pochi anni prima che fosse scritto, la nascita di Gesù veniva appunto celebrata il 25 dicembre. Alla fine ci siamo fidati e quindi oggi, da duemila e passa anni, possiamo festeggiare.

Fu papa Ratzinger, nell’udienza generale del 23 dicembre del 2009, a rivelare che “il primo ad affermare con chiarezza che Gesù nacque il 25 dicembre è stato Ippolito di Roma, nel suo commento al Libro del profeta Daniele, scritto verso il 204”, cioè addirittura un secolo e mezzo prima del Cronografo. Ma lo stesso Benedetto XVI aveva dovuto ammettere che prima che il Natale fosse una festa cristiana ce n’era un’altra pagana che si chiamava Festa del Sol invictus, cioè del solstizio, il giorno più breve dell’anno “dopo il quale le giornate tornano ad allungarsi e il Sole vince sulle tenebre”. I Romani chiamavano questo giorno Natalis, anzi Dies Natalis Sol Invictus. Fu l’imperatore Aureliano, grande estimatore dei culti orientali, a introdurre ufficialmente nella religione romana, e nei suoi rituali, la celebrazione del Dies Natalis. In seguito il Cristianesimo non fece altro che trasporre il simbolismo della vittoria sulle tenebre nell’apparizione della figura di Cristo sulla Terra. Cosa che, per la verità, la Chiesa ufficiale non ha mai confermato lasciando che, da tradizione, la nascita di Gesù si continuasse a festeggiare il 25 dicembre.
Del resto fu un papa molto amato come Karol Wojtyla a tagliar corto quando qualcuno gli domandò il suo parere sulla data corretta del Natale. Da uomo pragmatico rispose senza troppi fronzoli: “La data del 25 dicembre, com’è noto, è convenzionale”. Punto.

Ovviamente per altre chiese ortodosse valgono altri criteri di scelta: quella orientale e quella slava, per esempio, festeggiano il Natale il 6 e il 7 di gennaio, in coincidenza con l’Epifania, seguendo ancora il calendario giuliano anziché quello gregoriano. E nessuno può certo azzardarsi a criticarle anche perché quello che noi oggi celebriamo come Natale non è altro che un intreccio culturale, tra mitologia ebraica e islamica, culto pagano e ritualità romane ed egizie. Insomma, un coacervo di usanze e tradizioni che alla fine sfociano – come detto – nel trionfo della luce sulle tenebre.

E dunque, possiamo dire che Natale è proprio la festa di tutti, un momento che accomuna popoli e idee spesso contrapposti. Una sorta di piccolo-grande miracolo che non finiremo mai di festeggiare. Buon Natale a tutti!

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