Come si festeggia il Capodanno nel mondo: dai dodici pasti in Estonia ai 108 rintocchi di campane dei templi buddhisti
di Giulia BoeroC’è una porzione di mondo, in mezzo all’Oceano Pacifico, che è la prima, e poi l’ultima, a festeggiare Capodanno. Merito della Linea internazionale del cambio di data, un confine - tra nuovo e vecchio giorno - istituito nel 1884 che segue in gran parte il 180esimo meridiano, agli antipodi rispetto a quello di Greenwich. Alcuni hanno individuato Kiritimati (o Christmas Island), nell’arcipelago di Kiribati, come il vero punto di inizio; per altri è Taveuni, nelle Fiji. L’ultima terra a festeggiare è l’isola di Howland, atollo disabitato a ovest di Kiribati, appartenente agli Stati Uniti, dove sarebbe dovuta atterrare l’aviatrice statunitense Amelia Earhart (scomparsa invece in volo) nel 1937.
Sono molti i modi, nel mondo, per celebrare il passaggio al nuovo anno. Conosciuti e no, al di là di cotechino e lenticchie e tuffi in acque sotto lo zero. In Estonia, per esempio, è usanza consumare 7, 9 o addirittura 12 pasti (anche se non per intero), credendo che nell’anno nuovo si otterrà la f…
C’è una porzione di mondo, in mezzo all’Oceano Pacifico, che è la prima, e poi l’ultima, a festeggiare Capodanno. Merito della Linea internazionale del cambio di data, un confine - tra nuovo e vecchio giorno - istituito nel 1884 che segue in gran parte il 180esimo meridiano, agli antipodi rispetto a quello di Greenwich. Alcuni hanno individuato Kiritimati (o Christmas Island), nell’arcipelago di Kiribati, come il vero punto di inizio; per altri è Taveuni, nelle Fiji. L’ultima terra a festeggiare è l’isola di Howland, atollo disabitato a ovest di Kiribati, appartenente agli Stati Uniti, dove sarebbe dovuta atterrare l’aviatrice statunitense Amelia Earhart (scomparsa invece in volo) nel 1937.
Sono molti i modi, nel mondo, per celebrare il passaggio al nuovo anno. Conosciuti e no, al di là di cotechino e lenticchie e tuffi in acque sotto lo zero. In Estonia, per esempio, è usanza consumare 7, 9 o addirittura 12 pasti (anche se non per intero), credendo che nell’anno nuovo si otterrà la forza di tanti uomini quante le volte in cui si è mangiato. C’è chi in Brasile, in riva all’oceano, salta per sette volte sulle onde del mare in omaggio ai santi della religione afrobrasiliana e chi offre alla regina del mare Iemanja ceste con fiori, profumi, candele e vetri colorati, dopo aver cantato a ritmo di tamburi. In Giappone, allo scoccare della mezzanotte, le campane dei templi buddhisti suonano 108 volte (107 il 31 dicembre, 1 a Capodanno) per confessare tutti i peccati degli uomini. In Germania, alcuni fanno colare del piombo, considerato un metallo portafortuna, in un bicchiere di acqua fredda; se la forma che assumerà sarà quella di un cuore, l’anno sarà fortunato, mentre la croce o la sfera saranno presagio di brutte notizie.
In Spagna, è tradizione mangiare 12 acini d’uva alla mezzanotte della nochevieja, uno per ogni rintocco dell’Orologio della Puerta del Sol di Madrid; e al momento del brindisi bere tutto d’un fiato esclamando: «Arriba, abajo, al centro y pa’ dentro». In Russia, alcuni scrivono i propri desideri per l’anno nuovo su un pezzo di carta che viene bruciato, le ceneri versate in un calice di champagne, poi bevuto nell’ultimo minuto prima di mezzanotte.
La linea del tempo però non è uguale per tutti. Per il calcolo delle festività nelle Chiese ortodosse, il calendario segue quello giuliano e non quello gregoriano. Per molte altre popolazioni del mondo, non solo il primo gennaio non è il primo giorno dell’anno, ma il prossimo anno non sarà nemmeno il 2024. Con il Capodanno cinese, che verrà festeggiato il 10 febbraio, inizierà il 4720, anno del drago. Segna il passaggio dall’inverno alla primavera, è motivo di una delle più estese migrazioni annuali di esseri umani ed è celebrato, oltre che da comunità cinesi in tutto il mondo, anche in altri paesi asiatici, come Corea del Sud, Nepal, Vietnam, Mongolia e Taiwan.
Secondo il calendario islamico, invece, il prossimo anno sarà il 1445, mentre per quello ebraico il 5784. Secondo la tradizione ebraica, Capodanno cade a settembre o nei primi giorni di ottobre ed è l’inizio di un periodo noto come i “dieci giorni del pentimento”, che culmina nello Yom Kippur (giorno dell’espiazione), il più sacro dell’anno. In Iran e in molti altri paesi mediorientali, balcanici e asiatici si celebra il Nowruz (in persiano “nuovo giorno”), che coincide con l’equinozio di primavera, sopravvissuto all’invasione arabo-islamica della Persia nel VII secolo e con origini nello zoroastrismo. L’ultimo mercoledì del mese va in scena la festa del fuoco (Chahârshanbe Sûrî), durante la quale si accendono falò che si dovranno saltare cantando versi tradizionali, come allegoria della luce che vince sulle tenebre. Ma fondamentale rimane la preparazione dell’Haft Sîn, una tavola con sette elementi i cui nomi iniziano per S in persiano (come i sette arcangeli con l’aiuto dei quali, quasi tremila anni fa, Zarathustra fondò la sua religione).