Manuale spirituale in vista del nuovo anno, il saggio di Massimo Diana
di Moreno Montanari«Il Ventunesimo secolo o sarà mistico o non sarà», sosteneva Raimon Panikkar, perché nell’epoca della globalizzazione, nulla ci è più davvero estraneo, ogni cosa dipende da tutto il resto e ci riguarda personalmente — come sanno bene le nostre tasche e come fatichiamo ancora a comprendere dal punto di vista climatico e umanitario. Per questo occorre uno sguardo capace di trascendere ogni autoreferenzialità per riconoscersi parte di qualcosa di più grande di sé e di più profondo di ciò che vediamo.
Uno sguardo votato all’universale che si dimostri capace di tenere insieme i diversi aspetti della realtà che, per quanto stridenti e contraddittori, rivela come distinti ma inseparabili, secondo una logica non binaria che sembra aver perso diritto di cittadinanza nei principali dibattiti socio-politici del nostro tempo, nei quali chi non si schiera acriticamente con una parte è immediatamente accusato di stare con l’altra (sia questa Putin, Hamas o i novax).
Mettere insieme le diverse tr…
«Il Ventunesimo secolo o sarà mistico o non sarà», sosteneva Raimon Panikkar, perché nell’epoca della globalizzazione, nulla ci è più davvero estraneo, ogni cosa dipende da tutto il resto e ci riguarda personalmente — come sanno bene le nostre tasche e come fatichiamo ancora a comprendere dal punto di vista climatico e umanitario. Per questo occorre uno sguardo capace di trascendere ogni autoreferenzialità per riconoscersi parte di qualcosa di più grande di sé e di più profondo di ciò che vediamo.
Uno sguardo votato all’universale che si dimostri capace di tenere insieme i diversi aspetti della realtà che, per quanto stridenti e contraddittori, rivela come distinti ma inseparabili, secondo una logica non binaria che sembra aver perso diritto di cittadinanza nei principali dibattiti socio-politici del nostro tempo, nei quali chi non si schiera acriticamente con una parte è immediatamente accusato di stare con l’altra (sia questa Putin, Hamas o i novax).
Mettere insieme le diverse trame della complessità che ci innerva e sviluppare un senso di profonda comunità con la vita e con tutti i suoi attori: sarebbe questa, in fondo, la missione di ogni religione, come suggerisce anche la sua etimologia (religio da religere, legare, tenere accuratamente insieme).
Per questo è prezioso Il breviario spirituale di Massimo Diana uscito per Rizzoli: un testo che si compone di 365 preghiere e letture provenienti dalle principali tradizioni sapienziali del nostro patrimonio culturale, religioso e non, proposte come esercizio di meditazione e discernimento che invita — grazie anche a chiavi di lettura filosofiche e psicoanalitiche — a coltivare una spiritualità che possiamo definire radicale per la sua capacità di condurre alla radice dell’umano e all’essenzialità della vita.
Riprendendo e sviluppando l’originale intuizione de Il libro della preghiera universale di padre Giovanni Vannucci (1978), l’autore dedica la domenica e il lunedì ai testi delle diverse tradizioni cristiane; il martedì a quelli gnostici, taoisti e zen; il mercoledì all’insegnamento induista; il giovedì alle tradizioni buddiste; il venerdì alle diverse anime dell’Islam e il sabato alla polimorfa tradizione ebraica, alle quali aggiunge un’appendice di testi e meditazioni nati per celebrare le maggiori festività del calendario interreligioso.
L’intento è molteplice: da una parte far comprendere che se si conosce una sola cultura non se ne conosce in realtà nessuna, perché solo il confronto con l’altro ci aiuta a capire chi siamo; dall’altra rilanciare uno spirito dialogico ed ecumenico che possa interessare e includere anche chi non appartiene a nessun credo, come Leopardi che nella sua introduzione Romano Màdera riconosce espressione di una spiritualità non religiosa che educa «al sentimento, alla contemplazione, alla riflessione appassionata, desiderante, verso lo sconfinato e irraggiungibile orizzonte del Tutto, per riprendere casa nell’Infinito».
Al contempo, come scrive nella prefazione Luigi De Salvia, Presidente italiano e europeo di Religions for Peace, questo libro «non da leggere ma da praticare» vuole essere un antidoto ai fanatismi che, tradendo l’autentico spirito religioso, sono fattori di tensioni sociali internazionali.
Ma se le religioni spesso dividono, la spiritualità, che le pervade e le trascende senza richiedere necessariamente l’adesione a un credo, può più facilmente dare un’anima, o come diceva Marx un cuore, a un mondo che se ne rivela privo, valorizzando così quella dimensione del sacro che Eliade considerava innanzitutto una struttura della coscienza — e Jung della psiche — e che secondo Bateson consiste sostanzialmente nel reintegrare ciò che è stato separato, superando identità e prese di posizione pericolosamente polarizzate e unilaterali in favore di un più lucido esame di realtà.
In questo senso, le preghiere, le meditazioni e le riflessioni che compongono questo libro costituiscono un invito a partecipare con rinnovato spirito di verità ed empatico slancio emotivo alla sacralità della vita che tutto e tutti abbraccia per valorizzarla in ogni sua forma. Ne abbiamo davvero bisogno.
Il libro
Breviario spirituale di Massimo Diana (Rizzoli Bur, pagg. 464, euro 14)