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Michael McDowell, il nuovo romanzo dopo il successo di Blackwater

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Lo scrittore e attivista americano, morto nel 1999, solo l’anno scorso ha venduto in Italia 300mila copie con la sua saga horror. Con l’applauso di Stephen King
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Gruppo di famiglia in un inferno. I fantasmi e i fenomeni paranormali fanno paura, certo: ma l’horror di Michael McDowell è soprattutto nei legami.

«Trovo che le famiglie siano violente, oppressive, manipolatrici… e per tutti questi motivi sono anche particolarmente interessanti», ha detto.

Eccolo il cuore nero al centro dei romanzi dell’autore tradotto in Italia solo nel 2023, che venticinque anni dopo la sua morte, diventa un caso editoriale.

Blackwater, la saga pubblicata da Neri Pozza l’anno scorso, quarant’anni dopo la prima uscita, ha venduto 300mila copie: sei volumi in preziose edizioni economiche in libreria da gennaio a marzo, a quindici giorni di distanza l’uno dall’altro, come da volontà dello scr…

Gruppo di famiglia in un inferno. I fantasmi e i fenomeni paranormali fanno paura, certo: ma l’horror di Michael McDowell è soprattutto nei legami.

«Trovo che le famiglie siano violente, oppressive, manipolatrici… e per tutti questi motivi sono anche particolarmente interessanti», ha detto.

Eccolo il cuore nero al centro dei romanzi dell’autore tradotto in Italia solo nel 2023, che venticinque anni dopo la sua morte, diventa un caso editoriale.

Blackwater, la saga pubblicata da Neri Pozza l’anno scorso, quarant’anni dopo la prima uscita, ha venduto 300mila copie: sei volumi in preziose edizioni economiche in libreria da gennaio a marzo, a quindici giorni di distanza l’uno dall’altro, come da volontà dello scrittore. Una specie di feuilleton, però dark. E adesso che la saga si è conclusa, il 16 gennaio, arriva il nuovo romanzo Gli aghi d’oro.

Ma chi è Michael McDowell? Lo scrittore americano morto nel 1999, a 49 anni, è stato tantissime cose. Il co-creatore e sceneggiatore di film cult come Beetlejuice e The Nightmare Before Christmas. L’amico di Tim Burton e Stephen King. L’attivista politico oppositore di Reagan, che si impegna per i diritti civili e partecipa alla prima parata Pride di Boston.

Ma soprattutto uno straordinario scrittore che in dieci anni ha pubblicato più di trenta libri, alcuni sotto pseudonimo: horror gotici, thriller psicologici ma allo stesso tempo fuori da ogni categorizzazione.

Con Gli aghi d’oro lo scenario cambia completamente rispetto a Blackwater: non più le paludi dell’Alabama, ma la New York di fine Ottocento con le sue due facce, i salotti dell’aristocrazia e i vicoli dove bambini vestiti di cenci si scaldano a turno accovacciati sulle grate dei marciapiedi.

E cambiano i personaggi: dopo i Caskey, i proprietari della più grande segheria del paesino di Perdido nel Sud degli Stati Uniti che seguiamo per oltre cinquant’anni, ecco gli Stallworth e gli Shanks. L’alto e il basso, l’aristocrazia e i fantasmi delle periferie.

Ma sono ancora una volta i legami familiari, «travi piantate in te», il motore narrativo delle pagine che riga dopo riga immerge il lettore nell’abisso; ne Gli aghi d’oro ecco un’altra famiglia matriarcale con Lena Shanks che porta avanti la sua vendetta e prende il posto della Mary Love di Blackwater, la prima a capire che dietro la grazia e la bellezza di Elinor, che appare all’improvviso nelle prime pagine del primo volume dopo la piena che ha sommerso Perdido, si nasconde qualcos’altro. Nel nuovo romanzo, torna quel senso di disagio, che cresce al ritmo della scrittura. E tornano i grandi temi che solo a una lettura distratta sembrano restare sullo sfondo: il ruolo delle donne — vere protagoniste di ogni storia — i diritti dei neri, l’amore senza genere, la devastazione del pianeta.

Blackwater ha conquistato la Gen Z che legge e gran parte del suo successo è legato al passaparola su Booktok: l’hashtag #blackwater, su TikTok, conta su 180 milioni di visualizzazioni. «La famiglia che McDowell mette in scena, al di là degli elementi fantastici, è reale. E fa paura. Mi sono letteralmente innamorata di personaggi e ambientazioni», dice Magdalena Rosa, 19 anni, studentessa de La Sapienza, una delle booktoker più seguite in rete come @magsbook.

La casa editrice Neri Pozza ha deciso di scommettere su quello che King ha definito «il migliore autore di paperback degli Stati Uniti». «Nei prossimi anni — dice il nuovo direttore editoriale Giovanni Francesio — pubblicheremo altri romanzi. Il successo postumo di Blackwater dimostra che i bei libri, prima o poi, trovano la loro strada».

La forza dei romanzi di McDowell è anzitutto nei paesaggi che adesso, ne Gli aghi d’oro, diventano una mappa dettagliata e sorprendente di una New York che a volte sembra evocare la Londra dickensiana. Una lezione, quella di rendere i luoghi protagonisti, che McDowell ha appreso da H. P. Lovecraft, uno dei suoi riferimenti letterari insieme con Eudora Welty e col regista Erich von Stroheim.

Il nuovo romanzo, come i sei volumi di Blackwater, ha una copertina gioiello realizzata dall’illustratore spagnolo Pedro Oyarbide, da studiare con attenzione, alla fine della lettura, per trovare tutti gli indizi sulla trama nascosti tra i disegni ispirati alle incisioni gotiche. Un tascabile, ma da collezione.

McDowell nell’Alabama di Blackwater c’è nato e lì ha appreso il mistero. Ma si è poi trasferito in Massachusset per frequentare l’università ad Harvard. La tesi di dottorato alla Brandeis University — «L’atteggiamento americano nei confronti della morte» — segna la sua irresistibile attrazione per il tema: una vera ossessione. Ma allo stesso tempo la sua scrittura è piena di ironia: nera, sottile, pungente.

Il suo esordio da scrittore, con The Amulet, la storia di un amuleto che passa di mano in mano tra gli abitanti di una piccola comunità dell’Alabama, pubblicato nel 1979, è un successo che gli consente di lasciare il lavoro di segretario al Mit (Massachusetts Institute of Technology) per dedicarsi alla letteratura.

Come sceneggiatore, collabora con Steven Spielberg e soprattutto con Tim Burton: un sodalizio che si incrinerà nel periodo nero di McDowell, tra alcol e cocaina.

Lo scrittore, omosessuale, nel 1994 si ammala di Hiv e si trasferisce col suo compagno, il drammaturgo Laurence Seenelick, a Medford nel Massachusetts dove insegna sceneggiatura alla Tufts e alla Boston University. Continua a collaborare con King e nel 1996 scrive la sceneggiatura per l’adattamento cinematografico de L’occhio del male. Ma nel 1999, a 49 anni, muore per una patologia legata all’Hiv. Sarà Tabitha King, autrice e moglie di King, a completare nel 2006 Candles Burning, uno dei libri incompiuti.

Ma oggi il suo cuore di tenebra torna a battere per noi.

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