Vittorio Vidotto, addio allo studioso che ha spiegato la Storia ai ragazzi
di Ilaria ZaffinoLa sua opera più nota, certamente la più diffusa, resta il Manuale di storia pubblicato con Andrea Giardina e Giovanni Sabbatucci per Laterza nel 1988. Un libro destinato agli studenti delle superiori uscito oltre 35 anni fa e ancora oggi adottato nelle scuole: ristampato più volte, ha formato generazioni di ragazzi e segnato la manualistica scolastica. Riflettendo al tempo stesso un tratto caratteristico della vita del suo autore e cioè la dedizione all’insegnamento. Lo storico Vittorio Vidotto, scomparso a Roma all’età di 82 anni, è stato infatti per decenni docente di Storia, prima moderna poi contemporanea, all’università romana La Sapienza, dove lui stesso si era laureato in lettere moderne, allievo dello storico liberale Rosario Romeo.
La sua opera più nota, certamente la più diffusa, resta il Manuale di storia pubblicato con Andrea Giardina e Giovanni Sabbatucci per Laterza nel 1988. Un libro destinato agli studenti delle superiori uscito oltre 35 anni fa e ancora oggi adottato nelle scuole: ristampato più volte, ha formato generazioni di ragazzi e segnato la manualistica scolastica. Riflettendo al tempo stesso un tratto caratteristico della vita del suo autore e cioè la dedizione all’insegnamento. Lo storico Vittorio Vidotto, scomparso a Roma all’età di 82 anni, è stato infatti per decenni docente di Storia, prima moderna poi contemporanea, all’università romana La Sapienza, dove lui stesso si era laureato in lettere moderne, allievo dello storico liberale Rosario Romeo.
Nato a Milano nel 1941, è con Roma che Vidotto ha infatti intessuto negli anni un legame particolare. Basti vedere come la città torni a più riprese, come una sorta di fil rouge, in molti suoi scritti. A partire da quella Roma contemporanea (Laterza, 2001) con la quale si era aggiudicato il premio Anci-Storia per essere riuscito a dare «una sintesi di lungo periodo agevolmente fruibile anche al lettore non specialista, pur presentandosi al tempo stesso come il frutto di ricerche di prima mano», secondo quanto riportato nella motivazione del premio. Per arrivare alla Storia di Roma dall’antichità a oggi (Laterza, 2002), sino al più recente 20 settembre 1870. La breccia di Porta Pia (2007).
Dopo aver esordito in campo storiografico nel 1975 con il libro Il Partito comunista italiano dalle origini al 1946 (Cappelli), Vidotto è stato per diverso tempo responsabile della sezione di storia e di politica contemporanea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Ma è all’editore Laterza che ha legato soprattutto il suo nome, e non solo come autore. È stato infatti per vent’anni un prezioso consulente editoriale in ambito storico di Vito Laterza. «Il nostro catalogo storico deve moltissimo a lui», ci confessa Giuseppe Laterza che lo ricorda come «una figura rara, persona essenziale, un uomo contenuto che non si esibiva volentieri davanti a grandi platee eppure lo faceva senza nascondere la sua emozione». Per Laterza infatti Vidotto ha preso parte più volte ai cicli di incontri denominati proprio “Lezioni di Storia”, organizzati dall’editore a Roma e in altre città italiane. Proprio da alcuni di questi sono nati altri dei libri che oggi ci lascia in eredità, come il già ricordato 20 settembre 1870 sulla breccia di Porta Pia, oppure 1978. Il delitto Moro (2008) o, ancora, è il caso di Hitler e il nazismo (2012).
Vittorio Vidotto era «uno storico difficilmente classificabile», sono ancora le parole di Giuseppe Laterza, «dalla curiosità sconfinata, di tutto si interessava, con rigore e serietà. Mi ha insegnato che cosa vuol dire essere liberale, perché ha sempre avuto opinioni chiare pur rimanendo aperto a chi la pensava diversamente». Studioso dell’Ottocento, con interessi nel Novecento, Vidotto amava infatti spaziare dalla storia all’urbanistica e all’architettura, altre due sue grandi passioni. Riuscendo a raccontare, per esempio, in modo lucido e serrato le battaglie, le conquiste e le trasformazioni della società italiana nella storia degli ultimi cinquant’anni come ha fatto in Italiani/e. Dal miracolo economico a oggi.
Infine dei suoi libri vale ancora la pena menzionare quell’Atlante del Ventesimo secolo (2011) in ben 4 volumi o quella Storia d’Italia in 100 foto, realizzata nel 2017 in collaborazione con i colleghi Emilio Gentile, Simona Colarizi, Giovanni De Luna, dove quattro storici di prestigio raccontano e commentano un’immagine iconica che ha fatto la nostra Storia.