Cultura

Oggi è la Giornata internazionale della Lingua madre. Mattarella: “L’italiano elemento di coesione e senso di appartenenza”

Oggi è la Giornata internazionale della Lingua madre. Mattarella: “L’italiano elemento di coesione e senso di appartenenza”

Che cos’è e perché è stata istituita dall’Unesco il 21 febbraio

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“Parlare a qualcuno in una lingua che comprende consente di raggiungere il suo cervello. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore”. Le parole sono di Nelson Mandela e non potrebbero essere più appropriate, ieri come oggi, per celebrare la Giornata internazionale della Lingua madre che si celebra ogni anno, da quando è stata istituita dall’Unesco nel 1999, il 21 febbraio.

L’omaggio del presidente Mattarella

"La lingua italiana racchiude valori identitari in cui si riflettono tradizioni, costumi e le culture che uniscono la nostra comunità. È Un intenso elemento di coesione, generatore di quel senso di appartenenza che accomuna anche i tanti connazionali all'estero e quanti riconoscono nella lingua e nella cultura italiane un valore universale". Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato in occasione della seconda edizione del festival "Lalinguamadre - la lingua che conviene”. "Un patrimonio culturale vivente e dinamico- aggiunge-, che si rinnova a fronte delle trasformazioni globali, custodendo, al contempo, la memoria del passato. Nell'esprimere apprezzamento al festival 'Lalinguamadre - la lingua che conviene” per il proposito di divulgare l'idea della lingua italiana oltre il ruolo di mero strumento di comunicazione, rivolgo a tutti i presenti il mio saluto".

Perché proprio il 21 febbraio?

Nata per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo, la Giornata della Lingua madre viene celebrata in tutto il mondo a ricordo di un drammatico episodio risalente al 21 febbraio 1952, nel quale quattro studenti bengalesi dell’Università di Dacca (a cui se ne aggiunsero altri nei giorni a seguire), furono uccisi dalla polizia di quello che allora era il Pakistan orientale, mentre rivendicavano l’ufficialità della loro lingua, il bengalese.

Un po’ di dati

Ogni due settimane una lingua scompare portando con sé un intero patrimonio culturale e intellettuale. Delle circa 7.168 lingue vive esistenti oggi al mondo, viene stimato che almeno la metà si estinguerà entro il 2100. Per questo è importante riflettere e far riflettere, a cominciare dai più giovani, sull’importanza delle lingue, di tutte le lingue. Anche per questo, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato per il periodo 2022-2032 il Decennio internazionale delle lingue indigene. Il Decennio si concentra sulla conservazione, rivitalizzazione e promozione delle lingue indigene, molte delle quali rischiano di scomparire.

Il convegno

Proprio il 21 febbraio, in occasione della Giornata internazionale della lingua madre, si terrà a Roma l’edizione 2024 del festival organizzato dalla sezione italiana dell’AIIC, associazione internazionale degli interpreti di conferenza, quest’anno in collaborazione con l’Università di Cagliari.La manifestazione pone al centro l’italiano come lingua madre, appunto, delineandone nel proprio manifesto i tratti fondamentali: essa è “l’elemento che unifica la comunità dei parlanti, l’unico, vero documento che ci accompagna ovunque”, e “la lingua italiana, come ogni lingua madre, è una risorsa di pari dignità rispetto al patrimonio artistico, paesaggistico, culturale e gastronomico”.

Eppure, prosegue il manifesto, “La lingua italiana di per sé sta benissimo, ma l’uso che se ne fa è limitato e limitante. Abbiamo una Ferrari ma la lasciamo in garage,e il rischio è che prima o poi non si metta in moto. Se è vero che le parole sono lo specchio dell’evoluzione del pensiero, allora l’uso di un italiano intossicato in tutti i settori e registri espressivi è sintomatico dell’inerzia e della sfiducia nei mezzi propri della lingua italiana di stare al passo col mondo che cambia. Rinunciare ad alimentare LaLinguaMadre equivale a rinunciare ad aver cura dei propri monumenti, asfaltare le strade, non inquinare il mare, far sì che i ponti stiano su. Rinunciare a usarla è un danno economico e un deficit democratico".A condurre la giornata saranno Beatrice Crustalli, consulente in editoria scolastica, formatrice e linguista e Paolo di Paolo, scrittore e drammaturgo, conduttore de La lingua batte, su Rai Radio 3.

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