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150 anni di Impressionismo: ecco le mostre da non perdere in Italia

Auguste Renoir, "Femme nue dans un paysage" part., 1883 © 2024 RMN-Grand Palais / Franck Raux/ Dist. Foto SCALA, Firenze) 
Il grande evento al Museo D’Orsay di Parigi, ma anche le esposizioni nel nostro Paese. Per conoscere meglio gli artisti, da Monet a Renoir, che cambiarono la storia della pittura
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Centocinquant’anni fa, il 15 aprile del 1874, si apriva a Parigi la prima mostra di un gruppo di artisti - Monet, Renoir, Degas, Morisot, Pissarro, Sisley, Cézanne – che avrebbero impresso alla pittura una delle più fenomenali rivoluzioni degli ultimi secoli, facendo da apripista a tutti i “moderni”.

In polemica con l’accademia, decisero di esporre i loro lavori fuori dai Salon ufficiali, utilizzando gli spazi dello studio di un fotografo, il celebre Nadar. Tra le opere esposte una, Impression, Soleil Levant (1872) di Claude Monet, avrebbe ispirato al critico Louis Leroy l’uso del termine Impressionista per definire un’arte fatta appunto di impressioni e – il suo giudizio non era certo positivo – “incompleta”. Per festeggiare l’anniversario, il Museo D’Orsay di Parigi ospita una mostra evento dedicata all’Impressionismo; per chi non potrà volare Oltralpe, tuttavia, anche in Italia sono in programma alcune mostre che tracciano origini, padri nobili e storie del movimento che ha portato…

Centocinquant’anni fa, il 15 aprile del 1874, si apriva a Parigi la prima mostra di un gruppo di artisti - Monet, Renoir, Degas, Morisot, Pissarro, Sisley, Cézanne – che avrebbero impresso alla pittura una delle più fenomenali rivoluzioni degli ultimi secoli, facendo da apripista a tutti i “moderni”.

In polemica con l’accademia, decisero di esporre i loro lavori fuori dai Salon ufficiali, utilizzando gli spazi dello studio di un fotografo, il celebre Nadar. Tra le opere esposte una, Impression, Soleil Levant (1872) di Claude Monet, avrebbe ispirato al critico Louis Leroy l’uso del termine Impressionista per definire un’arte fatta appunto di impressioni e – il suo giudizio non era certo positivo – “incompleta”. Per festeggiare l’anniversario, il Museo D’Orsay di Parigi ospita una mostra evento dedicata all’Impressionismo; per chi non potrà volare Oltralpe, tuttavia, anche in Italia sono in programma alcune mostre che tracciano origini, padri nobili e storie del movimento che ha portato la modernità nell’arte.

Claude Monet, "Impression, soleil levant", 1872 

La mostra al Museo D’Orsay di Parigi

Cominciamo dalla mostra del Museo D’Orsay, che si trova in un edificio che è esso stesso un monumento ai traguardi del XIX secolo che partorì l’Impressionismo. Era infatti l’antica Gare D’Orsay, progettata dall'architetto Victor Laloux in occasione dell'esposizione universale del 1900 e poi convertita in istituzione museale. In questa sede, dal 26 marzo e fino al 14 luglio, sotto il titolo Paris 1874. Inventer l'impressionnisme il Musée d’Orsay ospita capolavori di Monet, Manet, Renoir, Cézanne, Degas, Sisley e Morisot e una spettacolare esperienza di realtà virtuale. Si tratta di quasi 160 opere (dipinti, pastelli, disegni, sculture, incisioni); una ventina di opere provengono dagli Stati Uniti, dove la mostra sarà presentata alla National Gallery of Art di Washington, co-organizzatrice dell’evento, a partire da settembre.

Tra i dipinti in arrivo dall’America, Le Chemin de Fer e Le Bal de l'Opéra di Edouard Manet. Il filo conduttore della mostra parigina è proprio il momento della "primissima mostra impressionista, inaugurata nell’aprile di 150 anni fa nell'atelier di Nadar (alias Gaspard Félix Tournachon) a boulevard des Capucines", ha spiegato all'AFP Sylvie Patry, curatrice della mostra con Anne Robbins. Fu "un flop economico" (quattro dipinti venduti su 200 esposti) ma un trampolino di lancio per la notorietà di questi artisti. Dotati di visori per la realtà virtuale, i visitatori del D’Orsay potranno rivivere proprio la sera dell'inaugurazione della mostra, in uno spazio di circa 550 metri quadri che può accogliere fino a 80 persone contemporaneamente, in piccoli gruppi da tre a sei persone. La ricostruzione non è solo virtuale, è il filo tematico del percorso espositivo, dove una selezione di opere esposte durante la mostra impressionista del 1874 è messa a confronto con dipinti e sculture esposte in quello stesso periodo al Salon ufficiale. Il confronto permette di evocare l’impatto visivo che ebbero all’epoca le opere esposte dagli impressionisti, ma anche di scoprire parallelismi e sovrapposizioni inattese tra la prima mostra impressionista e il Salone.

Le mostre in Italia

Passando all’Italia, la primavera porta nel nostro paese una serie di mostre che raccontano l’evoluzione del movimento impressionista e i suoi protagonisti. A Roma, il Museo Storico della Fanteria ospita dal 30 marzo fino al 28 luglio Impressionisti - L’alba della modernità, con oltre 160 opere di 66 artisti, tra cui Degas, Manet, Renoir e l’”italiano di Parigi” Giuseppe De Nittis, provenienti da collezioni italiane e francesi. Ideata da un comitato scientifico composto da Gilles Chazal, Vincenzo Sanfo, Maithé Vallès-Bled, e diretto da Vittorio Sgarbi, presenta non solo dipinti ma disegni, acquerelli, sculture, ceramiche e incisioni di artisti che, sperimentando stili e tecniche, diedero vita a uno stile originale e parteciparono alle otto mostre parigine organizzate dagli Impressionisti sino al 1886. Soffermandosi sugli aspetti meno noti della ricerca impressionista, dal disegno all’incisione, tutti influenzati dall’allora recente invenzione della fotografia, la mostra romana espone accanto ai dipinti a olio bozzetti preparatori, studi e litografie di opere famose come La maison du doctor Gachet di Cézanne, Il ritratto di Berthe Morisot e il Bar aux Folies-Bergère di Manet, e include anche artisti come Bracquemond, Firmin-Girard, Lecomte.

A Padova, presso il Centro Altinate San Gaetano, prosegue fino al 14 luglio Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris, un viaggio nell’arte di uno dei padri dell’Impressionismo attraverso 60 opere giunte dal museo parigino: appartengono al un lascito storico del figlio del pittore, Michel Monet (1878-1966) e provengono dalla casa di Giverny. In mostra anche opere di maestri e amici dell’artista, da Delacroix a Rodin.

A Milano, Palazzo Reale ospita fino al 30 giugno Cézanne / Renoir. Capolavori dal Musée de l’Orangerie e dal Musée d’Orsay, a cura curata di Cécile Girardeau, conservatrice del Museé d’Orsay, e Stefano Zuffi: attraverso cinquantadue opere provenienti dalle collezioni del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie di Parigi si mettono a confronto le traiettorie dei due artisti, con una sezione che documenta il loro impatto sulla successiva generazione di artisti, attraverso due dipinti di Pablo Picasso.

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