È morto lo scultore Richard Serra, un maestro dell’arte contemporanea
di Dario PappalardoHa trasformato la scultura in un'esperienza da attraversare. In spirali e monoliti installati nei musei o negli spazi pubblici del pianeta. Per questo Richard Serra, morto il 26 marzo nella sua casa di Long Island, a 85 anni, si è guadagnato per sempre un posto nella storia dell'arte.
"Lo spazio è il mio soggetto. Uso l'acciaio per organizzarlo", diceva. E lo ha fatto scandalizzando, spostando ogni volta un po' più avanti i confini dell'opera d'arte, producendo nuove forme di percezione.
Come quando nel 1981, in Foley Federal Plaza a Manhattan, comparve Tilted Arc, un muro ondulato in acciaio Corten color ruggine. La commissione pubblica fu uno shock per i cittadini newyorchesi. In 13 mila firmarono per la rimozione, sostenendo che l'opera, "spazzatura", "ferro maledetto", intralciava il percorso verso il proprio ufficio.
Nel 1989 l'artista fu costretto a vedersela rimossa e stipata in un magazzino. Ma intanto aveva dimostrato che la scultura pubblica non era più soltanto decorazione,…
Ha trasformato la scultura in un'esperienza da attraversare. In spirali e monoliti installati nei musei o negli spazi pubblici del pianeta. Per questo Richard Serra, morto il 26 marzo nella sua casa di Long Island, a 85 anni, si è guadagnato per sempre un posto nella storia dell'arte.
"Lo spazio è il mio soggetto. Uso l'acciaio per organizzarlo", diceva. E lo ha fatto scandalizzando, spostando ogni volta un po' più avanti i confini dell'opera d'arte, producendo nuove forme di percezione.
Come quando nel 1981, in Foley Federal Plaza a Manhattan, comparve Tilted Arc, un muro ondulato in acciaio Corten color ruggine. La commissione pubblica fu uno shock per i cittadini newyorchesi. In 13 mila firmarono per la rimozione, sostenendo che l'opera, "spazzatura", "ferro maledetto", intralciava il percorso verso il proprio ufficio.
Nel 1989 l'artista fu costretto a vedersela rimossa e stipata in un magazzino. Ma intanto aveva dimostrato che la scultura pubblica non era più soltanto decorazione, ma un oggetto vivo, sceso dal piedistallo, che punteggia la quotidianità, ne spezza il ritmo, costringe a pause e a domande che interrompono il ritmo di produzione quotidiano.
Gli inizi per Serra erano stati in salita anche nella vita. Nato a San Francisco il 2 novembre 1938, figlio di un lavoratore di cantieri navali immigrato dalla Spagna franchista e di un'ebrea originaria di Odessa, fu cresciuto nella paura e nella negazione, ricordava: "A cinque anni chiesi a mia madre: da dove veniamo? Lei mi rispose: prometti di non dirlo a nessuno. Siamo ebrei, per questa ragione ci bruciano vivi".
L'artista dedicò alle sue origini The Drowned and The Saved, che suona proprio come il titolo di Primo Levi, "I sommersi e i salvati", esposta in una sinagoga tedesca a Pulheim. Da bambino il disegno era un modo per accattivarsi l'attenzione dei genitori. Sarebbe diventata una professione. Quando il padre lo portò in cantiere a vedere il varo di una nave, il giovane Richard capì che un oggetto pesante tonnellate può apparire leggero e poetico, fino a prendere la via del mare e dell'infinito. Quello che avrebbe fatto da artista era già qui. Eppure gli studi universitari a Berkeley furono in letteratura: per pagarseli lavorava in un complesso siderurgico. Un'esperienza, questa, non priva di conseguenze per quello che avrebbe fatto dopo.
Un professore gli consigliò di approfondire ancora l'arte e lui così fece, viaggiando in Europa, Italia compresa, fino a stabilirsi a New York, dove il pittore Jasper Johns diventò il suo primo mentore.
Nello studio, Serra raccoglieva materiali di scarto da comporre in oggetti che sperimentavano forme nuove, diventando sempre più grandi. Al gallerista Leo Castelli che gli chiese di realizzare opere di piccola misura per venderle rispose: "Vai al diavolo!". Il carattere non gli mancava. Spudorato, macho anche, senza compromessi, rifiutò di apporre la bandiera americana su uno dei suoi lavori. Le sue sculture non dovevano essere viste, ma percepite.
Della stessa generazione di Robert Smithson, che trasformò in esperienza la Land Art, creò come lui spirali non immerse nella natura, però: solide, concrete, da percorrere passo dopo passo. Ecco allora la serie Torqued Elipse, dove l'acciaio si srotola lungo pareti ondulate, in un cammino a cielo aperto di cui non si conosce l'esito, se non completando il cammino. L'ispirazione proviene dalla forma della chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane di Roma. Perché a modo loro anche le spirali di Serra sono cattedrali.
Come The Matter of Time al Guggenheim di Bilbao, dentro il museo di Frank Gehry. Il testamento di Serra è East-West/West-East, i monoliti alla 2001 Odissea nello spazio che svettano verso il cielo, nel deserto del Qatar. Cambiano a ogni ora del giorno, fino al tramonto, quando indicano la fine e l'inizio di tutto.